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MILANO | Museo del Novecento | 17 ottobre – 15 marzo

L’anteprima di GINEVRA BRIA

Yves Klein e Lucio Fontana alla mostra delle Nature, Parigi, Galerie Iris Clert, novembre 1961  Photo: Shunk-Kender © Roy Lichtenstein FoundationDopo Munari Politecnico, ultimata il 7 settembre, il Museo del Novecento, prosegue il proprio percorso nella storia dell’arte e torna a focalizzarsi, nei medesimi spazi espositivi, su un periodo – gli anni Sessanta – in cui Milano era affermato fulcro delle nuove tendenze. Nuova testimonianza di questo fervore creativo, una pagina scritta a partire dal mese di gennaio del 1957, quando Yves Klein allestisce la prima personale di monocromi blu alla Galleria Apollinaire di Milano, dal titolo Proposte monocrome. Epoca blu, e accompagnata da una presentazione di Pierre Restany. Durante questo evento, lo stesso Bruno Munari diventa il primo acquirente di una Zone de sensibilité picturale immatérielle di Klein e Lucio Fontana si manifesta, si presenta come uno tra i primi acquirenti di un monocromo dell’artista francese, diventando qualche anno più tardi, nei primi anni Sessanta, uno dei suoi più importanti collezionisti in Italia.

Nel Museo di Piazza Duomo, il 17 ottobre, inaugurerà una mostra che indaga l’universo parallelo di Yves Klein (1928-1962) e Lucio Fontana (1899-1968), una sorta di retrospettiva riflessa, a tratti apolide, un itinerario che intende indagare nell’istanza della prossimità, la piena autonomia formale ed estetica da sempre peculiare di entrambi i percorsi compositivi.

  Yves Klein, Tryprique de Krefeld, Archives Klein, Parigi

Il percorso si articolerà oltrepassando lo spazio della manica lunga delle mostre temporanee, occupando alcune sale della collezione permanente, all’interno delle quali attualmente campeggiano la Struttura al neon del 1951 e diversi Concetti spaziali, riformulate in un nuovo allestimento per accogliere in uno stretto confronto visivo anche le opere di Klein, disposte nella saletta di Piero Manzoni e del gruppo di Azimuth, la sala focus e gli Archivi.

La vicenda umana di Klein e Fontana rivela un inatteso, e raramente approfondito, legame personale, raccontando determinati anni densissimi, attraverso oltre ottanta opere e una fitta documentazione di fotografie, filmati d’epoca e carte d’archivio. Tra gli episodi che hanno segnato i loro percorsi, innestati gli uni agli altri tra il 1957 e il 1962, sono documentati i contatti di Klein con galleristi e amici di Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1956, olio e tecnica mista su tela cm 80x65 coll. Boschi Di StefanoFontana e un invito di quest’ultimo a Klein per il progetto, non realizzato, di un’architecture de l’air, da presentare alla XII Triennale di Milano, nel 1960. Da non dimenticare anche il ruolo di Iris Clert che, oltre alle numerose mostre di Klein, tra le quali Le Vide, inaugurata nel1958 e la presentazione nel 1961 delle Nature di Fontana nella sua galleria parigina. In ultimo, molto noto, verranno rievocati, tra i viaggi in Italia di Klein, i pellegrinaggi al Santuario di Cascia, all’interno del quale dedica a Santa Rita un meraviglioso Ex-voto, presentato al Museo del Novecento, e i soggiorni parigini di Fontana che lo faranno emergere internazionalmente.

La “doppia monografica” sarà organizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano, con gli Archives Klein di Parigi e infine prodotta dal Museo del Novecento. L’esposizione si avvale di prestiti provenienti da diversi musei italiani e stranieri, fra gli altri: il Mnam – Centre Georges Pompidou, da cui proviene una grande Anthropométrie di Klein, mai esposta in Italia; il Mamac di Nizza; il Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld; il Louisiana di Humlebæk; la Gam di Torino e la Gnam di Roma. Le prassi gnoseologiche e materiche dei due artisti dialogano lungo un itinerario che, sviluppandosi secondo una puntuale ricostruzione biografica e storico-filologica, mette a confronto le loro opere principali attraverso accostamenti tematici e visivi, affidati a soluzioni visuali studiate per la prima volta. Le aperture spaziali di Fontana (fisiche e concettuali) trovano corrispondenza nel procedere di Klein dal monocromo al vuoto. Entrambi evocano uno spazio immateriale, cosmico o spirituale, facendo un riferimento storico all’oro della pittura medievale e al blu di Giotto, ma anche impiegando direttamente elementi naturali e a riferimenti cosmici.

Attraverso di essi, verrà ideato un colloquio  immaginario, tra il segno del neon di Fontana del 1951, facente parte della collezione permanente, e la riproposizione della grande installazione di Pigment pur, presentata nel maggio del 1957 alla Galerie Colette Allendy di Parigi.

Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962
a cura di Silvia Bignami e Giorgio Zanchetti

Museo del Novecento
via Marconi 1, Milano

17 ottobre 2014 – 15 marzo 2015

Info: 02 88444061
www.museodelnovecento.org

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