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BOLOGNA | Galleria OltreDimore | 22 marzo – 25 maggio 2013

di MATTEO GALBIATI

Il titolo di una mostra spesso enuncia sinteticamente, proprio in qualità di formula, i contenuti espressi e il percorso offerto dalle opere esibite. Nella brevità concessa alle parole di un titolo si racchiude l’efficacia comunicativa dell’intero progetto: catturare l’attenzione, incuriosire, sollevare interrogazioni, creare aspettative, muovere al desiderio di vedere e scoprire… Nel caso della mostra in corso presso OltreDimore il titolo è in controtendenza rispetto all’immediatezza della comunicazione: è difficile da riportare, incomprensibile nella prima parte, difficilmente memorizzabile. Appare, prima del segno uguale che riporta dopo un po’ d’ordine, come un codice informatico. Eppure, nonostante quest’apparente impenetrabilità, risulta essere efficacissimo. Specchio esatto del contenuto della mostra. Valido proprio come un’equazione verificata.
Questa collettiva, infatti, riunisce un gruppo eterogeneo – per formazione, stile, poetica, esperienze – di artisti diversi che si sono impegnati in un dialogo di opere, con voci singolari e su differenti aspetti, volto a considerare i valori della società attuale. Il loro sguardo si posa criticamente su un mondo dominato dalle logiche numeriche dei sistemi economici, dai profitti, dallo sfruttamento forsennato delle risorse, dove denaro e consumo dominano e controllano la vita di ciascuno.

Le loro opere vogliono ridare un’altra possibilità, opponibile a questo sistema imperante. Spingono a recuperare il senso e il valore attuali del pensiero intellettuale, umanistico e culturale rispetto a quello di stampo scientifico-matematico, che oggi pare essere l’unico possibile, avendo preso il sopravvento su tutto con gli esiti che ben conosciamo.
Gli artisti – con ironia sferzante e tragica o allusioni più criptiche e concettuali – hanno posto l’arte, e la creatività libera che offre, come base per l’improbabile equazione enunciata dal titolo, ovvero trovare la strada per una coscienza differente dell’oggi e l’idea di un nuovo stile di vita cui l’uomo deve sforzarsi di pensare e attuare. Emergono aspetti oggi presenti, ma non ancora sufficientemente condivisi e diffusi e troppo poco espressi e sostenuti nella loro importanza: ecosostenibilità, equilibri economici, inutilità dispendiosa degli eserciti, lo spreco scriteriato di risorse, processi compartecipativi, sviluppo sostenibile, etica scientifica… Dal dialogo tra le opere si ricava una posizione critica sulla società attuale e il suo fondamento economico-scientifico che ha allontanato l’uomo da un’etica giusta e misurata, strada e modello da ri-seguire.
Già nel titolo quindi non si solleva un’interrogazione, ma si provano a dare risposte. Ecco come la mostra, annunciata da quel titolo astruso, funziona, e, verificata secondo logica scientifica-matematica, quadra come un’equazione nella certezza del risultato, facendo pensare a quello che oggi pare tanto impensabile.

//:(TT)+U=Think The Unthinkable
A cura di Raffaele Quattrone

Artisti: Filippo Berta, Enrica Borghi, Alberto Di Fabio, Michele Giangrande, Roberta Grasso, Alessandro Moreschini e Zup – Zuppa Urban Project

22 marzo – 25 maggio 2013

Galleria OltreDimore
Piazza San Giovanni in Monte 7, Bologna

Orari:  martedì-sabato 11.00-13.00 e 17.00-19.30

Info: +39 051 6449537
info@oltredimore.it
www.oltredimore.it

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