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VENEZIA | 56. Esposizione Internazionale d’Arte | 9 maggio – 22 novembre 2015
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Il 9 maggio 2015 la Giuria della 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – composta da Naomi Beckwith (USA), Sabine Breitwieser (Austria), Mario Codognato (Italia), Ranjit Hoskote (India), Yongwoo Lee (Corea del Sud) – ha riconosciuto l’eccezionale qualità della Biennale Arte 2015 con un crescente numero di Partecipazioni nazionali e una particolare attenzione alle questioni geopolitiche più urgenti. La giuria ha inoltre sottolineato come questa Biennale Arte sia la prima a istituire uno spazio dedicato alla valorizzazione dell’aspetto performativo e dialogico come elemento integrante della pratica artistica odierna. La giuria ha inoltre assegnato i seguenti premi:

Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia per Armenity / Haiyutioun. Contemporary artists from the Armenian Diaspora
Commissario: Ministero della Cultura della Repubblica dell’Armenia. Commissario Aggiunto: Art for the World Europa, Mekhitarist Congregation of San Lazzaro Island, Embassy of the Republic of Armenia in Italy, Vartan Karapetian. Curatore: Adelina Cüberyan von Fürstenberg. Sede: Monastero e Isola di San Lazzaro degli Armeni.

Adelina Cüberyan v. Fürstenberg - Photo of Andrea Avezzù Courtesy of la Biennale di Venezia

Leone d’oro per il miglior artista della mostra All the World’s Futures a Adrian Piper (USA, 1948; Arsenale, Corderie) con The Probable Trust Registry: The Rules of the Game #1–3.

Baratta, Piper, Enwezor. Photo of Andrea Avezzù. Courtesy of la Biennale di Venezia

Leone d’argento per un promettente giovane artista della mostra All the World’s Futures a Im Hueng-Soon (Corea del Sud, 1969; Arsenale, Artiglierie) con Factory Complex.

Baratta, Im Hueng-Soon, Enwezor - Photo of Andrea Avezzù Courtesy of la Biennale di Venezia (2)

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare tre menzioni speciali per gli artisti della mostra All the World’s Futures:

_Harun Farocki (Germania 1944 – m. 2014; Corderie, Arsenale);

_Collettivo Abounaddara (Fondato nel 2010 in Siria, con sede in Siria; Giardino delle Vergini, Arsenale)

_Massinissa Selmani (Algeria 1980; Corderie, Arsenale)

La Giuria ha voluto inoltre premiare il Padiglione degli Stati Uniti d’America per la presentazione di Joan Jonas, un’artista importante per la sua opera e per la sua influenza.

Joan Jonas: They Come to Us Without a Word. Commissario: Paul C. Ha. Commissario Aggiunto: MIT List Visual Arts Center. Curatori: Ute Meta Bauer, Paul C. Ha. Sede: Padiglione ai Giardini

Il Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, attribuisce inoltre, su proposta del Curatore della 56. Esposizione Okwui Enwezor, il Leone d’oro alla carriera a El Anatsui (Ghana) e un Leone d’oro speciale per l’attività svolta a favore delle Arti a Susanne Ghez (USA).

I premi della Giuria internazionale sono assegnati con le seguenti motivazioni:

Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia per aver creato un padiglione basato su un popolo in diaspora, dove ogni artista si confronta non solo con la sua località specifica, ma anche con il suo retaggio culturale. Il padiglione prende la forma di un palinsesto, con elementi contemporanei inseriti in un sito del patrimonio storico. Nell’anno che segna un’importante pietra miliare per il popolo armeno, questo padiglione rappresenta la tenacia della confluenza e degli scambi transculturali.

Leone d’oro per il miglior artista della mostra All the World’s Futures a Adrian Piper: artista d’avanguardia, Piper ha rinnovato la pratica concettuale inserendovi la soggettività personale – del suo essere, del suo pubblico e delle platee in generale. Le sue presentazioni invitano a impegnarsi in una pratica permanente di responsabilità personale e richiamano l’attenzione al carattere effimero e fugace dei sistemi di valori.

Leone d’argento per un promettente giovane artista della mostra All the World’s Futures a Im Hueng-Soon per un’emozionante installazione video che sonda la natura della precarietà in relazione alle condizioni del lavoro femminile in Asia. Factory Complex prende la forma di un documentario ma attraverso un incontro diretto e lievemente mediato con i suoi soggetti e le loro condizioni di lavoro.

Menzione speciale per gli artisti della mostra All the World’s Futures a Harun Farocki, una figura fondamentale nel cinema del dopoguerra. Questa presentazione rende la sua autorevolissima opera omnia accessibile a un pubblico più ampio.

Altra menzione speciale al collettivo Abounaddara per il suo straordinario coraggio nel documentare il conflitto politico e la lotta per la sopravvivenza umana nella Siria di oggi, senza schierarsi.

Menzione speciale a Massinissa Selmani per il suo lavoro realizzato attraverso un medium modesto ma capace di incidere oltre la sua dimensione.

Info: www.labiennale.org

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