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BOLOGNA | MEB – Museo Ebraico Bologna | 17 novembre 2016 – 15 gennaio 2017

di CHIARA SERRI

Il caso Mortara, 2016, chine e collage su carta, cm. 42x118

Il caso Mortara, 2016, chine e collage su carta, cm. 42×118

Perché un artista non ebreo racconta le Storie del Ghetto? Certo ricorrono i 500 anni dall’istituzione del Ghetto di Venezia e dalla nascita stessa della parola “Ghetto”, poi tradotta in moltissime lingue. Certo Vanni Cuoghi è stato profondamente colpito dal Caso Mortara (che presto Steven Spielberg porterà sul grande schermo), ovvero la storia di un bambino sottratto nell’800 alla famiglia in quanto segretamente battezzato. Storia che gli ha aperto una porta su un mondo “altro”, nel quale confluiscono le vicende di un popolo, ma anche i racconti veneziani del padre Ilario, che studiava scultura al Magistero, così come i fumetti di Corto Maltese, ambientati tra calli e canali. Nella sua scelta è insita, tuttavia, anche una motivazione meno evidente, ma altrettanto interessante, legata alla natura stessa del Ghetto che, al suo interno, custodisce “una conca narrativa eccezionale”, una densità sentimentale che consente all’artista di “calcare il palcoscenico della rappresentazione”.

Monolocale 54, (Iscrizione Celeste a Palazzo Bocchi), 2016, china e acquerelli su carta, cm. 21x30

Monolocale 54, (Iscrizione Celeste a Palazzo Bocchi), 2016, china e acquerelli su carta, cm. 21×30

Convinto che la narrazione sia uno degli elementi costitutivi della pittura, Vanni Cuoghi al Museo Ebraico di Bologna accende la luce su tante stanze, le cui pareti sono pregne di miti e leggende, tra costrizione e magia. L’osservatore è chiamato a leggere la scena, ad immaginarne il seguito, a posare lo sguardo su storie tra loro non direttamente connesse, ma incastonate nella planimetria dei principali ghetti ebraici italiani: Venezia, Roma, Bologna, Ferrara, Firenze, Reggio Emilia, Mantova e Pieve di Cento. Da qui il titolo Da Cielo a Terra che, offrendo una visione dall’alto, fa seguito alla mostra Da Terra a Cielo, promossa nel 2015 dalla Galleria Giuseppe Pero di Milano.

Monolocale 56, (Il giardino dei Finzi Contini), 2016, china e acquerelli su carta, cm. 21x30

Monolocale 56, (Il giardino dei Finzi Contini), 2016, china e acquerelli su carta, cm. 21×30

In esposizione, una quarantina di Monolocali, molti dei quali inediti, realizzati con la tecnica del paper cutting, ossia la realizzazione di figure tridimensionali a partire da tagli effettuati su un singolo foglio di carta, dipinti ad acquerello ed arricchiti da elementi a collage, alternando scene claustrofobiche e pause di riflessione, tra descrizioni minuziose ed aperture fantastiche.

Per finire, due libri d’artista, o meglio narrazioni longitudinali, dedicate al Caso Mortara e all’eccidio dei Marrani, la cui ultima pagina, disallineata, rivela un particolare di grande forza drammatica: da un lato la solitudine di Edgardo Mortara negli ultimi giorni di vita, dall’altro il fuoco, appiccato nel 1556 a venticinque ebrei accusati di praticare in segreto la loro religione dopo la conversione al cristianesimo. «Un’immagine quasi apocalittica – scrive il curatore Ivan Quaroni – tutta virata sui tono sanguigni del vermiglio», che fanno da contrappunto al blu, presente in tanti diorami. Per usare le parole di Vincenza Maugeri, direttore del Museo Ebraico di Bologna, «Vanni Cuoghi è un narratore di storie ebraiche: ne sa cogliere gli aspetti drammatici, ma anche poetici; sa rappresentare prosaici spaccati di vita, ma sa anche introdurre elementi di profonda sacralità».

Ancona 1556, 2016, chine su carta, cm. 42x118

Ancona 1556, 2016, chine su carta, cm. 42×118

Vanni Cuoghi, Da Cielo a Terra. Storie del Ghetto
a cura di Ivan Quaroni e Giuseppe Pero

17 novembre 2016 – 15 gennaio 2017

MEB – Museo Ebraico di Bologna
via Valdonica 1/5, Bologna

Info: (+39) 051 2911280
info@museoebraicobo.it 
www.museoebraicobo.it 

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