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MILANO | THE MALL – PORTA NUOVA VARESINE |  9 – 12 MARZO 2018
Siwa Mgoboza. Les Etres D'Africadia (Masquer) II. 59.2 x 42 cm. Ed of 5 + 3AP

Siwa Mgoboza. Les Etres D’Africadia (Masquer) II. 59.2 x 42 cm. Ed of 5 + 3AP

ll nuovo progetto di comunicazione di MIA Photo Fair 2018 che appartiene alla serie Les Êtres D’Africadia, realizzato dall’artista sudafricano Siwa Mgoboza (Cape Town, 1993) è stato selezionato in collaborazione con African Artists’ Foundation e Lagos Photo Festival per rappresentare MIA Photo Fair 2018.

Siwa Mgoboza esplora i concetti di appartenenza e differenza alla luce delle proprie esperienze di pregiudizio e assimilazione. Cresciuto all’estero e ritornato in Sudafrica da giovane adulto, Mgoboza è rimasto profondamente colpito dal contrasto fra il suo ideale di un Sudafrica egualitario e la dura realtà del Paese. In risposta a questa contraddizione l’artista ha ideato Africadia, un mezzo per superare, anche solo momentaneamente, il pregiudizio basato su preconcetti di genere, razza, religione, classe e nazionalità. L’ibridazione è al cuore dell’esperimento di Africadia, in cui Mgoboza immagina un mondo in cui ogni assoluto diventa una realtà fluida e aperta alla discussione. Un intreccio utopico dei concetti di un’Africa incontaminata e dell’Arcadia così come immaginata dalla mitologia greca e raffigurata nei dipinti dell’artista rinascimentale Nicolas Poussin.

Siwa Mgoboza. Les Etres D'Africadia II Fruzsina Porcupina. Photographic Print. 59.4 x 42 & 180 x 144 cm. Ed of 10 + 3AP

Siwa Mgoboza. Les Etres D’Africadia II Fruzsina Porcupina. Photographic Print. 59.4 x 42 & 180 x 144 cm. Ed of 10 + 3AP

Africadia rappresenta un’alternativa: uno spazio in cui, nelle parole di Mgoboza, “smettiamo di parlare dell’”altro” e iniziamo a parlarci l’un l’altro”. Per la creazione degli esseri ibridi che popolano la dimensione africadiana Mgoboza si è ispirato alle proprie radici Hlubi, incorporando il luminoso e intricato tessuto Ishweshwe nel suo lavoro fotografico, scultoreo e tessile. Tradizionalmente indossato dalle donne, questo motivo è immediatamente identificabile come “africano”, ma a un’indagine più ravvicinata, mostra le sue radici globali che dal Sudafrica risalgono all’India tramite le rotte commerciali olandesi. Questo tessuto si è diffuso rapidamente sin dalla sua introduzione in Sudafrica ad opera dei colonizzatori tedeschi, a metà del 1800. L’Isishweshwe è un simbolo integrato nell’ethos dell’Africadia, una visione del mondo all’insegna di scambi culturali fra i continenti, indigenizzazione e rivitalizzazione culturale. Mgoboza offre ai visitatori il tessuto Isishweshwe come significante africano condiviso, ma al tempo stesso lo ricostituisce sotto forma di una domanda che mette in discussione la propria stessa “africanità”. Sovvertendo i presupposti sia geografici che di genere, Mgoboza propone chiavi di lettura alternative su ciò che significa essere africani.

Siwa Mgoboza (1993) è laureato in Belle Arti presso la Michaelis School of Fine Art dell’Università di Città del Capo (2015). È stato premiato con l’Eduard Louis Laden Art Bursary (2015), il Cecil Skotnes Award (2015) e il premio Michaelis Bursary (2012 e 2015). Nel 2015 è stato nominato Young + African Visual Artist of the Year da Creative Nestlings.
Avendo vissuto all’estero per gran parte della sua vita, il lavoro di Mgoboza ruota intorno a un approccio globalizzato alle proprie radici africane, un’educazione occidentale, e uno sguardo agli spazi liminali in cui queste identità coesistono. Mgoboza ha esposto in diversi eventi collettivi sudafricani organizzati da AVA Gallery, SMAC, Gallery MOMO, WHATIFTHEWORLD, Lizamore and Associates, Barnard Gallery e Hazard, per citarne alcuni. L’artista è stato finalista ai premi Sasol New Signatures (2015), Barclay’s L’Atelier top 100 (2016) e SA Taxi Awards Top 30, organizzato dalla Lizamore & Associates Gallery. Mgoboza ha inoltre partecipato alla PGH Photo Fair presso il Carnegie Museum, negli Stati Uniti, e le sue opere sono state incluse nel !Kauru Contemporary African Art Project: Being and Becoming, presso la Unisa Art Gallery di Pretoria,Sudafrica.
Mgoboza ha tenuto la sua prima personale nel 2016, presso la WHATIFTHWORLD Gallery di Città del Capo, mentre la sua prima personale internazionale è stata ospitata dalla Semaphore Gallery, in Svizzera. Nello stesso anno, Mgoboza è stato incluso nella prima edizione di AKAA (Also Known As Africa), in Francia, e ha partecipato al Lagos Photo Festival in Nigeria, all’evento Modern Africa / Rainbow Nation in Turchia, e al Nanjing International Arts Festival in Cina. L’artista ha esposto anche nelle mostre Womens Work, organizzata dalla Iziko National Gallery di Città del Capo, e One Colour At A Time presso il WAM (Wits Art Musuem). È stato rappresentato alla Cape Town Art Fair (2015,2016, 2017), Turbine Art Fair (2016 e 2017), Joburg Art Fair (2015, 2016), e Art Africa Fair (2017). Mgoboza ha collaborato con gli studi tipografici Black River Production per l’iniziativa online 50ty50ty Prints e con APS (Artist Proof Studio). Nel 2017, l’artista ha partecipato alle mostre Here Forward, organizzata dalla Matter Gallery in Canada, e Anomolies in Svizzera. Le opere di Mgoboza sono presenti in diverse collezioni pubbliche e private, fra cui: University of Cape Town, Friends of the National Gallery of Israel, University of South Africa Permanent Art Collection, Carnegie Museum (USA), The Stack Bar (Città del Capo), Laurete International Universities Collection (USA), Wedge Curatorial Projects (Canada), Pick N Pay Art Collection (Sudafrica), BONHÔTE Foundation for Contemporary Art (Svizzera) e WAM – WITS Arts Museum (Sudafrica).  Mgoboza vive e lavora a Città del Capo.

MIA Photo Fair 2018

9 – 12 marzo 2018

The Mall – Milano Porta Nuova
P.zza Lina Bo Bardi 1

Info: Segreteria Organizzativa MIA Photo Fair
+39 02 83241412
info@miafair.it
www.miafair.it

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