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VENEZIA | Spazio Dom Pérignon – Cà Pesaro | 17 ottobre 2014 – 18 gennaio 2015

Continuano le felici collaborazioni promosse dalla Fondazione dei Musei Civici di Venezia che uniscono pubblico e privato. Dopo le esperienze con aziende come Philips, Piaget, Louis Vuitton e Mavive, ora il progetto The Power of Creation porta a Venezia Dom Pérignon, il celebre Champagne. Grazie ad un accordo di collaborazione tra la nota casa vinicola e la Fondazione, infatti, due sale di Ca’ Pesaro – il grandioso Palazzo di Venezia, capolavoro dell’architettura civile barocca veneziana, sorto nella seconda metà del XVII secolo e sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna – tornano al loro antico splendore grazie ad un restauro che dà vita, appunto, allo Spazio Dom Pérignon. Si tratta di un vero e proprio progetto di ri-creazione coerente con i principali valori guida che distinguono Dom Pérignon: il reinventarsi ogni volta senza mai perdere il proprio heritage, la contrapposizione organica di opposti, il paradosso, la creatività nella sua quintessenza.

I lavori di restauro dello Spazio Dom Perignon a Ca' Pesaro
Gli spazi – che si trovano al secondo piano di Ca’ Pesaro e che d’ora in poi ospiteranno un circuito di mostre di artisti italiani e internazionali e opere provenienti dalle collezioni del museo – diventeranno una vera e propria project room che verrà inaugurata con “Paradossi”,
una serie di incontri inattesi tra antico e contemporaneo a cura di Angela Vettese. L’idea di una tale serie di presentazioni viene dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, diretta da Gabriella Belli che, con l’architetto Daniela Ferretti, ha progettato la riapertura di queste due straordinarie sale che si affacciano sul Canal Grande.

A.Tadiello, Taraxacum
Protagonista del primo di questi Paradossi sarà il giovane artista vicentino Alberto Tadiello (1983) che si misurerà con l’imponente opera di Giulio Aristide Sartorio (1860-1932)
, i cui teleri intitolati Il Poema della vita umana – ciclo pittorico realizzato per la Biennale d’Arte del 1907 – raffigurano le allegorie de La Luce, Le Tenebre, l’Amore e La Morte intramezzate da dieci pannelli verticali (le Cariatidi, che rappresentano la Grazia e l’Arte sorrette dall’energia virile).

SARTORIO GIULIO ARISTIDE, L'Amore
Privo di elementi architettonici e risolto in monocromia, il ciclo pittorico si segnala per l’eccezionale dispiegamento di figure in movimento dal chiaro intento simbolico. Tadiello compenetra il suo intervento con lo straordinario lavoro di Sartorio, quasi a farne un’unità nuova. Le opere di Tadiello nascono sempre dal tema della diffusione dell’energia. In questo caso l’incipit di una composizione musicale è stato registrato e ripetuto molte volte in modo sfalsato, come a mostrare il risultato di una torsione: i lavori infatti  assumono spesso l’aspetto di interventi sonori, in cui diventano sculture proprio gli elementi tecnici che servono a generare il volume acustico.

Paradossi. Incontri inattesi tra Antico e Contemporaneo
Le lesene di Giulio Aristide Sartorio e l’installazione sonora di Alberto Tadiello
a cura di Angela Vettese

17 ottobre 2014 – 18 gennaio 2015

Spazio Dom Pérignon
Ca’ Pesaro
Santa Croce 2076, Venezia

Info: capesaro.visitmuve.it

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