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CALCIO (BG) | Castello Silvestri | 24 aprile – 1 maggio 2016

Intervista a LORENZO MADARO di Rosangela Coti

Le sale del Castello Silvestri di Calcio (Bergamo) si arricchiscono di un’ennesima stratificazione, che porta nella provincia bergamasca il contributo di alcuni artisti al concetto di aderenza: una riflessione sullo spazio e sugli spazi eccezionalmente messi a disposizione per l’iniziativa; prospettive contemporanee che si incontrano e si intrecciano in un luogo denso di storia e mutamenti. Le opere selezionate occupano ambienti già significativi per architettura e arredamento, interagendo con essi con risultati inattesi, dando vita a uno scambio triangolare con l’osservatore, attraverso la creazione di stimoli inediti e di un nuovo equilibrio che bilancia la caratterizzazione ambientale con le istanze intrinseche ai lavori presentati e con la percezione di chi attraversa le sale.
È un’opportunità unica per scoprire la ricchezza culturale della periferia alla luce del contemporaneo, una felice occasione di apertura del territorio al presente.

Giovanni Termini, veduta della mostra Principi di aderenza, Castello Silvestri, Calcio (BG)

Giovanni Termini, veduta della mostra Principi di aderenza, Castello Silvestri, Calcio (BG)

Abbiamo chiesto a Lorenzo Madaro, il curatore della mostra Princìpi di aderenza, di raccontarci il progetto…

Vorrei esplorare il concetto di aderenza. Come questo fil rouge lega opere eterogenee fra loro per forma e contenuto?
«Il rapporto con le cose è sempre un rapporto di non appropriazione. [Ma] di essere parte di… di essere aderente, come due persone che si abbracciano». In questa frase di Luciano Fabro – i suoi scritti teorici dovrebbero essere un bagaglio comune di conoscenza, per l’intensità delle sue analisi e delle sue visioni – ho riscontrato un’efficace e profonda sintesi rispetto a una riflessione che porto avanti da un po’ su alcuni punti cardinali che contrassegnano il fare arte della stretta attualità. Con un approccio naturalmente non didascalico e narrativo, mi pare che molti artisti stiano recuperando uno sguardo che aderisce alla realtà, per reinventarla, frantumarla, ricostruirla, con un’ottica anzitutto progettuale. Gli otto artisti che ho invitato operano su fronti diversi, alcuni hanno tra loro affinità metodologiche. Ciò che li lega, a mio parere, è proprio questa aderenza pensata, questo sguardo ravvicinato eppure non figurale sul reale, sia esso oggettuale, architettonico, politico, sociale, finanche paesaggistico e metamorfico.

Veduta della mostra Principi di aderenza, sala centrale del Castello Silvestri

Veduta della mostra Principi di aderenza, in primo piano un’opera di Michele Guido, sala centrale del Castello Silvestri

Il castello Silvestri sorge in un’area di confine, che ne ha determinato la storia. Come si è creata una connessione tra il passato che ha plasmato l’edificio e il presente che le opere portano con sè? In altre parole, come le opere aderiscono al luogo che le accoglie?
Devo ammettere che non conoscevo il castello Silvestri e la sua storia prima dell’invito da parte del sindaco di Calcio, Elena Comendulli. Sin dal primo momento ho riflettuto su una questione: il castello, oggi residenza privata, è uno spazio che non è strutturato per ospitare mostre, i suoi ambienti sono già connotati da arredi, apparati decorativi e impianti illuminotecnici non propriamente strutturati per progetti espositivi. La sfida degli artisti e mia è stata proprio questa, “conquistare” questo spazio, studiarlo, dialogando con dettagli per certi versi invadenti, proponendo il più delle volte opere nate appositamente per quegli ambienti o in grado di aderire con le sue connotazioni plurali per creare dei cortocircuiti di senso. Non a caso abbiamo voluto documentare su un catalogo, attraverso un vasto repertorio fotografico, il lavoro degli artisti nello spazio.
Con alcuni di loro è la prima volta che collaboro, ma da tempo, a distanza, seguo con stima e attenzione il lavoro; con altri abbiamo già un percorso profondo e comune. Tutti insieme si sono impegnati con grande dedizione e generosità, perciò li ringrazio.

 

Dettaglio dell'installazione di Andrea Magaraggia, veduta della mostra Principi di aderenza, Castello Silvestri, Calcio (BG)

Dettaglio dell’installazione di Andrea Magaraggia, veduta della mostra Principi di aderenza, Castello Silvestri, Calcio (BG)

Le opere selezionate sono contraddistinte dalla riflessione spazio-temporale. Si tratta di una scelta “ad locum” o di un’opportunità per trascendere l’ambiente in cui sono collocate?
È soprattutto lo spazio, nella sua dimensione formale e architettonica, o finanche antropologica e sociale, a interessare gli artisti in mostra. Alcuni artisti hanno una sala personale, penso a Bianco-Valente, Marco Scifo e Andrea Magaraggia. Scifo e Magaraggia sono intervenuti in due sale fortemente connotate dal mobilio e dagli apparati decorativi di quella specifica ala del castello. Nella grande sala centrale, affacciata nel cortile centrale del castello, convivono, con un approccio dialettico, i lavori di Daniele D’Acquisto, Michele Guido, Giovanni Termini, Antonio Marchetti Lamera e Marco Andrea Magni. Pur essendo lavori molto diversi tra loro, dialogano con efficacia e rigore.

Il territorio della provincia di Bergamo è ricco di realtà architettoniche periferiche, ma certamente interessanti. Princìpi di aderenza è un progetto indipendente o si inserisce all’interno di un programma di più ampio respiro, volto alla promozione del contemporaneo e alla valorizzazione congiunta del patrimonio locale?
Princìpi di aderenza è un esperimento, è infatti la prima volta che l’amministrazione comunale di Calcio decide di sostenere un progetto di questa tipologia, inserendolo in un calendario di attività culturali e divulgative promosse per la collettività. Il rapporto con la periferia penso sia uno degli aspetti peculiari di un simile progetto, ovvero la volontà di interfacciarsi con un tessuto estraneo al mondo dell’arte contemporanea, con un’area per certi versi a margine. E poi, non ultima, c’è la volontà di valorizzare uno spazio straordinario e sconosciuto, il castello Silvestri, che essendo di proprietà di un privato non è solitamente fruibile.

Princìpi di aderenza
a cura di Lorenzo Madaro

opere di Bianco-Valente, Daniele D’Acquisto, Michele Guido, Andrea Magaraggia, Marco Andrea Magni, Antonio Marchetti Lamera, Marco Maria Giuseppe Scifo e Giovanni Termini

24 aprile – 1 maggio 2016

Castello Silvestri
piazza Silvestri 1, Calcio (BG)

Ingresso libero

Info: Comune di Calcio (orari ufficio) 0363 968444
info@comune.calcio.bg.it

 

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