MILANO | Forma Meravigli | Fino al 10 aprile 2016

di CRISTINA CASERO

Quanto fosse complessa la situazione in Italia negli anni della Liberazione – cioè nel tempo compreso tra lo sbarco degli alleati in Sicilia, nell’estate del 1943, e la fine del conflitto, nel 1945 – è cosa nota. Non era facile, però, riuscire a raccontare tale complessità non con le parole, bensì attraverso le immagini.

Un soldato statunitense in posa con le cartucciere e il vessillo dell’Artiglieria. © National Archives And Records Administration

Un soldato statunitense in posa con le cartucciere e il vessillo dell’Artiglieria. © National Archives And Records Administration

Questa rassegna, quindi (che già era stata allestita a Roma, negli spazi di Palazzo Braschi e che viene qui sostanzialmente riproposta, seppur con alcune integrazioni) centra un obiettivo davvero ambizioso, che non era niente affatto scontato. Ciò che viene restituito dalle fotografie che possiamo vedere in mostra, più di cento immagini di cui alcune inedite, non è soltanto un efficace racconto, in grado di farci capire cosa stava succedendo nel nostro paese e di farci partecipare anche emotivamente, data l’intensità di alcuni scatti, ai fatti che accaddero in quel difficile, ma sostanzialmente positivo frangente storico.

Donne pregano tra le rovine della chiesa di S. Anna, Cagliari, febbraio 1943. © Istituto Luce – Cinecittà

Donne pregano tra le rovine della chiesa di S. Anna, Cagliari, febbraio 1943. © Istituto Luce – Cinecittà

Quello che i curatori, Gabriele D’Autilia e Enrico Menduni, riescono a costruire, e che costituisce la particolarità di questa esposizione, è una narrazione articolata che, fondandosi su punti di vista differenti, a volte paralleli, risulta capace di rendere, tramite la dialettica e il contrappunto, tutto lo spessore che caratterizza quella situazione storica. In questa direzione va anche il raffronto diretto tra le immagini fotografiche e quelle cinematografiche, che possiamo vedere nelle postazioni video, il quale consente di mettere a confronto differenti modelli linguistici e differenti intenzionalità espressive.

La cantante e attrice Marlene Dietrich, di origine tedesca, tiene uno spettacolo per i soldati americani feriti in un ospedale militare sul fronte italiano, maggio 1944. © National Archives And Records Administration

La cantante e attrice Marlene Dietrich, di origine tedesca, tiene uno spettacolo per i soldati americani feriti in un ospedale militare sul fronte italiano, maggio 1944. © National Archives And Records Administration

War is over! è costruita attraverso i materiali di due importanti archivi: quello dei Signal Corps dell’esercito americano, coloro che al seguito dei militari si occupavano di comunicazione, conservato a Washington, alla NARA (National Archives and Records Administration) e quello dell’Istituto Luce, dal quale provengono anche alcuni scatti che erano stati oggetto di censura.
Il tono, il linguaggio, le scelte iconografiche e i modelli narrativi differiscono profondamente nelle immagini dei due archivi, sebbene in taluni casi i temi e i soggetti possano anche coincidere.

Festa del 1 maggio all’Arco della Pace, 1945 © Istituto Luce – Cinecittà

Festa del 1 maggio all’Arco della Pace, 1945 © Istituto Luce – Cinecittà

Le immagini dell’Istituto Luce, l’organo ufficiale del governo italiano che negli anni del fascismo aveva rappresentano il principale organo della propaganda ufficiale, raccontano una storia che si declina spesso secondo inflessioni tragiche, che evocano una sensazione di perdita e desolazione, ritraggono in molto casi un paese distrutto, allo sbando.
Viceversa, le fotografie degli americani – che alle altre si contrappongono anche solo per il fatto di essere a colori – trasmettono un certo ottimismo, un senso di “liberazione” e proiettano sul nostro paese la brezza dell’american way of life, diventando così piuttosto esplicitamente uno strumento di propaganda americana.

Un’ausiliaria americana conversa con alcune contadine in abito tradizionale di un villaggio dell’Appennino, Aiello del Sabato (Avellino), 1944. © National Archives And Records Administration

Un’ausiliaria americana conversa con alcune contadine in abito tradizionale di un villaggio dell’Appennino, Aiello del Sabato (Avellino), 1944. © National Archives And Records Administration

Sguardi incrociati, quindi, che se messi in tesa relazione dialettica, come qui hanno fatto i curatori, ci offrono una visione ampia e articolata di un momento tanto delicato e, al contempo, ci danno l’ennesima testimonianza di come ogni singolo documento fotografico non sia mai testimonianza assoluta della realtà, bensì una sua lettura, condizionata dal contesto e dalle intenzioni che ne definiscono i caratteri.

War is over!
mostra e catalogo a cura di Gabriele D’Autilia e Enrico Menduni
catalogo ContrastoBooks intitolato WAR IS OVER!. L’Italia della Liberazione nelle immagini dell’U.S. Signal Corps e dell’Istituto Luce, 1943-46   

Fino al 10 aprile 2016

Forma Meravigli
via Meravigli 5/7, Milano 

Orari: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00- 20.00; giovedì 12.00-23.00
Ingresso intero €8.00; ridotto €6.00

Info: +39 02 58118067
www.formafoto.it

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