SAN GIMIGNANO (SI) | Galleria Continua | Fino al 1 maggio 2016

di MATILDE PULEO

La riflessione sul controllo sociale e sulle dinamiche di potere, invita ad analizzare le connessioni tra l’ordine sociale e le sue immagini, trasformando tre mostre personali di artisti provenienti da luoghi dimenticati in un’occasione di indubbio interesse interdisciplinare.
Galleria Continua di San Gimignano presenta infatti tre modi di esplorare
 la dimensione politica e la politica della mercificazione nella società contemporanea, focalizzando l’attenzione sull’intersezione tra potere ed arte. La loro costante riconfigurazione di valori e ideologie, vista coi loro occhi diventa per noi occasione per discutere sul consenso, sulle opportunità e sulle dinamiche che hanno costruito i contorni della società in cui viviamo. I simboli, l’estetica, le manifestazioni di potere e il loro significato nelle diverse aree del pianeta e nel controllo dello spazio pubblico diventano per l’artista venezuelano Juan Araujo, per il cubano Reyner Leyva Novo e per il cinese Qiu Zhijie, parte di un discorso assai affascinante su questioni sociali scottanti quali la disuguaglianza, le strutture macroeconomiche, la Storia occidentale e l’identità di coloro che non partecipano alla compagine occidentale. Proposte che sembrano evidenziare la necessità di rintracciare nell’arte un processo di vera e propria auto-liberazione.

Juan Araujo, veduta della mostra "walled-in shut", GALLERIA CONTINUA, San Gimignano, 2016

Juan Araujo, veduta della mostra “walled-in shut”, GALLERIA CONTINUA, San Gimignano, 2016

Visibile fino al primo maggio, il titolo della personale di Araujo (Caracas, 1971), Walled-in Shut, intende fare riferimento al percorso artistico di Mark Rothko in Italia tramite immagini fotografiche di scorci paesaggistici tipicamente italiani dai quali selezionare solo una porzione che, del tutto svincolata dal contesto, acquista il valore straniante e allo stesso tempo pregnante della pratica dell’astrazione. L’edificio è un frammento avulso dal reale che non rimanda ad altro che alla propria forma. Operazione che, volta ad individuare ed estrarre alcuni elementi e non altri, attiva il necessario “distacco” del soggetto nei confronti dell’oggetto da rappresentare in un processo che agisce all’interno del codice comunicativo, ponendosi su un piano decisamente metalinguistico. Frammento messo a fuoco dagli occhi di una sorta di alieno che non ha cognizione alcuna delle trasformazioni sociali, delle modificazioni determinate dalla storia o che più semplicemente, non conoscendo il nome delle cose impone a noi di guardarle come se avessimo porte e finestre murate.

Qiu Zhijie, The Expansion 2015, carta lavorata in rilievo, inchiostro di china, 134 x 176 cm

Qiu Zhijie, The Expansion
2015, carta lavorata in rilievo, inchiostro di china, 134 x 176 cm

Qiu Zhijie (artista, ma anche attivista, cartografo e curatore di mostre prestigiose, classe 1969) con il titolo Racing Against Time interviene profondamente nello spazio del piano del teatro della galleria. Scavando a terra superfici atte ad ospitare le sue carte manipolate e trasformate in veri e propri bassorilievi secondo una tradizione cinese antica di tamponamento con spugne. In ognuna di queste lastre – concepite come uno scavo archeologico – l’artista si prefigge lo scopo di narrare la storia del mondo dalla Pangea ai futuri più apocalittici e remoti dove l’evoluzione è ancora e sempre la vittoria del più forte. Indagine sul rapporto con la storia – preludio alla definizione di racconti inenarrabili, sulle dinamiche di conformità alle condizioni contingenti senza interesse alcuno per la prospettiva dell’altro.

Con El peso de la muerte, Reynier Leyva Novo (L’Avana, 1983) ci propone di ricordare chi siamo e cosa eravamo ieri segnando magistralmente quanto ci è costato il “secolo breve” e ogni nostro conflitto armato. L’opera è costituita dall’esatta corrispondenza tra la grandezza del rettangolo d’inchiostro nero applicato alla parete della galleria e la quantità di inchiostro necessario alla scrittura dei vari trattati di pace delle guerre più disastrose del XX secolo. Un software appositamente studiato per calcolare l’area volume e peso dell’inchiostro sui documenti permette di realizzare i lugubri rettangoli e altre tre serie di opere che fanno riferimento ad armi fuse e modellate, ai libri politici che hanno dato avvio ai totalitarismi e al codice penale cubano nella sezione relativa alla pena di morte.

Reynier Leyva Novo, Veduta della mostra "El peso de la muerte" GALLERIA CONTINUA, San Gimignano, 2016

Reynier Leyva Novo, Veduta della mostra “El peso de la muerte”
GALLERIA CONTINUA, San Gimignano, 2016

Mostre di indubbio interesse. Se non altro, perché ciò che viene messo in scena è la potenzialità narrativa della loro produzione. La modalità di costruire narrazioni. Non la narrazione del mondo, ma la narrazione come processo, come relazione. Avventura del pensiero che è ancora in grado di affascinare.

JUAN ARAUJO. Walled-in shut
Via del Castello 11

QIU ZHIJIE. Racing against time
Via del Castello 11

REYNIER LEYVA NOVO. El peso de la muerte
Via del Castello 11 e Arco dei Becci 1

Fino al 1 maggio 2016

Galleria CONTINUASan Gimignano

Info: +390577943134
info@galleriacontinua.com
www.galleriacontinua.com

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