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MILANO | Tooteko.com

Intervista a GILDA LOMBARDI di Elena Sabattini 

Parliamo di innovazione. Anche nel campo della fruizione dell’arte. E facciamolo attraverso una startup tutta italiana: Tooteko. Cosa significa non c’è dato saperlo, per una “questione scaramantica” afferma Gilda Lombardi, responsabile comunicazione e relazioni esterne del gruppo. Ma tutto verrà svelato a tempo debito, quando gli obiettivi più importanti saranno raggiunti. Tooteko è un sistema che permette ai modelli tattili delle opere d’arte di parlare di loro stesse a un pubblico non vedente e ipovedente. Nessuna audioguida o accompagnatore. Basta un tocco.

Gilda Lombardi, raccontaci come tutto è nato.
Da una tesi del Master in Architettura Digitale a Venezia dell’allora studentessa Serena Ruffato. Siamo a novembre 2012. Il relatore di tesi, Fabio D’Agnano, le ha suggerito di inserire una traccia audio dedicata ai non vedenti alle sue formelle di architetture.

Il team di Tooteko da sinistra: Serena Ruffato, Fabio D'Agnano, Gilda Lombardi

Da questa tesi com’è proseguito il progetto?
Serena ha fatto una ricerca per trovare soluzioni alternative che associassero a una navigazione tattile un audio localizzato. Significa che se io tocco una parte del modellino, l’audio mi racconta l’elemento toccato. Tutto ciò non esisteva. Ci siamo detti: “Facciamolo!”. In più alcune fasi del lavoro sono esternalizzate. Per esempio il laboratorio dell’Università di Venezia collabora con noi per le scansioni, la HSL, un’azienda di Trento, si occupa di produzione dei prototipi in stampa 3d e l’Istituto dei Cechi di Milano ci offre consulenza.

Programmi per il futuro?
In questi giorni siamo in partenza per New York dove ci sarà il convegno dell’Associazione americana per i non vedenti e presenteremo il nostro prototipo. Ci troveremo fianco a fianco con aziende del calibro di Google, Facebook e Yahoo nelle persone dei capi dei dipartimenti per le disabilità. Questo per farvi capire l’attenzione e l’interesse che c’è verso questi temi. Purtroppo in Italia non è così.

L'esplorazione tattile di un modello a scala urbana

Parliamo dell’Italia appunto…
Un disastro. Per quanto riguarda i musei abbiamo trovato sempre un grande interesse, anche entusiastico, ma una totale mancanza di fondi.

Ma sono già in atto collaborazioni con alcuni musei.
Esatto. Con il Museo Archeologico di Venezia e con il Mart. Ogni museo che viene a conoscenza del progetto non si tira indietro, il problema ripeto sono i fondi. Noi siamo ancora in fase di creazione prototipi e loro sono alla ricerca di questi soldi.

Come risponde il mondo dell’arte?
C’è un equivoco che mette sull’attenti molti esperti d’arte. È quello che riguarda i dipinti. Per rendere i dipinti accessibili ai non vedenti intervengono artigiani che costruiscono delle formelle in cui il dipinto diventa bassorilievo, dunque tridimensionale. Molti critici e esperti affermano come questa operazione sia sindacabile e invasiva. In questo senso noi facciamo un passo indietro: quello che noi realizziamo è un dipinto tridimensionale audio tattile. Non vogliamo entrare nel merito dell’operazione da un punto di vista concettuale.

Dettaglio di un modello dotato di sensori capacitivi

Cosa differenzia il vostro progetto da altre esperienze di percorsi multisensoriali come al Castello di Rivoli o alla Fondazione Sandretto?
L’autonomia. Tutti i progetti lodevoli per non vedenti richiedono sempre la presenza di un’organizzazione. Devi prenotare il percorso e devi constatare la disponibilità delle persone accompagnatrici. Quello che facciamo noi, e questo è veramente cruciale, è inserire una replica parlante dell’opera a lato della stessa, di modo che il non vedente possa godere dell’opera a fianco della moglie normo vedente senza bisogno di chiamare la guida specializzata. 

Come è possibile veicolare un’esperienza visiva attraverso le parole? Come deve essere questo racconto?
Non si tratta di spiegare un’immagine, ma di raccontare un’esperienza tattile. Il tocco è strumento di conoscenza. La cosa interessante del tatto rispetto alla vista è che si tratta di un’esperienza che avviene nel tempo, come una narrazione. È stupefacente come si colgano molti più aspetti. È diverso, ma non è meno.

Info: info@tooteko.com
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