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GENOVA | Palazzo Ducale | 6 giugno – 26 agosto 2012

“La mostra sviluppa una lettura delle attività del judo, delle performances e del teatro, nonché della musica, aspetti della vita e dell’azione dell’artista assai meno indagati. Deliberatamente assegnando a una sola presenza emblematica, a base del pigmento blu da lui stesso ideato, il compito di rappresentare la pittura, l’evento proposto a Palazzo Ducale si sofferma piuttosto sull’importante pronunciamento del superamento della problematica dell’arte che, dopo Klein, ha segnato la nuova frontiera della ricerca estetica e artistica contemporanea.” 
Bruno Corà

La mostra Yves Klein – Il Judo Il Teatro è un percorso di ricerca per indizi. Se è vero che, secondo la stessa definizione di Klein, la sua opera altro non è che la sua scia, dalle impronte lasciate dal suo passaggio si può risalire al corpo che ha impresso la traccia, e poi ancora al movimento che ha guidato il corpo, fino al pensiero che ha generato il movimento nel principio. E nel principio, per Yves, c’è il Judo. Nel Judo si ritrova la sua fisicità e il suo spirito inquieto che lo conduce a studiare fino in Giappone, al Kodokan di Tokyo, il tempio mondiale del Judo.
Ma il Judo vero, quello tradizionale dei maestri che Klein incontra in Giappone, non è combattimento. È prima di tutto rappresentazione di principi etici e cosmici: è teatro. Direttamente derivante dal Teatro No. Jigoro Kano, il creatore del Judo, di quell’arte che traghetta il medioevo nipponico dei samurai verso il ventesimo secolo, racchiude nella rappresentazione dei Kata (le forme, i paradigmi del Judo) i suoi insegnamenti. Quindi Klein si ritrova immerso tra fisicità e spiritualità, tra Judo e Teatro. Quando ritornerà dal Giappone, trasferirà il Judo, la via della cedevolezza, nella sua arte, firmando il mondo con il suo blu, con il suo oro, con il suo fuoco. Saprà “levitare”, lo scrive lui stesso, grazie alle cadute di Judo e sogna di presentarsi su un palcoscenico e restare sospeso a due metri di altezza.
Poca dell’arte di Klein si è potuta fermare, impigliare in una tela, in una scultura, in una traccia-sindone; tanta della sua arte è stata effimera, come effimero è il teatro. Le sue conferenze sono state happening, i suoi vernissage sono stati spettacoli. La sua arte è fatta di aforismi, di intuizioni racchiuse in uno spezzone di film, in uno scatto fotografico.
Entrando negli Appartamenti del Doge a Palazzo Ducale ci si imbatte nel primo aforisma di Klein, ci dice che ha lottato contro la sua vocazione di pittore, dedicandosi al Judo, ma il Judo lo ha ricondotto al teatro e Judo e teatro lo hanno riportato violentemente là da dove fuggiva, alla sua originaria vocazione d’artista. Oltre, prima ancora di entrare nella prima sala, scorre un suo film: il corpo della modella lascia un impronta sulla tela, Klein alle spalle, aiutato da una squadra di pompieri scolpisce la tela con il fuoco. Il Teatro è il protagonista della prima sala: il celebre salto nel vuoto, dove Yves si lancia dal secondo piano realizzando il Kata degli uccelli, è davanti a noi.

Intorno le pagine della Dimanche, il giornale di un solo giorno, pubblicato da Klein come atto teatrale per un festival d’avanguardia. Il salto nel vuoto è la foto di apertura di questo giornale che racchiude articoli di teoria del teatro da far invidia ad Artaud, tutti scritti da Klein.
Il percorso conduce quindi a L’Esquisse de scenario: la Guerra tra la linea e il colore. Un soggetto per un film mai realizzato. Un combattimento tra la linea e il colore con la vittoria finale del colore. Un documento inedito in Italia. Accanto alcuni bozzetti di scene disegnati da Klein
Altri bozzetti di studio, questa volta quelli dello spazio scenico in teatro, da Epidauro ai nostri giorni, realizzati da Klein così come gli studi per la realizzazione del Foyer del Teatro dell’Opera di Gelsenkirchen, sono i protagonisti della successiva sezione.
La quarta sala è dedicata a IL PIGMENTO BLU YKB: qui ha vinto il colore e quindi ci godiamo ora la grande installazione progettata da Klein. Una piscina di oltre dieci metri per cinque completamente realizzata in pigmento YKB, brevettato da Klein.
Il colore blu
è il colore delle grandi antropometrie. Le grandi antropometrie sono l’applicazione della fisicità del Judo nell’arte. Quindi la quinta sala è dedicata proprio al Judo. Avremo film inediti sul Judo, realizzati da Klein in Giappone.
Il percorso prosegue con la biografia di Yves Klein: documenti, oggetti appartenuti a Klein, fotografie, film, opere del padre, della madre e di Rotraud Uecker, la moglie. In diretto rapporto con il Judo sono le sessioni di antropometrie eseguite dal vivo, con l’accompagnamento di una piccola orchestra. La sesta sala è dedicato a questo. Molti i documenti inediti. Per passare poi al superamento dell’arte, secondo uno dei concetti di Klein.
Oggetti-opere
come gli assegni blu che venivano staccati come ricevute in cambio di lingotti d’oro scambiati in cambio di zone stabilizzate d’arte immateriale, o i globi blu che saranno una profezia in attesa dell’urlo di Gagarin, il primo uomo nello spazio, che nel 1961 griderà: la Terra è blu!
L’ottava sala è la stanza del Vuoto. Qui potremmo ascoltare la voce reale di Klein che interpreta il Dialogo con me stesso. Infine la sala dedicata ai video. Qui si possono vedere tutti i video contenuti nella mostra nella loro durata originaria.

La Cappella di Palazzo Ducale è riservata all’ascolto della Sinfonia Monotòna scritta da Klein su una sola nota ripetuta per 24 minuti, seguiti da altrettanti minuti di silenzio.
Infine il Corridoio di uscita è dedicato all’oggi di Klein e a quel fenomeno di teatro immateriale che sono oggi le aste delle sue opere, capaci di raggiungere le cifre record di 24 milioni di dollari.
Insomma una mostra del tutto originale, per un artista assolutamente originale, anzi unico.

Yves Klein – Il Judo Il Teatro
a cura di Bruno Corà, Sergio Maifredi
in collaborazione con Archivi Klein, Parigi

Palazzo Ducale
Piazza Matteotti 9, Genova

6 giugno – 26 agosto 2012

Orari:
11.00 – 19.00 da martedì a domenica, lunedì chiuso
Info:
+39 0105574064/65
www.teatripossibililiguria.it
www.palazzoducale.genova.it


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