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MERANO | Merano Arte | 26 settembre 2014 – 11 gennaio 2015

di GABRIELE SALVATERRA

Marco Bolognesi, INTERSTELLAR UNITS Lieutenant Colonel  Charlotte Augusta, Progetto- Babylon Federation. Lambda Print su bdond e  plexiglass, Collage corporeo con prosthetic makeup. Formati- 125x166,  2008Per chi conoscesse Marco Bolognesi (Bologna, 1974) solo per le sue opere fotografiche, la mostra da Merano Arte consente di situare l’opera dell’autore in un orizzonte più vasto e rappresentativo. Bolognesi è infatti un creatore di mondi, universi in cui ogni singolo lavoro è un tassello che definisce aspetti sociali, politici ed economici di un più vasto universo immaginario. Attraverso un ampio spettro di media viene raccontata Sendai City: metropoli infinita, futuristica e decadente i cui riferimenti affondano nella cultura cyber-punk, nei b-movie, nella science-fiction e in tutta una sottocultura giovanile in cui hi-tech e vintage vanno a braccetto. Così la mostra restituisce quel sentire nerd che attraversa alcune adolescenze e quel piacere di condivisione che si nutre di cinema alternativo, fumetti, miniature e giochi di ruolo. In Bolognesi, film-maker, artista e bricoleur, questi spunti vengono richiamati con un eclettismo mediale fatto di fotografie, modellini, lavori su carta, schizzi, storyboard e un vero e proprio film.

Marco Bolognesi, Sendai City, 2014
L’incipit della mostra, affidato al modellino in scala di Sendai City animato da un brulicare di navicelle virtuali attraverso il dispositivo della realtà aumentata, tratteggia un approccio spettacolare e giovanilistico, multimediale e coinvolgente, tipico del lavoro dell’artista. Ma al di là di questo, l’utilizzo di tablet in quest’opera sottolinea come il filtro tecnologico sia, in questo futuro apocalittico non molto distante dal nostro, strumento di lettura del reale ma anche di controllo da parte dell’autorità.

Marco Bolognesi, Sendai City, 2014, veduta dell'allestimento, Merano Arte
Arrivati al ciclo fotografico dedicato alle forze armate che reggono questa società distopica, si incontrano gli scatti che hanno reso riconoscibile l’artista bolognese. Giovani valchirie fissate secondo i mezzi della fotografia pubblicitaria e equipaggiate con armi, coccarde e accessori post-human installati direttamente sulla pelle. In questi scatti c’è l’intuizione di come un sistema oppressivo possa essere realizzato con violenza e seduzione, esibendo una fisicità pornografica e aggressiva che inquieta perché finalizzata al controllo. Il cinismo con cui vengono mostrati questi corpi spiega quanto il linguaggio patinato e attraente delle immagini sia un’arma potente nella realizzazione di una narcosi collettiva.

Marco Bolognesi, propaganda Sendai- the matrix no. 0,  photocollage u2013 oil pastel, cm 104x150, 2014
Giunti al termine del tour de force che attraversa la mente di Marco Bolognesi e gli spazi di Merano Arte ci si chiede quale sia la ragione della realizzazione di un universo così coerente e visionario. Al di là del tributo a uno spaccato di sottocultura caro all’artista, Bolognesi non fa che esprimere le sue ansie per un presente buio e per una realtà che sfugge sempre più al controllo del singolo, delegata alla politica, all’economia e al volere degli altri, in un mondo che può rischiare di assomigliare sempre più a Sendai City.


Marco Bolognesi. Sendai City. To the end of the future
a cura di Valerio Dehò

Merano Arte
via Portici 163, Merano (BZ)

Info: +39 0473 212643
+39 0473 276147
info(at)kunstmeranoarte.org
www.kunstmeranoarte.org

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