ALBA (CN) | Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero | 29 ottobre 2016 – 27 febbraio 2017

La Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero di Alba (CN) dedica alla figura di Giacomo Balla (1871-1958) una grande mostra che, secondo le coordinate delle proprie esposizioni d’arte che ne hanno scritto il ventennale impegno culturale, riunisce i maggiori capolavori dell’artista, raccontandone in modo esaustivo la ricerca e le diverse fasi attraversate dalla sua pittura.
La figura straordinaria del pittore piemontese viene analizzata con un progetto di studio scientifico di risonanza internazionale, che porta all’attenzione del pubblico un’ampia e articolata esposizione in cui si ammira il lavoro di Balla come fondamentale punto di incontro tra l’arte italiana e le Avanguardie storiche del Novecento.

Giacomo Balla, Dinamismo di un Cane al Guinzaglio (Dynamism of a Dog on a Leash), 1912, olio su tela, 89.85x109.85 cm, Buffalo, The Albright-Knox Art Gallery /Bequest of A. Conger Goodyear and Gift of George F. Goodyear, 1964 © 2015 Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome Photograph by Tom Loonan © Giacomo Balla, by SIAE 2016

Giacomo Balla, Dinamismo di un Cane al Guinzaglio (Dynamism of a Dog on a Leash), 1912, olio su tela, 89.85×109.85 cm, Buffalo, The Albright-Knox Art Gallery /Bequest of A. Conger Goodyear and Gift of George F. Goodyear, 1964 © 2015 Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome Photograph by Tom Loonan © Giacomo Balla, by SIAE 2016

Il percorso della mostra si suddivide in diverse sezioni tematiche che vanno dal Realismo sociale alla tecnica divisionista, dalle opere con le compenetrazioni iridescenti e gli studi sulla percezione della luce all’analisi del movimento e alla stagione del Futurismo, fino all’espressione più astratta.
Dopo il primo apprendistato torinese, Balla si fa interprete diretto della realtà dolorosa e crudele delle classi sociali svantaggiate poste ai margini della società e – tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento – ne descrive la sofferenza e l’alienazione con un segno pittorico di altissima sensibilità tecnica, maturato nel divisionismo piemontese.
Da queste iniziali proposte la sua pittura diviene poi un modello unico e straordinario da seguire per gli altri artisti che hanno aderito al Manifesto del Futurismo:
 il suo gesto pittorico, infatti, si arricchisce di intensità cromatiche, di pennellate colme di filamenti luminosi che sottolineano un’abilità peculiare nell’evidenziare e sollecitare il contrasto vigoroso tra chiari e scuri. L’adesione al Futurismo si legge bene anche attraverso il taglio prospettico, spesso fatto di scorci audaci ed estremi, riscontrabile in alcune opere che, superando l’iniziale Realismo, trasportano la sua pittura nel pieno del clima avanguardista.

Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore, 1913-14, olio su tavola, 54.5x76.5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photograph by David Heald © Giacomo Balla, by SIAE 2016

Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore, 1913-14, olio su tavola, 54.5×76.5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photograph by David Heald © Giacomo Balla, by SIAE 2016

I principi della materia dinamica e in movimento spostano progressivamente il suo linguaggio verso segni matematici puri che, nella verticale, nella diagonale e nella spirale vedono nuove categorie della rappresentazione, capaci di modificare e sollecitare i parametri primari del dipinto. Amplificando il fenomeno fisico, isolandolo, sezionandolo e inquadrandolo nella piena verità di materia vibratile, Balla porta la visione a sondare le massime profondità del suo potenziale, da cui attinge anche la forza e l’energia per superare i limiti della cornice, esondando nello spazio oltre il dipinto e spingendosi così verso la vita.
Le opere esposte appartengono a prestigiose collezioni pubbliche e private grazie alle quali la Fondazione Ferrero può, infatti, vantare, per questa mostra, prestiti davvero eccellenti che, raramente concessi, portano ad Alba capolavori provenienti da importanti istituzioni internazionali come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e l’Accademia di San Luca di Roma, la Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano, la Albright-Knox Art Gallery di Buffalo, il Museum of Modern Art di New York, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, la Tate Modern di Londra, il The Israel Museum di Gerusalemme.

Futurballa
a cura di Ester Coen
in collaborazione con GAM, Torino e Soprintendenza Belle Arti del Piemonte

29 ottobre 2016 – 27 febbraio 2017

Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero
via Vivaro 49, Alba (CN) 

Orari:
lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 15.00-19.00; sabato, domenica e festivi ore 10.00-19.00;
 martedì chiuso; 
giorni di chiusura: 24, 25, 31 dicembre 2016, 1° gennaio 2017

Info: +39 0173 295259
info@fondazioneferrero.it
www.fondazioneferrero.it

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