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FIRENZE | Palazzo Strozzi | 23 settembre 2016 – 22 gennaio 2017

Intervista ad ARTURO GALANSINO di Alessandra Frosini

In attesa dell’opening della mostra Ai Weiwei. LIBERO, la prima personale italiana dell’artista designer e attivista cinese, abbiamo fatto alcune domande ad Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, nonché curatore della mostra.

Ai Weiwei, Reframe (Nuova cornice), 2016. PVC, policarbonato, gomma cm 650 x 325 x 75 ciascuno. Courtesy of Ai Weiwei Studio

Ai Weiwei, Reframe (Nuova cornice), 2016. PVC, policarbonato, gomma
cm 650 x 325 x 75 ciascuno. Courtesy of Ai Weiwei Studio

Dopo la mostra dedicata a Liu Xiadong dal titolo Migrazioni, Palazzo Strozzi tra poco (il 23 settembre) aprirà le porte alla grande mostra dedicata ad Ai Weiwei, che conferma l’attenzione sugli artisti cinesi contemporanei e sulle tematiche sociali. Perché ha pensato d’invitare un artista come Ai Weiwei ad esporre a Palazzo Strozzi e com’è nata l’idea della mostra?
I programmi di un’istituzione dovrebbero sempre seguire una linea. Abbiamo voluto improntare il 2016 con una programmazione interamente moderna e contemporanea, dando un particolare rilievo all’arte cinese – da tempo in primo piano sulla scena internazionale – e a temi attuali e urgenti come quello delle migrazioni, che caratterizzava interamente la mostra di Liu Xiaodong e in parte quella di Ai Weiwei. Da quasi due anni stiamo lavorando a questa mostra, che credo sarà un momento importante per Strozzi e per Firenze. La scelta non riflette solo l’ambizione di ospitare a Strozzi la prima mostra italiana di quello che è stato definito “il più importante artista dei nostri tempi”, ma anche la volontà di mostrare un artista capace di parlare di temi importanti ad un pubblico più vasto possibile.

Per la prima volta la personale di Ai Weiwei occuperà in modo unitario l’intero spazio espositivo di Palazzo Strozzi, senza distinzione fra piano nobile e Strozzina, solitamente utilizzate in modo distinto per mostre di artisti o movimenti storicizzati e per l’arte contemporanea: un’eccezione per questa mostra o una svolta che caratterizzerà anche le prossime esposizioni?
I nostri visitatori godranno di un’esperienza inedita, riscoprendo il nostro palazzo nel suo intero. Inoltre in occasione della mostra abbiamo rimosso interamente le strutture allestitive che ricoprivano il palazzo in tutte le mostre precedenti e, per la prima volta dopo molti anni, si rivedranno, reinterpretati da Ai Weiwei, le forme e le strutture originarie. Questo tipo di utilizzo dello spazio sarà ripetuto anche per altre mostre: in particolare per la prossima grande mostra su Bill Viola – che ha appena conquistato la prima pagina dell'”Art Newspaper” – e che già si preannuncia straordinaria.

Ai Weiwei, He Xie, 2011. Porcelain crabs. 3,000 pieces, each 5 x 25 x 10cm. Courtesy of Ai Weiwei Studio. Image courtesy of Ai Weiwei Studio © Ai Weiwei

Ai Weiwei, He Xie, 2011. Porcelain crabs. 3,000 pieces, each 5 x 25 x 10cm. Courtesy of Ai Weiwei Studio. Image courtesy of Ai Weiwei Studio © Ai Weiwei

La mostra Ai Weiwei. LIBERO porterà l’attenzione sul tema dell’immigrazione e sulla crisi umanitaria dei profughi anche attraverso l’installazione Reframe, formata da ventidue grandi gommoni che saranno appesi sulle cornici delle finestre di due delle facciate di Palazzo Strozzi. Qual’è, secondo lei, la funzione pubblica e politica dell’arte? Quale apporto può dare l’arte alle problematiche della nostra epoca?
L’arte “impegnata” di Ai Weiwei nasce e vive proprio sull’analisi del nostro presente; per questo è stato invitato a Strozzi. L’installazione in facciata, in una stratificazione complessa di livelli di lettura che si sovrappongono all’architettura rinascimentale, è un gesto molto forte, quasi provocatorio, che intende sensibilizzare e far riflettere sul tema delle migrazioni. Nulla più dell’arte può servire ad educare ed informare su temi sociali e sull’attualità, fornendo un punto di vista non standardizzato come l’informazione tradizionale.

Ai Weiwei. LIBERO
Una mostra organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi
Con la collaborazione di Galleria Continua, San Gimignano/Beijing/Les Moulins/Habana

a cura di Arturo Galansino

23 settembre 2016 – 22 gennaio 2017

Palazzo Strozzi
P.zza Strozzi, Firenze

Info: +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org
www.palazzostrozzi.org

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