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TORINO | OGR – Officine Grandi Riparazioni | dal 30 settembre 2017

Intervista a WILLIAM KENTRIDGE di Elena Inchingolo

A Torino, dopo il maestoso murales romano Triumphs and Laments, realizzato nel 2016 sul Lungotevere, William Kentridge realizza un’altra opera di arte pubblica intitolata Procession of Reparationists. L’opera, ispirata al lavoro dell’uomo nella pratica di riparazione dei treni, sarà svelata il 30 settembre nella Corte Est dell’edificio in occasione della grande festa inaugurale che, nella riqualificazione dell’ex-area industriale, sancisce l’apertura di un nuovo polo d’arte e innovazione culturale.
L’opera di William Kentridge è stata commissionata e interamente sostenuta dalla Fondazione CRT per l’arte Moderna e Contemporanea, su invito di Carolyn Christov-Bakargiev, Direttrice del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea a cui ne è stata affidata la curatela e la produzione. Procession of Reparationists è la prima di una serie di commissioni pubbliche – le Corte Est Commissions – realizzate site-specific da grandi artisti e pensate per essere fruibili dall’intera città.
A Kentridge abbiamo rivolto alcune domande per meglio comprendere il processo creativo del suo fare arte ed in particolare dell’opera destinata ad entrare nella Collezione della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea.

Le sue opere nascono da una “cross-fertilization between media”: disegno, video, scultura. Ha seguito lo stesso processo costitutivo anche per la realizzazione di Procession of Reparationists, l’opera site-specific che ha pensato per l’inaugurazione delle OGR di Torino?
L’opera alle OGR di Torino è stata determinata in parte dal fatto che le sculture dovessero essere ben visibili anche dallo spazio esterno. Inoltre era necessario fossero semplici perché non c’era né il tempo né il budget per realizzarle in tre dimensioni con materiali spessi e complessi. Ho pensato così di lavorare essenzialmente con disegni che sono diventati ritagli di carta, i quali a loro volta si sono trasformati in silhouette di acciaio rigido. In queste opere più elementi si sovrappongono e si intersecano tra loro: c’è qualcosa della ruvidezza della carta intagliata, c’è la pesantezza della scultura in metallo – in questo caso spessi fogli d’acciaio – e ci sono le possibilità date dalle forme in acciaio tagliato che acquistano l’effetto della carta ritagliata.

WILLIAM KENTRIDGE, Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti), 2017 15 silhouette in acciaio, 13 basi in cemento e ferro, 410 x 350 x 41200 cm circa dimensioni totali, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2017, in comodato presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

WILLIAM KENTRIDGE, Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti), 2017
15 silhouette in acciaio, 13 basi in cemento e ferro, 410 x 350 x 41200 cm circa dimensioni totali,
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2017, in comodato presso
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

L’idea originaria che ha portato a Procession of Reparationists?
Procession of Reparationists prende vita dalle caratteristiche specifiche dello spazio in cui, un tempo, a Torino, si riparavano i treni. L’opera espone il senso della storia industriale di quella parte dell’Italia, la migrazione delle persone che dal Sud si spostavano al Nord per lavorare nelle fabbriche, il fatto che le OGR siano state sede di così tanta fatica umana.
Le sculture sono figure ibride di uomini e macchine, come se lavorando a lungo con esse, le persone fossero diventate un tutt’uno con la tecnologia: tra le altre ci sono ad esempio donne e orologi timbra-cartellino che, stremati dal lavoro quotidiano, si piegano gli uni contro gli altri a formare una sagoma unica. Per ciascuna di queste figure, mi sono ispirato a immagini tratte da fotografie d’epoca scattate sia all’interno delle OGR sia in altre fabbriche nel Nord Italia.

WILLIAM KENTRIDGE, Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti), 2017 15 silhouette in acciaio, 13 basi in cemento e ferro, 410 x 350 x 41200 cm circa dimensioni totali, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2017, in comodato presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

WILLIAM KENTRIDGE, Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti), 2017
15 silhouette in acciaio, 13 basi in cemento e ferro, 410 x 350 x 41200 cm circa dimensioni totali,
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2017, in comodato presso
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Quando ha visto per la prima volta le OGR cosa ha pensato?
Lo trovai splendido, era un luogo completamente abbandonato con il suo cortile totalmente vuoto. Rendere le OGR uno spazio nuovamente fruibile con luci, sedute, arredi per eventi artistici e musicali inevitabilmente distrae dalla bellezza del luogo, deserto e grezzo così com’è senza interventi, dove tutto quello che c’è è la possibilità dell’immaginazione.  Certamente, non appena si inizia a ristrutturarlo questa potenzialità è ridefinita dalle specifiche decisioni del progettista: esse, buone o cattive che siano, sono finalizzate a ricostruire uno spazio completamente, riducendone quindi la facoltà immaginativa.

OGR - Officine Grandi Riparazioni, Torino. Foto: Daniele Ratti

OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino. Foto: Daniele Ratti

Ci può indicare tre parole che possano descrivere Procession of Reparationists, facendoci immaginare il risultato finale?
Di fatto Processions of Reparationists è un insieme di sagome di persone e macchine assemblate… È difficile dare una risposta a questa domanda, anzi è impossibile in tre parole descriverne l’esito!

