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AREZZO | Palazzo della Provincia | Fino al 19 agosto 2018

di ALESSANDRA FROSINI

“La vostra volontà – fratelli – vi dica siate fedeli alla terra. Peccare contro la terra, ecco la cosa più terribile che si può fare oggi; stimare di più le viscere dell’imperscrutabile che non il senso della terra! Io amo colui che vive per conoscere, e che vuole conoscere perché un giorno il Superuomo possa vivere”.

Facendo riferimento al noto passo del Così parlò Zarathustra, in cui Nietzsche presenta la figura del Superuomo, che definisce “il vero senso della terra”, il “nuovo Dioniso”, Federico Gori (Prato, 1977) presenta nell’atrio d’onore del Palazzo della Provincia di Arezzo una personale riflessione sull’essere umano, alla ricerca di tutto tranne che di sé.

Dalla terra tutto nasce e tutto si determina, una terra che in Gori accoglie il senso e la memoria di tutto ciò che accoglie e contiene, un’essenza generativa, un universo disseminato di vita, in cui si attua un continuo tentativo di sottrazione del fare dell’artista.

Del resto il rapporto di Gori con la terra è una delle sfaccettature di un interesse che si concentra da sempre sulla percezione del dato naturale, scavalcandola. L’interesse infatti non si sofferma sul mero dato naturale, che rimane un punto di partenza attivo, uno strumento, manifestandosi sempre come traccia della propria essenza. L’effimero e il duraturo si confrontano così costantemente sotto i nostri occhi, in un processo in cui l’artista ci accompagna con delicatezza, facendoci conoscere la consistenza di quel tempo sospeso e circolare che tutto pervade.

Ad Arezzo le grandi tele realizzate a frottage della serie Corteccia, poggiati, appunto, a terra, si mettono in dialogo diretto con un gruppo di sculture, accolte nelle teche davanti ad essi. Come se non ci fosse distanza, ma solo contingenza fra immagine emulata e immagine generata, la superficie prende consistenza fisica nelle terrecotte, finte terre naturali che si pongono come elementi vitali che tutto raccolgono in sé.

Come afferma il curatore della mostra Fabio Migliorati:

“La Natura di Gori riflette l’ambiente ontologico che ne genera il senso: non è mai piatta mimesi, né stadio minimalista né studio irrisolto; questa Natura è nell’arte ciò che è nella realtà – vita, elemento vitale, riproduzione grafica presente come orma, tracciato segnico, scheletrica assenza ricostruita nel simulacro del suo ricordo”.

“Un’esortazione per diventare ciò che si è” in un eterno ritorno nietzschiano che è parte della vita naturale dell’uomo e del cosmo.

 

FEDERICO GORI. Siate Fedeli alla terra
a cura di Fabio Migliorati
con la collaborazione di Giuseppe Modeo

1 luglio – 19 agosto 2018

Palazzo della Provincia, Arezzo

Orari: Ingresso libero giovedì e venerdì: 16.00 – 20.00 / sabato e domenica: 10.00 – 13.00 e 16.00 -20.00

Info: +39 333 3240813
arezzoarsnova@gmail.com
www.federicogori.org

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