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REGGIO EMILIA | Galleria Bonioni Arte | 1 marzo 13 aprile 2014

Guarda a Nietzsche la nuova mostra che la Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia inaugura il prossimo sabato, una collettiva in cui si presenta, in dialogo e a confronto, una curata selezione di artisti della galleria chiamati a sviluppare il tema dell’Eterno Ritorno – che dà il titolo alla mostra – attraverso l’espressione della loro ricerca: Mirko Baricchi (1970), Marco Ferri (1968), Luca Moscariello (1980) e Simone Pellegrini (1972) e le due nuove proposte, Rudy Cremonini (1981) e Federico Gori (1977), riflettono, ispirandosi ad un concetto fondamentale del pensiero del filosofo tedesco, su quale sia il ruolo e il compito dell’artista nel contesto contemporaneo.

Simone Pellegrini, Concavi i fissi, 2006, tecnica mista su carta, 200x313 cm  Courtesy Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia

Da una parte troviamo l’Übermensch nietzschiano, che si libera dai falsi valori etici dettati dalla società per affermare se stesso e le proprie passioni, dall’altra incontriamo la figura dell’artista che diventa, con le sue posizioni e il suo sguardo attento, occasione di esplorazione di nuove possibilità.

A tal proposito scrive Niccolò Bonechi, curatore della mostra: 

“Sono stati selezionati sei autori, ognuno dei quali guarda al proprio tempo, si relaziona con esso secondo precise coordinate, ne fa strumento per misurarsi all’interno di un processo sociologico e culturale in continuo fermento”

Ogni artista presenta opere che rispettano il proprio pensiero e l’individuale ricerca, ma rispetta precisamente anche quella conversazione che si crea accanto a quelle degli altri: Rudy Cremonini offre allo sguardo tre oli in cui profili di uomini e farfalle si librano in volo, evocando l’idea di una trasformazione e di una ri-nascita rigenerante, oltre l’oscura densità magmatica dello sfondo. In Federico Gori troviamo la poesia controllata e veicolata dall’andamento dell’elemento naturale, centrale nella sua opera: nelle sue lastre, infatti, la tecnica scelta lascia che il processo di ossidazione avvenga secondo modi e tempi che l’artista non può certo controllare del tutto. Ben conosciamo poi le figure labirintiche di Simone Pellegrini in cui la sagoma umana (o antrompomorfa) si pone in uno stato di trasformazione costante. Le tele di Mirko Baricchi presentano sempre soggetti posti in bilico tra due territori differenti sia concettualmente che artisticamente: da una parte il suo gesto oscilla tra pittura e disegno, dall’altra ricorre sempre un immaginario infantile libero e semplice che si accosta alle meditazioni di un pensiero più adulto.

Marco Ferri, Avevamo gli occhi belli, 2012, tecnica mista su cartone, poliuretano e legno, 65x65 cm  Courtesy Galleria Bonioni Arte, Reggio Emilia

L’effetto straniante del quotidiano diviene l’elemento centrale per Luca Moscariello che, nella sua pittura, sovraccarica e accumula elementi desunti dalla realtà che, accumulati vorticosamente, destabilizzano le posizioni dello sguardo e della memoria.
Infine Marco Ferri sperimenta, in partiture geometriche tridimensionali che, nella loro a volte esibita modularità, scandiscono il tempol’essenza e la consistenza, cangiante e mobile, della materia. 

L’eterno ritorno. Baricchi, Cremonini, Ferri, Gori, Moscariello, Pellegrini
a cura di Niccolò Bonechi 

1 marzo – 13 aprile 2014 

Galleria Bonioni Arte
Corso Garibaldi 43, Reggio Emilia 

Orario: da martedì a domenica 10.00-13.00 e 16.00-20.00

Info: +39 0522 435765
info@bonioniarte.it
www.bonioniarte.it

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