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FAENZA (RA) | MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche

Intervista a CLAUDIA CASALI di Francesca Di Giorgio

Per molti il confronto con il passato può diventare una gabbia dalla quale è difficile uscire… Il Premio Faenza, quest’anno alla sua 58° edizione, racconta una storia diversa, fatta di tradizione e rinnovamento. Parliamo di ceramica come scultura, al di là delle solite disquisizioni tra tecnica e materia, come forma d’arte che ha saputo trovare continui stimoli non solo tra i giovani ma anche tra i grandi Maestri.
Incontriamo Claudia Casali, direttore del MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, mentre è in corso (fino al 22 settembre) la mostra degli artisti finalisti del Premio, un’occasione unica per farsi raccontare la ricerca che il Premio e il Museo portano avanti da sempre e l’importante progetto su Arturo Martini in programma dal prossimo settembre…

Come legge il lungo percorso del Premio Faenza nelle opere degli artisti contemporanei che, negli anni,  hanno partecipato?
Fin dai suoi esordi, nel lontano 1938, il Premio Faenza intendeva documentare l’eccellenza della ricerca sulla materia ceramica. Vi erano diverse sezioni infatti a cui aderivano artisti, designers, scuole. Negli anni si è dato spazio alla ricerca scultorea, all’opera unica, con un confronto a livello internazionale. Guardando l’albo dei vincitori si nota come la scultura ceramica abbia un percorso parallelo alle ricerche artistiche che connotavano i vari decenni: il picassismo degli anni ’50, la ricerca informale degli anni ’60, il minimalismo e il pop degli anni ’70, il ritorno alla figurazione degli anni ’80 e ’90, per giungere alle recenti scelte installative di commistione di diversi linguaggi in un’unica opera (video, pittura, scultura). Il Premio Faenza ha sempre privilegiato scelte innovative che poi sono diventate momenti di riflessione artistica fondamentali.

Ha definito il Premio un “sismografo della contemporaneità”. Cosa crede abbia registrato quest’anno? E quali sono state le “aperture” che hanno permesso di rigenerare il Premio?
La 58 edizione del Premio ha visto, dopo ben tre edizioni dedicate solo ai giovani, l’apertura anche ai cosiddetti Maestri, ovvero artisti over 40 che hanno avuto negli anni una importante attività. Questa scelta è stata condivisa dalla Giuria (composta, oltre che dalla sottoscritta, da Laura Borghi, editore; Alessandra Laitempergher, curatore del Beelden Zee Museum di Den Haag; Marinella Paderni, critico d’arte e docente d’arte contemporanea; Nico Stringa, storico dell’arte e professore ordinario di storia dell’arte contemporanea all’Università Cà Foscari di Venezia) che ha privilegiato quelle manifestazioni più legate ai linguaggi della contemporaneità e al momento installativo, per tornare a parlare di scultura (e non solo di ceramica). Diversi sono gli artisti scelti che non necessariamente utilizzano la ceramica come linguaggio prescelto. Penso a Chiara Camoni, Nero / Alessandro Neretti (vincitore della sezione under 40), Chiara Lecca, Mattia Vernocchi, solo per citare alcuni nomi tra i più conosciuti.

Si può identificare oggi una “nuova via” per la ceramica che la affranchi dalla sola “tecnica” e “materia”? Quali sono gli artisti che passando dal MIC di Faenza hanno contribuito maggiormente a stimolare un dibattito intorno al “futuro” della ceramica?
Faenza è una città di per sé attenta e viva, capace di cogliere le novità offerte soprattutto dalle tante manifestazioni e incontri organizzati grazie al Museo Internazionale delle Ceramiche. Nei suoi oltre cento anni di attività, il Museo e Faenza hanno visto la presenza di grandissimi artisti che hanno indubbiamente lasciato un segno intellettuale, creativo ed artistico. Penso agli omaggi a Picasso, Mirò, Fukami, alle presenze al Premio Faenza di Fausto Melotti, Lucio Fontana, Leoncillo, Nanni Valentini, e, recentemente, a Giuseppe Spagnulo, Luigi Ontani, Pizzi Cannella, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Giosetta Fioroni, Pablo Echaurren Matta, Giacinto Cerone, e tanti altri. Mostrare i risultati del loro lavoro, incontrarli in momenti pubblici, creano confronto e crescita. Il MIC non è solo contenitore o spazio museale di conservazione: è anche (e soprattutto) luogo in grado di creare situazioni e momenti di dialogo a più livelli, con artisti, ceramisti, studenti, collezionisti, amanti dell’arte. La mostra di Paladino dello scorso anno ha mostrato come la ceramica sia un linguaggio privilegiato per la scultura e per l’arte contemporanea in toto.

