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VERONA | AMO – Arena Museo Opera | 17 ottobre – 13 dicembre 2015

Emilio Salgari era scrittore troppo istintivo e tumultuoso per riuscire a concludere nel giro di poche pagine racchiuse in un solo volume tutte le avventure dei personaggi che gli premevano dentro. Per questo le sue avventure sono da intendersi parti di una sceneggiatura più che dei romanzi: una sorta di decostruzione filmica dall’alto tasso visionario, enciclopedico per gli standard ottocenteschi, e mirante più alla ambientazione dei fatti che al profilo psicologico dei soggetti. Molti dei suoi scritti non sono infatti in sé conclusi, ma costituiscono la continuazione l’uno dell’altro e si organizzano in particolari cicli: hanno i medesimi personaggi e si inquadrano nello stesso ambiente, rimanendo nella nostra memoria come dei grandi tableau-vivant che rimandano a quella temperie di fine Ottocento tanto cara a D’Annunzio e in cui crea un ambiente totale un artista per certi versi prossimo a Salgari come Mariano Fortuny.

Larissa Kramer e Corinne Yeon Stoll, Untitled, 2005, fotografia su legno, 30,5 x 40,5 cm, ed. 1/3, PhotoArtVerona - La regina dei Caraibi, Courtesy Giovanni Milesi

Attualizzandola al nostro tempo disilluso, quella del romanziere veronese è un’attitudine narrativa che conduce ad una partizione quasi fotografica dei piano-sequenza, ideale ad essere raccontata come una sorta di fotoromanzo. Questa è l’accezione per cui è stato formulato un progetto espositivo per il format PhotoArtVerona: un approccio al fotografico che omaggia il femminile in un’accezione dicotomica rispetto alla descrizione romantico lussureggiante della trama salgariana. La sete di vendetta e l’atmosfera esotica non sono rinverdite dalle autrici in mostra anche se il tema della violenza contro gli altrui popoli, verso la propria psiche e attraverso il corpo, inteso quale involucro soggetto a nevrosi e di cui si deve avere un parossistico controllo, ne sembra rappresentare la cinica evoluzione.

Johanna Malinowska, Untitled, 2008, fotografia su tela, 40 x 50 cm, PhotoArtVerona - La regina dei Caraibi, Courtesy Giovanni Milesi

Privilegiare le tracce del reale per rifondare una costruzione quasi surreale dell’universo, questo accomuna il sentire delle artiste in mostra con uno spirito di altri tempi, assieme misterioso e seducente, proprio del romanzo di Salgari. Come ricorda Rosalind Krauss, è indicativo e interessante che una intera generazione di autrici, per molti versi pionieristica, prediliga registrare del reale solo alcuni frammenti, quelli più legati alle proprie esperienze, per sublimarlo o negarlo in una sfera estetica altra. Si tratta di appunti per dei processi mentali, lacerti di un tutto che ruota attorno al corpo del soggetto, momenti sospesi di un’azione intesa a comunicare dei cambiamenti in atto, per una lenta acquisizione di una sofferta coscienza del mondo. Il medium fotografico, luogo privilegiato di questo apparente ossimoro, torna pertanto ad essere diario subliminale dove le necessità recondite dell’animo possono oggettivarsi in esperienze catartiche, dove si fondono i confini fra la banalità del quotidiano e il potenziale che può invece assumere la visibilità del nostro immaginario.

La mostra, realizzata come da tradizione per PhotoArtVerona in partnership con il Comune di Verona – Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, presenta per la prima volta al grande pubblico una quarantina di scatti di 12 artiste di riconosciuta fama internazionale provenienti dalla Collezione Milesi grazie alla collaborazione con AMO – Arena Museo Opera, che la ospita nella Sala degli abbeveratoi e negli spazi attigui.
A integrazione del progetto, alcune opere di Tracey Emin & Sarah Lucas sono esposte, fino al 25 ottobre, a La Maison du Couturier a Palazzo Giusti.

La regina dei Caraibi
a cura di Andrea Bruciati
Artiste: Vanessa Beecroft (Italia, 1969), Tracey Emin (UK, 1963), Dominique Gonzalez-Foerster (Francia, 1965), Dana Hoey (USA, 1966), Larissa Kramer (Svizzera, 1979), Emily Jacir (Palestina, 1970), Annika Larsson (Svezia, 1972), Sarah Lucas (UK, 1962), Johanna Malinowska (Polonia, 1972), Daria Martin (USA, 1973), Corinne Yeon Stoll (Francia, 1972), Jeanine Woollard (UK, 1978)

17 ottobre – 13 dicembre 2015
Inaugurazione sabato 17 ottobre 2015, ore 19.30
Visita Guidata con il curatore: sabato 17 ottobre 2015, ore 19.30

AMO Arena Museo Opera
Via Massalongo 7, Verona

Orari: lunedì, 14.30/19.30; da martedì a domenica, 9.30/19.30 (chiusura biglietteria 18.30)

Info: +39 045 8030461
www.arenamuseopera.com

Tracey Emin & Sarah Lucas

Fino al 25 ottobre 2015

La Maison du Couturier
Via Giardino Giusti 2, Verona

Orari: lunedì-venerdì, 15.30/19.30 -domenica, 10.00/13.00 – 15.30/19.30
Ingresso Gratuito

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