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MILANO | Galleria Giovanni Bonelli | dal 29 novembre 2012

Intervista a GIOVANNI BONELLI di GINEVRA BRIA

Milano. In parallelo allo spazio di Canneto sull’Oglio, Giovanni Bonelli inaugura una nuova galleria, nel quartiere Isola: 250 mq in quella che fu la sede del celebre Binario Zero. A partire dal 29 novembre 2012, in Via Porro Lambertenghi al numero 6, trovano spazio una quarantina di opere degli anni ’60 e ’70, tra dipinti, disegni, fotografie, fotomontaggi, modelli dando luogo alla mostra Vienna e dintorni. Abraham Hollein Peintner Pettena Pichler Sottsass. Sei architetti, artisti a tutto tondo. Questo appuntamento darà seguito ad un alternarsi di maestri storici e artisti contemporanei, con un’attenzione alla pittura, da sempre cifra distintiva del lavoro del gallerista, ma con notevoli aperture verso generi diversi. Espoarte ha incontrato Giovanni Bonelli, per scoprire intenti e progetti in divenire, per il capoluogo lombardo…

Quale impulso, quale progetto l’ha spinta ad aprire uno spazio a Milano?
Sono diversi i fattori che mi hanno spinto ad intraprendere questa nuova avventura su Milano. Credo che in generale, nella vita professionale, ci siano nuovi traguardi e sfide da affrontare, ancora più necessarie in un momento storico come questo in cui penso che il fatto stesso di “agire” sia fondamentale. Arrivato a 40 anni poi mi occorrevano nuovi stimoli, sentivo la necessità di rilanciare, di mettermi alla prova. Ho sempre lavorato a Milano negli anni passati, collaborando con altri colleghi alla realizzazione di mostre istituzionali e iniziative no profit; l’apertura di questa nuova galleria a mio nome, che rappresenta lo sbocco di un’attività iniziata più di dieci anni fa, soddisfa finalmente il desiderio di giocare in prima persona, esprimendo in maniera totale le mie scelte.

Che cosa si aspetta in generale e quale risposta prevede, in termini di pubblico e collezionismo, a Milano?
Milano è una città estremamente poliedrica, dinamica e trasversale. In una realtà così ampia, sia dal punto di vista culturale che da quello economico, auspico di allacciarmi ad un pubblico molto più vasto ed eterogeneo. Abituato ad aspettare amici e collezionisti in un piccolo paese del mantovano, l’apertura milanese diventa per me una vera rivoluzione. La speranza è quindi quella di incontrare nuovi compagni di viaggio, nuovi appassionati e tutti quelli che sono gli addetti ai lavori, curatori e giornalisti, più difficilmente reperibili in una ristretta realtà di provincia.

Rispetto alla sua attività e la ricerca svolta nella sua galleria di Mantova, quali aspetti approfondirà nel capoluogo lombardo?
Lo spazio di Milano mi permetterà di focalizzare su alcuni artisti con i quali collaboro da diverso tempo ma anche di presentare nuovi autori italiani ed internazionali che da diverse stagioni osservo con curiosità. Inoltre, vorrei presentare progetti dedicati ad alcuni protagonisti ormai storicizzati del dibattito artistico, autori già molto noti e che dal mio punto di vista meritano un approfondimento. La mostra inaugurale, “Vienna e dintorni”, racchiude in sé proprio questo tentativo: nasce dal desiderio di evidenziare il rapporto tra architettura ed arte sviluppatosi già nei primi anni ’70 (ed ancora fortemente attuale) nella Mitteleuropa, con ramificazioni anche nel nostro Paese, attraverso il lavoro ed il pensiero di grandi personalità come Abraham, Hollein, Peintner, Pettena, Pichler, Sottsass.

La prima mostra con la quale ha deciso di presentarsi suona come una dichiarazione di poetica, perché quindi la scelta di questo incipit?
Non c’è, in realtà, una dichiarazione di poetica nella mostra, vi è piuttosto la volontà di indagare il lavoro di alcuni grandi architetti ed artisti già attivi negli anni ’70, taluni forse meno noti in Italia ma con una eco di fortissima risonanza a livello internazionale. Volendo trovare una sorta di poetica in questo progetto, direi piuttosto che risiede nel modo in cui nasce, e cioè sui tavolini di un Caffè di via Hayez a Milano, una mattina d’estate in cui chiesi a Gianni Pettena, curatore della mostra e amico, quale progetto avrebbe voluto realizzare, avendone la possibilità. Diciamo che questa mostra nasce da un caffè preso in buona compagnia… È un progetto ambizioso che risalta un’esperienza artistica importante e che risponde a un’esigenza di maggiore selezione rispetto alle iniziative, necessaria, dal mio punto di vista, in un momento particolare come questo.

Quali supporti lavori e progetti, potrebbe elencare alcuni esempi?
Durante diversi viaggi tra Vienna e Innsbruck in compagnia di Gianni, abbiamo selezionato direttamente negli studi degli autori o negli archivi degli stessi, alcuni progetti originali degli anni ’70 in cui si evidenzia in maniera decisa il rapporto dell’architettura con la natura. Si è trattato di una selezione volutamente variegata, tra modelli, fotografie, dipinti, disegni e progetti, che potesse quindi rappresentare al meglio la complessità di linguaggi, la poetica e la varietà di forme espressive di questi grandi autori.

Potrebbe svelare alcuni progetti futuri?
Posso anticipare che sto lavorando su alcuni progetti importanti legati alla pittura che mi piacerebbe realizzare a seguito di questa mostra ma per scaramanzia, preferisco non accennare ancora nulla.

Vienna e dintorni. Abraham Hollein Peintner Pettena Pichler Sottsass
a cura di Gianni Pettena

Galleria Giovanni Bonelli
Via Luigi Porro Lambertenghi 6, Milano

30 novembre 2012 – 2 febbraio 2013
Inaugurazione giovedì 29 novembre 2012, ore 18.30

Orari: da martedì a sabato ore 11.00-19.30.
Lunedì su appuntamento. Domenica chiuso.

Info: galleriagiovannibonelli@gmail.com
+39 331 8407444

 

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