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Intervista a JIMMIE DURHAM di GINEVRA BRIA

20 novembre 2013, Milano. Negli spazi bianchissimi, al secondo piano di via Sant’Andrea 18, ha preso abbrivio la nona edizione del premio Furla, dedicato all’arte emergente italiana grazie al comitato scientifico composto da: Chiara Bertola, Giacinto di Pietrantonio, Gianfranco Maraniello, Viktor Misiano. Quest’anno si intitola Add Fire il riconoscimento a scadenza biennale, curato da Chiara Bertola, in continua ricerca di profili dell’eccellenza, fra arte contemporanea e giovani talenti italiani. A firmare il titolo dell’edizione appena cominciata, dopo Christian Boltanski (2011), Marina Abramovic (2009), Mona Hatoum (2007), Kiki Smith (2005), Michelangelo Pistoletto (2003), Lothar Baumgarten (2002), Ilya Kabakov (2001) e Joseph Kosuth (2000) è Jimmie Durham (1940, Washington, Arkansas, USA). L’artista e poeta di origini Cherokee farà da padrino, da figura di riferimento nei confronti del Premio. Come nelle scorse edizioni, verrà selezionata la migliore pratica artistica italiana, attraverso il monitoraggio, la carriera, la formazione degli artisti e la produzione di nuovi lavori, diventando nel tempo affermazione di una vetrina internazionale per la creatività emergente. I curatori chiamati sono stati: Stefano Collicelli Cagol (Padova, 1978) e Bart van der Heide (Olanda, 1974); Francesco Garutti (Milano, 1979) e Yann Chateigné Tytelman (Ginevra, 1977); Ilaria Gianni (Roma, 1979) e Alice Motard (Parigi, 1978); Vincenzo Latronico (Roma, 1984) e Fanny Gonella (Francia, 1976); Filipa Ramos (Lisbona, 1978) e Elena Filipovic (Los Angeles, 1972).

Poco prima della conferenza stampa, di introduzione al pubblico del Premio Furla 2013, Durham ha incontrato Espoarte ed ha approfondito con noi alcuni aspetti del suo ruolo in qualità di egida e mentore.

Ginevra Bria: Quale significato hai affidato alla fiamma che hai voluto e hai prestato come simbolo guida del Premio Furla 2013?
Jimmie Durham: Come tu sai quel che io ho voluto ricreare non è la figura, l’illustrazione di quello che ho rappresentato, ma è l’idea in sé. Credo che sia proprio il concetto di fuoco, di luce che scalda e guida, a restituire il senso a questo Premio. Il mio ruolo di interprete e di rappresentante mi ha dato l’occasione di astrarre il soggetto della fiamma facendola diventare metafora di illuminazione e di trasmissione della conoscenza. Io credo che oggi, qui a Milano sia questa la mia missione.

Considerando il tuo percorso, tecnicamente Add Fire come è stato realizzato e in che senso hai voluto che fosse un’esecuzione esemplare?
Devi sapere che da poco (primavera 2012) ho inaugurato la più grossa retrospettiva dedicata al mio lavoro, intitolata Jimmie Durham: A Matter of Life and Death and Singing, presso il M HKA Antwerp. Il primo sentimento nei confronti di un percorso così lungo dedicato ai miei lavori è stata la depressione. Realmente. Era possibile che mi fossi ripetuto così tante volte, durante la ricerca di tutta una vita, senza accorgermene e senza evolvere? Ero veramente triste nel pensare che, per decenni, non avessi fatto altro che rielaborare quel che già sapevo invece di espandere la mia conoscenza. In seguito a questa delusione, il lavoro che ho realizzato per il Premio rappresenta una fiammata di nuova conoscenza anche per me. Ho infatti creato un dipinto ad olio su carta – di per sé è della grandezza di un foglio d’appunti – come se fosse un gesto. Cercando di non staccare il pennello dalla superficie ho dato forma ad una sorta di one-stroke painting trasformandolo in linguaggio, in performance visiva. Ho voluto quindi dar vita ad un messaggio, ad una direzione affermati con incisiva rapidità.

Quale dunque il primo insegnamento per i futuri candidati del Premio?
Pensando al contrasto netto, che ho mostrato combinando i colori caldi della fiamma e gli azzurri freddi dello sfondo, e pensando al fatto che questo fuoco sembra sospeso, lontano da ogni fonte, senza alcuna origine, direi loro di credere nella loro ricerca più che di analizzarla.

Nelle prossime settimane i cinque finalisti (Tomaso De Luca 1988, Chiara Fumai 1978, Invernomuto / Simone Bertuzzi 1983 e Simone Trabucchi 1982 , Davide Stucchi 1988, e Diego Tonus 1984) elaboreranno ciascuno un progetto per la realizzazione di un’opera che, insieme a una selezione di loro lavori, sarà presentato al pubblico e alla giuria interazionale nell’ambito di una collettiva.
La mostra, intitolata Add Fire dal lavoro di Durham, sarà allestita nella suggestiva cornice dell’Ex Ospedale degli Innocenti a Bologna e sarà inaugurata venerdì 25 gennaio in concomitanza con Arte Fiera e resterà aperta al pubblico da sabato 26 gennaio a domenica 3 febbraio 2013.

 

Add Fire. Premio Furla 2013

Prossimi appuntamenti del Premio:
ADD FIRE | Mostra degli artisti finalisti

Ex Ospedale degli Innocenti
Via d’Azeglio 41, Bologna

26 gennaio – 3 febbraio 2013
Press preview: giovedì 24 gennaio 2013, ore 10.00 – 12.00
Opening: venerdì 25 gennaio 2013, ore 19.30 – 22.00

Proclamazione del Vincitore della nona edizione del Premio Furla
venerdì 25 gennaio 2013, ore 19.30
Ex Ospedale degli Innocenti
Via d’Azeglio 41
, Bologna

Tavola Rotonda 9. Premio Furla 2013
Venerdì 25 gennaio 2013
presso Arte Fiera 2013
Bologna Fiere (ingresso Piazza Costituzione – Bologna)

Fondazione Querini Stampalia, Venezia
Mostra dedicata al progetto Vincitore
In concomitanza con la 55ma Biennale d’Arti Visive di Venezia

Info: Fondazione Furla
Via Bellaria 3/5, San Lazzaro di Savena, Bologna
info@fondazionefurla.org
www.fondazionefurla.org

 

 

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