MILANO | Atelier Les Copains | fino al 12 novembre 2015

di ELEONORA ROARO

L’ATELIER Les Copains dedica all’artista cinese Zhang Huan (An Yang, 1965) una mostra curata da Chiara Guidi in cui, attraverso la pratica della performance, s’indaga sull’identità culturale e sul rapporto tra Oriente e Occidente. L’artista si forma come pittore presso l’Accademia di belle arti di Pechino e nei primi anni ’90 prende parte alla scena dell’”East Village”. È tra i primi a realizzare delle performance intese come pratica artistica radicale in grado di mettere alla prova la capacità fisica ed emozionale di resistenza attraverso azioni estreme.

Zhang Huan, MY ROME, 2005

Nel ciclo My Rome (2005) l’artista si confronta con la classicità di Roma nel complesso marmoreo dei Musei Capitolini e realizza una vera e propria fusione tra due culture e tradizioni diversissime tra loro. Questo patrimonio scultoreo, come ricordano Francis Haskell e Nicholas Penny nel celebre saggio L’antico nella storia del gustoLa seduzione della scultura classica, è un riferimento iconografico imprescindibile per tutta la storia dell’arte occidentale, una cultura altra che Zhang Huan tenta di comprendere senza prevaricare.

Zhang Huan, MY ROME (Mountain), 2005

In mostra sono presenti altri lavori di matrice strettamente orientale, come autoritratto dalla serie ½ (1998), in cui utilizza i corpi nudi come tele per la calligrafia. Invece nella sequenza fotografia tratta dalla performance Impermanent realizzata in Tibet riscopre, come un archeologo, le tracce dei morti, ciò che resta di una vita che non è mai uguale a se stessa ma cambia costantemente forma, anche nell’aldilà: tra la terra rinviene uno scarpone o dei brandelli di vestiti, che per sineddoche rimandano al singolo e quindi all’intera umanità.

Zhang Huan, My Rome (Hang Bubble), 2005

Le sue performance diventano così delle sculture viventi dalle quali emerge l’aspetto rituale e metaforico: rifacendosi alle tradizionali tecniche del Tai Ji Quan compie movimenti lentissimi interagendo con i Satiri della Valle in un’elegante sequenza fotografica in bianco e nero; trenta performer nudi, coperti solo da un panno bianco come un drappeggio, diventano una enorme scultura vivente sopra un tavolo di legno posizionata davanti il Marforio.

Zhang Huan
a cura di Chiara Guidi
in collaborazione con Galleria Pack Milano

25 settembre – 12 novembre 2015

ATELIER LES COPAINS
Via Manzoni 21, Milano

Orari: su appuntamento

Info: +39 02 80509190
info@atelierlescopains.com


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