WILLIAM KENTRIDGE, Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti), 2017 15 silhouette in acciaio, 13 basi in cemento e ferro, 410 x 350 x 41200 cm circa dimensioni totali, Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2017, in comodato presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

WILLIAM KENTRIDGE, Procession of Reparationists (Processione. I riparazionisti), 2017
15 silhouette in acciaio, 13 basi in cemento e ferro, 410 x 350 x 41200 cm circa dimensioni totali,
Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2017, in comodato presso
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

La parola processione ci pone a confronto con un senso di avanzamento spazio-temporale. Quale significato ha per lei lo scorrere del tempo?
Penso che come artista si debba pensare al mondo come ad una serie di fatti in continua trasformazione, cambiamento, provvisorietà. Le sculture di Procession of Reparationists, tuttavia, hanno in sé una contraddizione: sono allo stesso tempo elementi fissi, stabili, che, quindi, non si muovono nello spazio, ma si ispirano a immagini in movimento; sono come figure bloccate in acciaio pesante. Le sagome vorrebbero muoversi attraverso il tempo, ma non ne hanno la possibilità: esse rappresentano un tipo di tempo tenuto sotto controllo.

OGR - Officine Grandi Riparazioni, Torino. Foto: Daniele Ratti

OGR – Officine Grandi Riparazioni, Torino. Foto: Daniele Ratti

In che termini e in quale misura il teatro ha influenzato la sua pratica artistica?
Sì, il teatro è per me molto importante! Esso ha molto a che fare con il movimento. Al netto della performance, il corpo dell’artista agisce sul palcoscenico come un pennello. Anche nel disegno il corpo assume lo stesso ruolo, attraverso i gesti e i movimenti del fare. In questo caso, ciò che restituisce teatralità al mio lavoro è il senso di costruire una possibile narrazione attraverso l’uso di più personaggi, non di una singola figura monumentale, ma di quattordici differenti figure che “attraversano” il cortile delle Officine Grandi Riparazioni.

Perspective view of William Kentridge Triumphs and Laments, Work in Progress, Roma. Foto: Luciano Sebastiano

Perspective view of William Kentridge Triumphs and Laments, Work in Progress, Roma. Foto: Luciano Sebastiano

Sperimentare nuove processualità è un tratto distintivo del suo lavoro. Come è nato il progetto di Triumphs and Laments, l’epico murales realizzato lo scorso anno a Roma sul Lungotevere tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto?
Procession of Reparationists deriva dal progetto romano Triumphs and Laments, che consiste in imponenti figure di circa dodici metri di altezza realizzate con un processo di pulitura ad acqua delle pietre degli argini del Tevere. Procession of Reparationists, invece, si compone di figure di circa 4 metri di altezza in acciaio intagliato, ma il senso che accomuna entrambi i lavori è di espandere il carattere umano in una scala molto più grande di quella esistente. A Torino ho pensato alle sculture come ad un’immagine fissa che potesse essere fruita da diverse direzioni. A Roma, invece, mi sono concentrato sulla natura contraddittoria della storia per cui i trionfi e le celebrazioni di qualcuno sono i fallimenti e i disastri di qualcun’altro.

Perspective view of William Kentridge Triumphs and Laments, Work in Progress, Roma. Foto: Luciano Sebastiano

Perspective view of William Kentridge Triumphs and Laments, Work in Progress, Roma. Foto: Luciano Sebastiano

Nel novembre 2016 ha fondato The Centre for the Less Good Idea, a Maboneng, il nuovo distretto artistico di Johannesburg. Si tratta di uno spazio post-industriale ripristinato e dedicato allo sviluppo del processo artistico in forma multidisciplinare. La sua fondazione è un luogo paragonabile alle OGR? Forte di questa esperienza, cosa si sente di suggerire per un’efficace gestione del progetto torinese?
La mia fondazione non può essere paragonata alle OGR. Le Officine Grandi Riparazioni sono un enorme edificio post-industriale che, con il supporto di fondi cittadini (pubblici e privati), viene convertito in un grandioso centro d’arte, con spazi dedicati alle mostre, al teatro ed alla musica, in cui, a mio avviso, saranno possibili grandi progetti pubblici.
The Centre for the Less Good Idea è un piccolo spazio che può collocarsi in un angolo, in una stanza delle OGR. È un luogo indipendente in cui, per esporre, non è necessario scrivere alcun progetto. È un centro dove artisti, musicisti, attori, cantanti si incontrano per collaborare, sperimentare, testare le proprie idee, consentendo quella “stupidità” tipica del processo creativo ancora non completato, che non sarebbe possibile in un’istituzione di grandi dimensioni, con persone che hanno bisogno di sapere in anticipo cosa si sta facendo o come i fondi verranno impiegati.
Quindi, quando ho visto lo spazio delle OGR ho nutrito una certa invidia per questo gigantesco e meraviglioso edificio industriale, ma successivamente, quando ho pensato all’organizzazione che è necessaria per un luogo simile, sono stato molto contento del mio piccolo centro d’arte in Johannesburg.
Per quanto riguarda il progetto torinese non ho suggerimenti per l’organizzazione; lo spazio necessita di una gestione capace, di una forte direzione artistica e di una molteplicità di impulsi. Tuttavia vorrei condividere, con le persone che trasformano questo edificio e che vi lavorano, un pensiero, simile al giuramento di Ippocrate: prova a non fare danni, intervieni il meno possibile sull’edificio e cerca di consentire alle persone di scoprire le logiche proprie dello spazio!

William Kentridge è nato nel 1955 a Johannesburg (Sudafrica), dove vive e lavora.

Progetto in corso:
Procession of Reparationists

OGR-Officine Grandi Riparazioni
Corso Castelfidardo 22, Torino
www.ogrtorino.it

Galleria di riferimento:
Lia Rumma, Milano/Napoli
www.liarumma.it

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