Ti sarà inviata una password per E-mail
FIRENZE | Palazzo Vecchio e Forte Belvedere8 luglio – 13 ottobre 2013

Intervista a ZHANG HUAN di Ginevra Bria

Fino al 13 ottobre, a Firenze, con il titolo L’Anima e la Materia, è possibile visitare la più grande mostra in Italia di Zhang Huan (1965, Anyang, provincia di Henan, Cina), dopo la personale al PAC di Milano del 2010. Il percorso, allestito in due dei luoghi simbolo della città, Palazzo Vecchio e Forte Belvedere, sancisce l’incontro tra due grandi capitali culturali: Firenze, culla del Rinascimento e Shanghai nuova capitale creativa contemporanea.
Con questa mostra viene riaperto Forte Belvedere che torna ad essere simbolo del contemporaneo a Firenze, dopo aver ospitato in passato artisti come Henry Moore, Fausto Melotti, Mimmo Paladino, Mario Merz, Giuseppe Penone, Anish Kapoor e Folon. Espoarte ha incontrato l’artista per conoscere più approfonditamente il suo ultimo progetto Italiano…

Soul and matter… Anima e materia… La motivazione che sottende al titolo del tuo percorso fiorentino?
L’anima è materia substanziale in sé. Un’anima pesa solamente 21 grammi all’interno di un corpo umano. Mentre le anime abbandonano il corpo di un uomo 49 giorni dopo la sua morte. Vincere e sopraffare qualsiasi anima ritengo sia il proposito più difficile per qualsiasi uomo, intento che non potrà mai essere raggiunto.

In che modo le tue sculture, costituite dell’evanescenza della spiritualità e del peso creato dal loro stesso volume, reagiscono con la storia di Palazzo Vecchio e di Forte Belvedere?
Il percorso dell’esistenza è una sorta di tragicommedia e la vita della gente sta cambiando nel tempo. Tre teste e sei braccia stanno letteralmente circondando Firenze. Mentre allo stesso tempo si sta assistendo a un dialogo tra due credo, tra due religioni o piuttosto ad un’invasione culturale. Numerose anime raccolte attorno ad un Buddha di Taiwan potrebbero vivere di nuovo qui.

Che cosa hai imparato vivendo, per alcune settimane a Firenze, la tua residenza ha scalfito il tuo modo di essere o di considerarti artista?
Firenze, in qualità di terra sacra dell’arte, è un territorio in cui le persone mostrano rispetto e si commuovono nell’essere circondate da magnifici paesaggi, ottimo cibo e da un’atmosfera piacevole. I cittadini, inoltre, si sentono molto vicini alla città. Anche se comunque si rendono conto che non possono vivere nel passato e del passato. Bisogna affrontare il mondo e guardare al futuro. Il mio sviluppo artistico è stato interessato da diverse fasi formali. Differenti regioni geografiche e territori hanno contribuito a far vivere in me diverse forme di ispirazione. E credo che questo approccio abbia generato numerose sovrapposizioni creative. In otto anni passati a New York, ad esempio, ho profondamente realizzato quanto emergessero e fossero resistenti le radici della mia cultura, comprendendo quanto l’origine di tutta la mia spinta compositiva provenisse costantemente dalla Cina.

Credi che la tua modalità espressiva sia cambiata rispetto all’ultima volta che hai allestito una tua retrospettiva in una istituzione italiana (mi sto riferendo in particolar modo ad Ashman, al PAC, a Milano)? Sarebbe possibile per te effettuare una sorta di comparazione tra le due mostre?
La mostra al PAC si tenne d’estate, tre anni fa a Milano. Ritengo che la mia espressività si sia arricchita nel frattempo, benché il nocciolo concettuale del mio discorso sull’arte non sia cambiato. Il focus di Soul and matter prende vita direttamente dall’humus fertile del Rinascimento.

Attraverso Soul and matter, quale tipo di dialogo hai inteso instaurare o sottolineare con il passato? Come ti sei posto in relazione con il periodo estetico del Rinascimento e con i suoi Maestri?
I Maestri nati durante il Rinascimento hanno mostrato rispetto per la storia e la cultura. Hanno concepito e compreso la materia della vita e hanno osato aprire una breccia tra Vecchio e Nuovo. Quel che hanno fatto è la liberazione dell’umanità dal buio della Storia, del Medioevo. Ed io sono molto interessato, attratto, tanto dalla barbarie quanto dall’umanità nella dimensione della sfera divina.

L’intento e il motivo della tua ricerca? Fattori entrambi interenti a Soul and matter…?
Solo il cambiamento è la legge eterna che regola questo mondo. La relazione tra la dimensione materia e mondo spirituale si ritrova esattamente nel rapporto tra la quotidianità e il sogno.

Parlando della sera di inaugurazione del percorso, come ha reagito la gente di fronte alle tue sculture tanto effimere quanto profondamente religiose?
Ritengo che quando un Buddha brucia fino a diventare polvere, tutte le persone dovrebbero essere capaci di sentire, di percepire l’anima, la propria e quella degli altri, direttamente nell’aria.

Nel 2013, nel mondo dell’Arte Contemporanea, quale significato assume la rappresentazione del Divino? Quali tipologie di dimensioni, di livelli bisogna porre a confronto, oppure far collassare, nello scolpire divinità?
Penso che la divinità sia attualmente l’umanità stessa. Le immagini di uomini e dei rappresentano entrambe materiale quotidiano e spirituale sempre più prevalente. Benché io abbia dubbi sull’esistenza e le funzioni di Dio, posso ancora sperare di lavorare cercando di diventare una sorta di segnale, di avvertimento per il mondo dell’Arte Contemporanea, aiutando ad abbandonare la brutalità, i pensieri che distraggono e mostrando come trattare ogni persona, ogni situazione con gentilezza. L’uomo propone, Dio dispone.

Potresti fornirci una definizione di eroe?
Gli eroi attualmente sono uomini folli che hanno sofferto di malattie mentali. Premesso ciò, sostengo che siano solo uomini come noi che coltivano loro stessi nella linea della vita di tutti giorni.

Un augurio o un desiderio che protegga il percorso di Soul and matter?
Firenze è la culla del Rinascimento. Questa città sta facendo sforzi eccezionali per “ringiovanire” la cultura classica e l’arte. E adesso bisogna mantenersi al passo con i tempi, esponendo lo spirito umano visto attraverso la lente dell’universalità. Credo che questa mostra possa aspettarsi di far vivere un’esperienza assolutamente nuova per la città e per i suoi abitanti, turisti inclusi. A nome mio e di tutte le altre persone cinesi, credo che si possa inviare a tutti loro i miei più cordiali auguri. Amitabha!

Zhang Huan. L’anima e la materia / Soul and Matter
Ideazione e cura mostra: Olivia Turchi
Direzione Artistica: Sergio Risaliti

8 luglio – 13 ottobre 2013

Palazzo Vecchio e Forte Belvedere, Firenze

Orari: Palazzo Vecchio 9 – 24 e Forte di Belvedere 10 – 20

Info: www.oncevents.com


Condividi su...
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se continui a navigare accetterai l'uso di tali cookies. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi