MILANO | Sotheby’s – Palazzo Serbelloni | 4-8 aprile 2016

Sotheby’s presenta negli spazi della sua sede milanese di Palazzo Serbelloni una mostra dedicata ad Alik Cavaliere (1926-1998), il grande scultore che, formatosi a Milano sotto al guida di Marino Marini, ha proseguito con le sue opere le ricerche dadaiste e surrealiste.
Il dadaismo e la lettura di Duchamp gli derivano, infatti, da un’intensa frequentazione, resa possibile grazie ad Arturo Schwarz, con il grande maestro della contemporaneità che ne ha influenzato il codice linguistico: Cavaliere arriva a far corrispondere nella scultura classica anche i concetti di montaggio, bricolage e object trouvé che hanno connotato certe tendenze novecentiste. La sua indagine in seno all’espressività scultorea passa anche attraverso le esperienze ambientali che in lui predispongono l’oggetto plastico a recepire cambiamenti e mutazioni, assumendo forme impreviste forti di costanti aggiustamenti e ridefinizioni, funzionali al luogo con cui si relaziona.
La piccola mostra, curata da Angela Vettese, si propone come momento di riflessione e riproposizione e rilettura critica dei ricchi temi che Cavaliere ha con costanza affrontato nella scultura per tutto l’arco della sua esperienza artistica.

Alik Cavaliere, E venne la pioggia, 1068, bronzo, acciaio, alluminio, cristallo, sassi, acqua, 150x100x70 cm

Alik Cavaliere, E venne la pioggia, 1068, bronzo, acciaio, alluminio, cristallo, sassi, acqua, 150x100x70 cm

L’itinerario complesso legge le suggestioni delle visioni concettuali che, ben oltre il lessico scultoreo tradizionale, questo importante autore sa toccare con grande intensità come nelle due giovanili opere intitolate Studio per giochi proibiti (1958-59) e la successiva Fine di un amore (1962) in cui ancora si legge il rapporto interdipendente con i dipinti che le accompagnano. Il percorso espositivo si dispiega poi dagli Arbres, opere della sala personale alla Biennale di Venezia del 1964, all’ironia delle sperimentazioni sui materiali di E ne ha così assoluta certezza, quanta se n’abbia l’istessa natura (1966-1967) e nel Cortile (1965-67).
Introduce la levità del suono con …e venne la pioggia (1968) dove affida all’acqua il dinamismo che, coerente con le ricerche di quegli anni, trova un richiamo nelle proposte cinetiche, polimateriche e ambientali. Altro tema centrale per Cavaliere e l’attenzione rivolta al tema del rapporto, complesso e contrastante tra l’uomo e la natura, con Albero-cambio (1987) fonde l’organicità del corpo biologico vegetale ed organico con quello meccanico e tecnologico dove funzioni e strutture si contaminano e confondono.
Infine Dafne (1991), una delle opere di più recente realizzazione, riporta all’attenzione del pubblico il costante confronto che il compianto artista aveva con il mito e la storia, ricorrendo alle storia del passato Cavaliere cerca di interpretare ed esorcizzare quelle paure o aspirazioni che, ancor oggi, attanagliano nel profondo l’animo degli individui.
Un autore che deve essere scoperto per la forza evocativa del suo lavoro che, istintivamente, si fa capace di interpretare e stimolare la fantasia di chi osserva, recependo la forza di una scultura che ha saputo porsi, coerentemente con la storia, fuori dagli schemi. 

Alik Cavaliere
a cura di Angela Vettese 

4-8 aprile 2016
conversazione con Angela Vettese e Fania Cavaliere lunedì 4 Aprile ore 18.00  

Sotheby’s Milano
Palazzo Serbelloni
Corso Venezia 16, Milano

Orari: da martedì 5 a giovedì 7 aprile ore 10.00-18.00; venerdì 8 aprile ore 10.00-13.00 

Info: www.sothebys.com

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