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MILANO | Spazio PAePA | Fino al 4 dicembre 2017

di MATTEO GALBIATI

Ritroviamo con piacere le sculture di Antonella Zazzera (1976) che, ancora una volta, conferma la validità e la forza della sua ricerca espressiva che unisce suggestione emotiva ad un gusto peculiare per la manipolazione della sua materia prediletta, il rame.

Antonella Zazzera, Armonico CS/ CCXLIII, 2009-15, fili di rame, 150x83x2 cm

Antonella Zazzera, Armonico CS/ CCXLIII, 2009-15, fili di rame, 150x83x2 cm

Negli anni ci ha abituati ad osservare, ad indagare, a scrutare ogni riflesso, ogni spira, ogni intreccio dei fili del metallo rosso che intreccia, “scolpisce” e “dipinge” con un’attenzione particolarmente sensibile da diventare quasi devozione intensa per questa sostanza impiegata in territori ambigui tra scultura sfumata e pittura concreta.
La mostra personale, allo Spazio PAePA di Giuliano e Nunzia Papalini, con una serie di lavori realizzati appositamente per l’occasione, rinnova, infatti, quell’afflato tangibile che trasferisce la bidimensionalità di stampo pittorico alla plasticità della scultura, proprio con l’addensamento degli intrecci del filo metallico. Forme quadrate e rettangolari si aprono, si piegano, cercano concavità e convessità che si animano nello spazio, allungandosi, sospendendosi nell’ambiente della visione.

Antonella Zazzera, Quadro II/M17, 2017, fili di rame, 71x52.5x4 cm (dettaglio)

Antonella Zazzera, Quadro II/M17, 2017, fili di rame, 71×52.5×4 cm (dettaglio)

Il confronto con questa fisicità reale si rafforza tanto nel rendere esclusivo il rapporto con lo spazio in cui le opere di Zazzera si dispongono, quanto le dinamiche della luce che vivifica e innerva le superfici di scintilli e riverberi infiniti e mutevoli, rinnovabili quindi nel tempo.
Questo insieme di processi rende vivo un lavoro che acuisce il forte impatto estetico ed emotivo che ha con chi lo osserva e che rimane incapace nel trattenersi immune dal richiamo della tattilità magicamente vibrante del suo lavoro.
Un insieme di opere che chiamano l’attenzione, che non lasciano mai indifferenti, perché Zazzera sa sempre portare oltre la semplicità di un “banale” filo di rame: lei non profana le forme dell’arte, ma sa ben esaltare le qualità interne della materia per evidenziare, nell’opera, tutto il loro potenziale espressivo.
Oltre la natura delle cose Zazzera sa trovare la chiave alchemica di una visione che restituisce appieno una personalità indefinibile altrimenti; lei trova, nel tempo lungo del fare, atto meditativo nella ripetizione di gesti e forme, di procedure e letture, il modo per catalizzare attenzioni, pensieri di destinatari diversi, colpiti nello sguardo dalla vibrazione intrinseca alle sue opere.

Antonella Zazzera, Armonico CCLI, 2011-15, fili di rame, 240x68x25 cm

Antonella Zazzera, Armonico CCLI, 2011-15, fili di rame, 240x68x25 cm

Ogni piega, ogni spazio, ogni filo, diventa una traccia dell’intricata matassa dell’esperienza visiva che, con una poesia identitaria e riconoscibile, rinnovata e sempre differente, Antonella Zazzera ci regala, superando le logiche geometriche della razionalità e aprendoci all’incanto di uno stupore libero e mutevole, fluido e duttile. Come un filo che, morbido, inizia ad intrecciarsi ancora…

Antonella Zazzera. T-rame
a cura di Federico Sardella
catalogo edizioni Quaderni PAePA con testo di Federico Sardella 

2 ottobre – 4 dicembre 2017

Spazio PAePa
Via Alberto Mario 26/b, Milano

Orari: da lunedi a venerdi 10.00-12.30 e 15.30-19.00; sabato su appuntamento

Ingresso libero

Info: +39 348 2314811
+39 02 39401170

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