BOLZANO | MUSEION | 18 settembre 2015 – 7 gennaio 2016

Intervista ad ANDREAS HAPKEMEYER di Corinna Conci

Sfoglio il numero 2 della rivista “Azimuth”, datata 1960: «Dare alle opere concretezza di infinito» sostiene nel testo Continuità e nuovo Enrico Castellani, che con Piero Manzoni fonda la rivista nel 1959. Si parla di opere come di frammenti moltiplicabili di uno spazio totale, che va al di là della rappresentazione e del visivo per arrivare ad essere mentale.
Ed è all’interno di quest’atmosfera che si presenta la collezione di Zona Archives di Maurizio Nannucci. Il suo progetto Top Hundred porta a Museion, dopo un’attenta selezione, cento opere: multipli, riviste come Azimuth, libri e dischi d’artista, edizioni, video, documenti ed ephemera firmati da cento protagonisti della scena artistica dagli anni sessanta ad oggi.

Maurizio Nannucci, Top Hundred, Museion 2015. Foto Luca Meneghel, Courtesy Archivio Zona Maurizio Nannucci

Al secondo piano del Museo, pezzi che raccontano l’arte internazionale di questi anni dialogano con opere site-specific dello stesso Nannucci, come la grande scritta “NO OBJECT IS INNOCENT” che compare sulle porte a vetro dello spazio. Tra le figure di riferimento artistico spiccano John Cage e Yoko Ono, nei confronti della quale Nannucci prova una stima professionale anche per il suo lavoro nel sociale, e dichiara «È sempre stata chiamata la “moglie di John Lennon” ma io preferisco chiamare lui il “marito di Yoko Ono”». Si intravede poi una chiave politica nella collezione che si riferisce principalmente a “La Société du Spectacle” di Guy Debord, che ha in qualche modo orientato le scelte di Nannucci all’interno di questo progetto. Da Sol LeWitt a Gordon Matta-Clark, da Lucio Fontana a Rirkrit Tiravanija, da Joseph Beuys a Brian Eno, da Allan Kaprow a Christian Jankowski si delinea un percorso attraverso la conoscenza e la negazione per provare di nuovo ad inventare. Risultato di un’idea che da embrionale ha trovato modo di esistere e svilupparsi grazie alla cura attenta di Andreas Hapkemeyer, si apre così al pubblico una parte dell’archivio di una collezione tra le più ricche a livello europeo.

Maurizio Nannucci, Top Hundred, Museion 2015. Foto Luca Meneghel, Courtesy Archivio Zona Maurizio Nannucci

In Top Hundred troviamo alcune presenze fondamentali dell’arte internazionale degli ultimi cinquant’anni. Colpisce subito la disposizione delle opere: momenti storici diversi e artisti differenti si combinano in una contaminazione elegante. Secondo quale intuizione è stato progettato l’allestimento?
Mentre i curatori museali di solito seguono un ordine cronologico o tematico, per così dire scientifico, Nannucci ha deciso di accostare le opere esposte in maniera intuitiva, per affinità e complicità note solo a lui. Questo è un diritto e una libertà che ha l’artista. Un criterio che ha seguito è sicuramente quello del contrasto, per l’accostamento tra i diversi media di opere esposte. Poi non è un caso che la copertina della rivista “Vision“ con una famosa fotografia di Rrose Sélavy – l’alter ego di Marcel Duchamp, impersonato dall’artista travestito da donna – sia una delle prime opere in cui si imbatte il visitatore. Si tratta di un omaggio a un personaggio chiave dell’arte del Ventesimo secolo e del tipo di arte che Nannucci ci presenta.

Maurizio Nannucci, Top Hundred, Museion 2015. Foto Luca Meneghel, Courtesy Archivio Zona Maurizio Nannucci. (4)

L’idea della riproducibilità dell’opera sorpassa l’importanza dell’unicità manifestandosi sotto forma di multipli all’interno della collezione. Cosa pensa riguardo questa forma di “circolazione democratica dell’arte”?
Al centro di Top Hundred sta il concetto di opera multipla. Cioè un’arte che rinuncia deliberatamente all’auraticità tipica del dipinto classico, pezzo unico e irripetibile per antonomasia. Mentre l’aura del pezzo unico deriva in buona parte dalla sua realizzazione fisica, il multiplo mette al suo centro la concettualità. È stato Duchamp a ribellarsi per primo all’arte ‘retinale’ contrapponendo a questo tipo di arte sensuale un’opera dominata dal pensiero. Negli anni ’60 questo suo concetto è stato recepito da tantissimi artisti, che poi hanno finito per influenzare le generazioni seguenti – fino ai giorni nostri. In questo risiede anche l’attualità di Top Hundred, che è una mostra storica e di arte contemporanea allo stesso tempo.

