PRATO | Museo del Tessuto | 21 maggio 2016 – 19 febbraio 2016

di ALESSANDRA FROSINI

Il rapporto fra universo della moda e arti visive è qualcosa che esiste da più di un secolo, da quando l’arte ha smesso di rappresentare solamente la moda, testimoniandone l’evoluzione, e i due campi hanno iniziato a influenzarsi reciprocamente. Ma com’è nata e come si è sviluppata questa connessione che oggi sembra quasi inevitabile? Risponde a questa domanda la mostra Tra Arte e Moda, promossa e curata dalla Fondazione Ferragamo e dal Museo Ferragamo e che si articola in cinque spazi istituzionali (Museo Salvatore Ferragamo, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Gallerie degli Uffizi e Galleria d’Arte Moderna a Firenze, Museo Marino Marini di Firenze e Museo del Tessuto di Prato).

Una veduta della mostra, Tra arte e moda al Museo del Tessuto, Prato

Una veduta della mostra, Tra arte e moda al Museo del Tessuto, Prato

Nel Museo del Tessuto di Prato sono in mostra tessuti firmati da celebri nomi dell’arte e del design e arazzi d’artista, nonché una collezione di foulard d’autore realizzati per la Galleria del Cavallino di Venezia da artisti come Emilio Scanavino, Roberto Crippa, Franco Gentilini e Giuseppe Capogrossi.

Giuseppe Capogrossi, Superficie tondo azzurro, 1958, foulard in seta prodotto da Edizioni del Cavallino. Venezia, Collezione Cardazzo

Giuseppe Capogrossi, Superficie
tondo azzurro, 1958, foulard in seta
prodotto da Edizioni del Cavallino.
Venezia, Collezione Cardazzo

Sono collezioni poco note al pubblico e in parte inedite, che testimoniano della florida collaborazione fra arte, design tessile e moda, capace d’influenzare tutti gli ambienti del quotidiano e rappresentare per molti artisti visivi un banco di prova e di sfida, coniugando presupposti diversi in un unico percorso dai risultati spesso sorprendenti.

Sergio Bersani-Giornalfoto, XI Triennale di Milano, 1957. Milano, Archivio Fotografico La Triennale. La fotografia ritrae la sezione dei tessuti nella mostra delle produzioni d’arte nel Padiglione nel Parco Sempione; progetto dell’allestimento è dell’architetto Edoardo Sianesi

Sergio Bersani-Giornalfoto, XI
Triennale di Milano, 1957. Milano,
Archivio Fotografico La Triennale.
La fotografia ritrae la sezione dei
tessuti nella mostra delle produzioni
d’arte nel Padiglione nel Parco
Sempione; progetto dell’allestimento è
dell’architetto Edoardo Sianesi

In particolare, la sezione dedicata alle Triennali degli anni Cinquanta presenta una serie di disegni per la stampa su stoffa realizzati per i concorsi delle aziende tessili, con contributi che ci mostrano “l’altra faccia”, inaspettata o riconoscibile, di artisti e architetti di cui siamo abituati ad apprezzare opere slegate dalla produzione in serie, che in linea generale rappresenta un concetto antitetico rispetto al pezzo unico dell’opera d’arte.

Bruno Munari, Lucio Fontana, Gio Ponti, Piero Dorazio, Gianni Dova, Ettore Sotsass, Fausto Melotti sono alcuni dei nomi che si sono confrontati con la produzione industriale, precursori di quegli artisti di oggi come Takashi Murakami, Damien Hirst o Yayoi Kusama che collaborano con le più grandi maison.

Se la domanda da cui parte la riflessione della mostra è se la moda è arte, viene quasi scontato chiedersi se oggi l’arte sia moda. Non soltanto per la condivisione di modalità e per le sovrapposizioni espressive, ma sulla base di un’economia e di un’industria del lusso (che comprende anche l’arte) che produce in relazione alla produzione di visibilità. Allora, siamo proprio sicuri che questi due mondi non coincidano oggi?

 

Tra Arte e Moda. Nostalgia del futuro nei tessuti d’artista del Dopoguerra
a cura di Daniela Degl’Innocenti, Filippo Guarini, Stefania Ricci

21 maggio 2016 – 19 febbraio 2017

Museo del Tessuto
Via Puccetti 3, Prato

Info + 39 0574 611503
info@museodeltessuto.it
www.museodeltessuto.it

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