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VENEZIA | Veniceinabottle | 26 giugno – 31 agosto 2014

di SIMONE REBORA

Avere una “Venezia in bottiglia” è il sogno di tanti turisti, dei curiosi che si affannano tra le sue calli in cerca di indirizzi sperduti, o degli amanti dell’arte che vorrebbero raccogliere in una mano la sua dispersione di eventi e proposte. Ma “la Venezia in bottiglia” è anche superficialità, è il facile souvenir che si raccoglie su una bancarella sovraccarica, o l’immancabile soprammobile in vetro di Murano per la mensola di casa.

Veniceinabottle, veduta dello spazio

Il progetto Veniceinabottle, ideato da Francesca Giubilei e Luca Berta e inaugurato lo scorso 26 giugno nel Sestiere di Castello, si appoggia proprio su questa presa di coscienza: invece di controbattere l’involuzione culturale diffusa con una proposta “fuori dagli schemi” (e spesso poco digeribile), sceglie di sfruttare queste dinamiche diffuse per contrastarle dall’interno. Lo spazio si presenta così come una piccola “bottega di souvenir”, dove il visitatore può raccogliere non le consuete tazzine o i posacenere, ma una bottiglia di plastica ripiena della graniglia da cui derivano proprio quei lavori dell’artigianato muranese. Un piccolo ricordo che invita a scavare ancora più a fondo nella memoria delle tradizioni veneziane: per ricercarvi la vera essenza di una città. E non solo.

Silvano Rubino, Anemos, veduta della mostra, 2014, Veniceinabottle

Perché al fianco del recupero di queste tradizioni, se ne possono anche scoprire alcuni tra i prodotti più evoluti. La scelta di ospitare mostre di artisti contemporanei particolarmente attivi nelle tecniche del vetro, rende così lo spazio anche un luogo di ricerca, lontano dalle dinamiche consuete del mercato contemporaneo, in cui il vetro si riduce spesso a semplice “feticcio” nelle mani dell’autore di turno. Il rapporto diretto con gli artigiani di Murano, che supportano la ricerca e hanno anche la possibilità di recuperare tecniche poco usate, rafforza un dialogo storico.

Silvano Rubino, Anemos

Ospite per la prima mostra è Silvano Rubino (Venezia, 1952), che concentra la propria ricerca sulle caratteristiche intrinseche del materiale, andandone a esplorare le potenzialità quasi illusionistiche. Il vetro lattimo sembra infatti contraddire non solo il tipico multi-cromatismo muranese, ma anche la natura stessa del materiale. Tanto che la visita si apre su una diafana testa canoviana, in cui l’illusione del marmo si apre a cromatismi imprevedibili. Tutto è comunque dominato dal bianco, colore prediletto dall’artista e vero fil rouge della mostra. Un senso di silenzio ovattato che perdura anche nelle foto a parete: ulteriori tracce dell’attività installativa dell’artista, sospesa tra i colori ma anche tra i sensi possibili. Perché solo dove ogni voce si sovrappone, l’equilibrio del silenzio emerge alla coscienza.

Silvano Rubino. Anemos

Veniceinabottle
Castello 1794, Venezia

26 giugno – 31 agosto 2014

Info: +39 3286583871
+39 3497799385
info@veniceinabottle.com
www.veniceinabottle.com

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