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MODENA | Galleria Civica | 20 Giugno – 19 Ottobre 2014

di ILENIA MOSCHINI

Ha inaugurato lo scorso giugno, all’interno della Palazzina dei Giardini di Modena, la mostra Michelangelo e il Novecento, sezione modenese dell’evento promosso dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze e dalla Galleria Civica della città emiliana in occasione del 450° anniversario della morte del celebre artista. Entrambe le esposizioni si pongono come un’occasione per comprendere quanto sia stata influente la figura e l’opera di Michelangelo sulle arti visive del XX secolo e se nella sede fiorentina sono state raccolte opere che vanno dagli inizi del Novecento fino agli anni Settanta, prestando attenzione in particolare ai centenari della morte e della nascita dell’artista (leggi qui la recensione della sezione fiorentina), qui, a Modena, si indagano le ricadute che alcune opere iconiche del maestro del Rinascimento hanno avuto sulla ricerca artistica più strettamente contemporanea.

Relic 2 2002 nastro per segnaletica stradale, polistirolo h: 454 cm Ph.: Oak Taylor-Smith Courtesy GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Le Moulin

Il percorso espositivo si apre con Merciful Dream (Pietà V) di Jan Fabre, riproduzione in scala 1:1 e con il medesimo materiale, il marmo bianco di Carrara, della pietà michelangiolesca del 1499; l’artista fiammingo ha però sostituito il volto della Vergine con un teschio e il corpo di Cristo morente con il suo autoritratto mentre tiene nella mano destra un cervello. Secondo Fabre, questo organo è la parte più importante del nostro corpo e viene utilizzato nell’opera per rappresentare il sentimento doloroso di compassione tra madre e figlio; inoltre, la figura maschile è percorsa da insetti che rimandano sì allo stato di decomposizione, ma servono qui come simboli di metamorfosi, tema questo che si ricollega a quello della vita, della morte e della resurrezione.

Jan Fabre Merciful Dream (Pietà V); 2011(Series : PIETAS) marmo bianco di Carrara 190 x 195 x 110 cm / base: 270 x 40 x 180 cm  Veduta dell’installazione: PIETAS (1 Giugno 2011 - 16 Ottobre 2011; 54ma Esposizione internazionale d’arte di Venezia) Photo: Pat Verbruggen collezione privata Courtesy: Angelos BvbaNella sala attigua troviamo la rielaborazione che Yves Klein ha fatto de Lo schiavo morente; la piccola statua in gesso è dipinta con la tonalità blu che l’artista francese scelse come uno dei temi centrali della sua poetica e ciò conferisce all’opera in questione un carattere etereo che la trasporta in una dimensione trascendente e ne amplifica il portato concettuale. Segue la stanza dedicata ad alcuni lavori di Robert Mapplethorpe; osservando le fotografie dell’artista americano emerge chiaramente come quest’ultimo si sia ispirato a Michelangelo nella scelta di corpi muscolosi e statuari ritratti in pose plastiche ed è per questo motivo che nella stessa sala è stato collocato un disegno originale a inchiostro del maestro toscano che raffigura un torso maschile.

Anche Kendell Geers riprende un’opera celebre di Michelangelo, il David, realizzandolo però in polistirolo e ricoprendolo di nastro da cantieri bianco e rosso come a voler segnalare il pericolo di svuotamento di senso in cui incorrono i capolavori della storia dell’arte, spesso ridotti a oggetti kitsch e di consumo. Lo stesso può dirsi per Audience di Thomas Struth, noto per i suoi scatti che registrano le dinamiche di osservazione dei turisti nei musei più conosciuti del mondo (in questo caso i visitatori della Galleria dell’Accademia di Firenze, dove sono conservate il maggior numero di sculture di Michelangelo) e si pongono perciò come strumento di riflessione sulla fruizione delle opere d’arte e il processo di mercificazione e feticizzazione delle stesse.

Robert Mapplethorpe Thomas, 1987 stampa alla gelatina d'argento / Gelatin Silver Print MAP#1742 Courtesy Robert Mapplethorpe Foundation.

L’ultima sezione della mostra è dedicata alla restituzione dell’opera di Michelangelo attraverso la fotografia; qui troviamo il Mosè di San Pietro in Vincoli a Roma fotografato da Ico Parisi nel 1958, l’immagine della Pietà Rondanini di Gabriele Basilico e la serie di scatti in bianco e nero realizzati da Aurelio Amendola. Grazie all’uso calibrato del chiaroscuro e il ricorso a tagli ravvicinati che liberano la visione dal principio della frontalità, quest’ultimo ci riconsegna i particolari e le texture del marmo delle statue realizzate da Michelangelo nella Sagrestia Nuova della Basilica di San Lorenzo a Firenze. Infine, il cortometraggio girato da Antonioni nel 2004 nel quale il regista, immerso in un’atmosfera interrogativa e di riflessione, è protagonista, attraverso la continua alternanza di piani e la ripresa in soggettiva, di un dialogo muto ma di grande intensità con il Mosè.

Thomas Struth      Audience 11, Florence (Spettatori 11, Firenze), 2004 stampa cromogenica 185 x 299 cm / 72 13/16 x 117 11/16 in. Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT in comodato presso Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino Courtesy Thomas Struth
In conclusione, è bene sottolineare che le scelte curatoriali (riguardo sia le opere, sia l’allestimento) non derivano da futili citazioni e formalismi pleonastici; al contrario, esse danno origine a un dialogo vero e proprio tra Michelangelo e gli artisti contemporanei, testimoniando come il suo influsso abbia attraversato tempi e linguaggi per giungere e penetrare nella cultura visuale odierna.

co Parisi Senza titolo [San Pietro in Vincoli, Roma] 1958 Stampa gelatina d'argento 222 x 249 (505 x 410) Galleria civica di Modena

 

Michelangelo e il Novecento
a cura di Emanuela Ferretti, Marco Pierini, Pietro Ruschi

Galleria Civica
Palazzina dei Giardini
corso Canalgrande 103, Modena

20 Giugno – 19 Ottobre 2014

Info: 059 2032911/2032940
www.galleriacivicadimodena.it

 

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