La mostra delle opere finaliste è in corso fino al 22 settembre… State già lavorando alla prossima edizione? Scadenze e appuntamenti da segnare in agenda?
Questa edizione, che sta avendo un bel riscontro di pubblico e di critica, ci ha fatto riflettere su diverse possibilità di confronto che metteremo in atto nella prossima edizione il cui bando uscirà in luglio 2014 (scadenza delle domande: dicembre 2014). Verranno mantenute le due categorie (over e under 40) e la Giuria vedrà nuovamente protagonisti attori della scena contemporanea. Il 22 settembre, giornata di chiusura della mostra, ci sarà un finissage con gli artisti, che saranno invitati a raccontare il loro lavoro e la loro poetica. Anche questo è un modo di condividere e far crescere la nostra città, il nostro mondo della ceramica (che a volte possiede impensate chiusure e rigidità).

Nel futuro prossimo del MIC, un importante progetto intorno alla figura di Arturo Martini. Può darci qualche anticipazione?
Si tratta di un progetto importante su due sedi, il MIC di Faenza e Palazzo Fava a Bologna, e realizzato grazie al fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. Le opere scelte per le due sedi dialogano idealmente su due temi centrali: la ricerca della forma e la figura femminile. Una sessantina di opere scelte saranno esposte a Faenza, per mia cura, e una decina di opere di grandi dimensioni saranno esposte a Bologna, per la prima volta assieme, nella mostra a cura di Nico Stringa, grande esperto di Martini. Si tratta di un percorso eccezionale che vuole dare risalto al lavoro instancabile di uno dei più importanti scultori del nostro Novecento. A Bologna saranno esposte, per la prima volta, le opere acquisite nel 1950 dal Museo della Scultura di Anversa, tre capolavori indiscussi, accanto all’Aviatore e Le Stelle di grandissimo impatto visivo e dalla tecnica eccezionale. A Faenza ci sarà un percorso più canonico, sull’evoluzione della sua poetica dai momenti giovanili alle sperimentazioni degli ultimissimi anni. Sarà sicuramente uno degli eventi espositivi dell’autunno-inverno 2013-2014, da non perdere, per gli amanti della ceramica, della scultura e del Novecento, e per comprendere la nostra contemporaneità che trova proprio in Martini l’origine della ricerca e della sperimentazione, attualissima.

Premio Faenza 58° edizione
La mostra dei finalisti

26 maggio – 22 settembre 2013

MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
viale Baccarini 19, Faenza (RA)

Orari: da martedì a domenica e festivi ore 10.00-19.00, chiuso il lunedì

Info: +39 0546 697311, 0546 697308
info@micfaenza.org
www.micfaenza.org

Evento futuro:

Arturo Martini. Creature, il sogno della terracotta
a cura di Nico Stringa

22 settembre 2013 – 12 gennaio 2014

Palazzo Fava. Palazzo delle Esposizioni
via Manzoni 2, Bologna

Orari: martedì-domenica ore 10.00 – 19.00, lunedì chiuso

Info: +39 051 19936305
www.genusbononiae.it

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Arturo Martini. Armonie, figure tra mito e realtà
a cura di Claudia Casali

12 ottobre 2013 – 30 marzo 2014

MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
viale Baccarini 19, Faenza


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