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Ci sono realtà nell’arte che defilate dai soliti circuiti conducono, con impegno e passione, alla scoperta di nuove e giovani espressività. In Italia bisogna crederci, certo, e questo è il lavoro delle gallerie che voglio scommettere sui giovani. GiaMaArt studio si trova a Vitulano (BN) e lavora con giovani artisti italiani.
La mostra Tratti Tangenti è un rinnovato biglietto da visita di anni di attività, una sorta di temporaneo “punto della situazione” del lavoro svolto da 16 artisti attraverso un tema preciso, ma non vincolante, in attesa di inaugurare un nuovo ciclo di personali.
Anna Lisa Ghirardi curatrice della mostra e Gianfranco Matarazzo direttore artistico di GiaMaArt studio alternano le risposte alle nostre domande volte a saperne di più sulla mostra in corso tutta l’estate (chiuderà il 19 settembre) e sugli imminenti progetti in arrivo con la nuova stagione in galleria…



Una veduta della mostra: da sinistra Federico Lombardo, Ettore Frani, Maurizio Cariati


Francesca Di Giorgio: L’immagine di una donna ritratta di profilo si specchia nel suo doppio in trasparenza. La posa e gli abiti riportano evidentemente ad un sapore antico… A questa donna è affidata l’immagine di Tratti Tangenti, la collettiva in corso, fino al 19 settembre, da GiaMaArt studio. Ci racconta cosa vi ha spinto a sceglierla e come introduce il tema della mostra?

Anna Lisa Ghirardi: L’immagine è una rielaborazione del Ritratto femminile del Pollaiolo, conservato al Museo Poldi Pezzoli di Milano. La scelta di un’icona muliebre è derivata dalla volontà di far intuire al pubblico il soggetto delle opere in mostra, alludendo implicitamente alle sue profonde radici, senza però svelare le opere esposte; da qui il doppio, la trasparenza, come del resto l’apparente lontananza dell’immagine scelta. Il soggetto è da intendersi anche come una sorta di input, per affrontare tematiche complesse, che non si sovrappongono ed esauriscono necessariamente con il tema.
Il titolo è nato da lunghi discorsi densi di parole libere, intrapresi tra me e il direttore della galleria, Gianfranco Matarazzo. Il soggetto femminile crea la tangenza, tanto che tutti gli artisti in mostra si sono confrontati con il medesimo soggetto, ma la tangenza può essere vista anche altrove, affianco a plurime divergenze. L’immagine, il titolo, come del resto la mostra, vogliono suscitare una lettura aperta, lasciando ampio spazio interpretativo. Non volevamo pertanto spiegare, definire un’univoca lettura critica, ma aprire possibilità interpretative.

I sedici artisti coinvolti nella collettiva rappresentano appieno le scelte portate avanti dalla galleria sul doppio binario di giovani promesse e pittura figurativa.
In che modo avete attinto dal loro lavoro per costruire la mostra? Sono opere tratte dal loro “repertorio” o realizzate ad hoc?
Abbiamo attinto in parte dal repertorio degli artisti, scegliendo tra le opere presenti nei loro atelier, in parte abbiamo esposto opere della collezione dello studio GiaMaArt, infine abbiamo commissionato espressamente alcune opere agli artisti, i quali con entusiasmo hanno realizzato nuovi dipinti.

L’occasione di vedere accostati tanti giovani impegnati sul fronte del figurativo in quale direzione spinge – l’arte accomuna e mette a confronto – a ritrovare all’interno delle singole poetiche le tangenze dichiarate nel titolo?
I tratti (il soggetto, la poetica, la tecnica…) degli artisti possono essere tangenti, ovvero toccarsi in un punto, ma mai sovrapporsi: ogni artista esprime sempre la sua unicità.

Francesca Di Giorgio: Qualche anno fa, il Conte Giuseppe Panza di Biumo – scomparso lo scorso aprile – affermava la linea marcatamente minimalista e concettuale della sua collezione di contro (ma non in aperta polemica) a quella, a suo parere nichilista, della pittura figurativa. Seguendo da vicino il lavoro di questi artisti, il loro approccio, la loro preparazione, qual è il suo punto di vista in merito a confini e superamenti nell’arte?

Gianfranco Matarazzo: Non è mia intenzione pormi contro una tendenza o a favore, il mio è un lavoro che nasce dalla profonda passione, oserei dire dalla dedizione a ciò che faccio, non c’è un piano poetico alla base del processo di lavoro. Le scelte degli artisti derivano da quotidiane ricerche, ritengo sia importante per un gallerista scoprire talenti, sostenerli, seguirli nei loro percorsi, intuire i valori e i gusti.

Come accennato Tratti Tangenti rispecchia precise scelte di galleria che al ciclico ritorno di collettive alterna esposizioni monografiche. Può anticiparci qualcosa  sulla futura programmazione?
Il 25 settembre presenterò Onde di luce, personale di Maurizio Cariati, che raccoglie un ciclo di opere recentissime concepite appositamente per lo spazio della mia galleria.
La mostra di Cariati aprirà un ultimo ciclo di mostre personali che si terranno in questa sede, successivamente lo spazio espositivo si trasferirà al piano terra dell’edificio, dove sto ultimando i lavori di ristrutturazione di un grande spazio, in passato occupato da aziende artigiane di grande qualità; lo studio GiaMaArt diventerà un’ampia project room.

La mostra in breve:
Tratti Tangenti
a cura di Anna Lisa Ghirardi
GiaMaArt studio
Via Iadonisi 14, Vitulano (BN)
Info: +39 0824 878665 / 338 9565828
www.giamaartstudio.it
Fino al 19 settembre 2010
Artisti in mostra: Angelo Bellobono, Maurizio Cariati, Jacopo Casadei, Linda Carrara, Alberto Castelli, Sonia Ceccotti, Rudy Cremonini, Marco Demis, Ettore Frani, Federico Lombardo, Elena Monzo, Andrea Riga, Mario Salina, Igor Verrilli, Giulio Zanet, Fernando Zucchi.

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