Sulla scia di Fluxus e della Poesia concreta fino alle ricerche della prima decade del duemila, in Top Hundred è presente la parola legata ai suoi significati ma concepita anche come forma visiva: quale valore possiede il linguaggio in questa collezione?
La presenza della parola in Top Hundred è molto forte. Introdotta nell’arte dalle avanguardie storiche all’inizio del Ventesimo secolo, la parola ha visto un proliferarsi esponenziale dalla fine degli anni ’50 in poi, soprattutto nella Poesia concreta, nel Fluxus e nell’arte concettuale. Mentre negli anni ’60 e ’70 la presenza della parola nell’arte contraddistingueva un certo tipo di opere, per lo più concettuali e intermediali, oggi la parola è riscontrabile più o meno in tutte le tipologie di opere. Si può sicuramente dire che l’utilizzo della parola avviene più spesso nelle forme d’arte caratterizzate da una presenza della dimensione riflessiva.

Maurizio Nannucci, Top Hundred, Museion 2015. Foto Luca Meneghel, Courtesy Archivio Zona Maurizio Nannucci. (9)

Nella mostra spiccano anche opere dello stesso Nannucci, quasi a sottolineare la complementarietà del ruolo dell’artista con quello di collezionista. Secondo Lei in che modo influisce l’essere artista sul carattere di una collezione?
In Top Hundred Maurizio Nannucci intreccia la propria biografia artistica con la documentazione storica di artisti e correnti a cui si sente da sempre vicino. La mostra ci introduce ad un clima in cui lo stesso Nannucci ha operato e opera e ci fa partecipare a un certo tipo di energia, che è anche la sua. Se un artista come Nannucci decide di documentare sistematicamente, a livello internazionale, l’arte intorno a lui, finisce per diventare attività artistica. E lo stesso vale per la presentazione delle opere: combinata con interventi dell’artista diventa anch’essa installazione artistica.

La mostra comprende opere multiple e documenti di:
Vito Acconci / Saadane Afif / Vincenzo Agnetti / Laurie Anderson / Carl Andre / Archigram / John Armleder & Ecart / Art & Language / Avalanche / John Baldessari / Robert Barry / Base progetti per l’arte / Joseph Beuys / Pierre Bismuth / Bit / Alighiero Boetti / George Brecht / AA Bronson & General Idea / James Lee Byars / Chris Burden / Daniel Buren / Gordon Matta-Clark / John Cage / Maurizio Cattelan & Permanent Food / Christo / Claude Closky / Gianni Colombo / Concrete Poetry / Martin Creed / Guy Debord & Internationale Situationniste / Herman de Vries / Antonio Dias / Nico Dockx / Brian Eno / Cerith Wyn Evans / VALIE EXPORT / Hans Peter Feldmann / Robert Filliou / Ian Hamilton Finlay / Henry Flint / Lucio Fontana / Terry Fox / Marco Fusinato & John Nixon / Katharina Fritsch / Rainer Ganahl / Liam Gillick / Global Tool / John Giorno / Piero Golia / Felix Gonzales Torres / Dan Graham / Rodney Graham / Guerrilla Girls / Hans Haacke / Damien Hirst / Jenny Holzer / Pierre Huyghe / Dorothy Iannone / Isidore Isou / Christian Jankowski / Allan Kaprow / Martin Kippenberger / Peter Kogler / Koo Jeong-a / Joseph Kosuth / Jannis Kounellis / Ferdinand Kriwet / Barbara Kruger / Yayoi Kusama / Robert Lax / Le point d’ironie / Sherry Levine / Sol Lewitt / Roy Lichtenstein / Richard Long / Francesco Lo Savio / George Maciunas & Fluxus / Piero Manzoni / Christian Marclay / Gordon Matta-Clark / Allan McCollum / Cildo Meireles / Méla / Gustav Metzger / Maurizio Mochetti / Jonathan Monk / Olivier Mosset / Matt Mullican / Antoni Muntadas / Maurizio Nannucci / Bruce Nauman / Carsten Nicolai / Olaf Nicolai / Claes Oldenburg / Yoko Ono / Gabriel Orozco / Ou / Giulio Paolini / Philippe Parreno / Richard Prince / Markus Raetz / Recorthings / Tobias Rehberger / Pipilotti Rist / Gerwald Rockenschaub / Dieter Roth / Allen Ruppersberg / Ed Ruscha / Seth Siegelaub / Gianni Emilio Simonetti / Something Else Press / SMS / Michael Snow / Daniel Spoerri / Spur / The Fox / Rirkrit Tiravanija / Niele Toroni / Franco Vaccari / Ben Vautier / Bill Viola / Wolf Vostell / Andy Warhol / Lawrence Weiner / Franz West / Emmett Williams / Christopher Wool / Heimo Zobernig / Zona…

Top Hundred
Un progetto di Maurizio Nannucci
a cura di Andreas Hapkemeyer
in collaborazione con il Museo Marino Marini di Firenze

18 settembre 2015 – 7 gennaio 2016

Museion
Piazza Piero Siena 1, Bolzano

Orari: da martedì a domenica: 10.00 – 18.00
Giovedì: 10.00 – 22.00 / Ingresso libero: 18.00 – 22.00 / Visita guidata gratuita: 19.00

Info: +39 0471 223413
info@museion.it
www.museion.it

Altro evento in corso:
Maurizio Nannucci. WHERE TO START FROM

fino al 18 ottobre 2015
MAXXI, Roma
www.fondazionemaxxi.it

 

 

 

 

 

 

 

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