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BRUXELLES | Officina | #nuovispazi

Intervista ad ANNALISA GIANNELLA di Francesca Di Giorgio

Una maison de maître dei primi del Novecento. Una casa privata ma dalla vocazione “pubblica”.
La storia di Officina (Associazione Culturale con sede sociale a Roma) casa privata di Annalisa Giannella e Ole Petersen, ex funzionari europei, ora in pensione – consigliere giuridico, lui, funzionario “politico” che ha coperto vari incarichi tra cui gli ultimi due: Vice Segretario generale della Convenzione europea (presieduta da Giscard d’Estaing) e Rappresentante dell’Unione Europea per il disarmo e la non proliferazione, lei.
L’opening nel febbraio scorso come spazio culturale nel centro di Bruxelles in cui gli artisti, mettendosi in dialogo diretto con l’abitazione, realizzano progetti ad hoc con uno sguardo internazionale e sempre in relazione a diverse realtà culturali.

Officina, Nico Vascellari, Bus de la Lum
Così è stato per Nico Vascellari, primo artista a confrontarsi in un “solo show” nell’appartamento di Avenue du General de Gaulle 45 a Bruxelles e Lin Yan, artista americana nata in Cina, che ha letteralmente invaso gli spazi con carta xuan e inchiostro.
Annalisa Giannella, Presidente di Officina, ci racconta perché dopo una vita professionale spesa a sostegno del processo di unificazione europea, ha deciso di consacrare il suo tempo e le sue energie ad una Associazione Culturale «Perché in momenti di crisi, bisogna saper guardare in alto e lontano. Solo una crescita culturale ci porterà fuori dalla crisi, che è stata sì causata da comportamenti inadeguati del mondo della finanza, ma è stata sicuramente supportata e aggravata dalla mancanza di spessore culturale delle nostre società»…

Lin Yan, Blank Pages, 2014, xuan paper, installation, 715 x 395 x 250 cm, © Officina Lin Yan 2014

Qual è la storia di questa casa e come si inserisce nel quartiere centrale in cui nasce?
La mia casa si trova in un quartiere centralissimo, ma anche molto verde, con tanti alberi intorno a due laghetti artificiali. È una zona urbanisticamente protetta, in cui gli abitanti di Bruxelles vengono a passeggiare, specie durante il weekend, caratterizzata anche da una mescolanza di strati sociali e di funzioni che ne fanno un quartiere molto vivo: ci sono gli hotels de maître, ma anche abitazioni più modeste, botteghe, negozietti, caffè, il mercato il sabato e la domenica mattina, la facoltà di architettura e La Cambre (École nationale supérieure des arts visuels), il centro Flagey (teatro, musica, cinema), una galleria d’arte e una libreria storica, tanti giovani. Inoltre la maggior parte delle buone gallerie di arte contemporanea a Bruxelles si sono stabilite non lontano da questo quartiere. È stato quindi naturale immaginare che questa casa potesse diventare spazio espositivo, dove però accogliere i visitatori come “a casa”, nonché residenza per gli artisti. L’amministrazione comunale di Ixelles (il municipio in cui mi trovo) e la popolazione del quartiere hanno accolto questa iniziativa con entusiasmo.

Officina, Lin Yan, Blank Pages, photo by Tim Van de Velde -® Officina

I primi ad essere invitati “a casa”: Nico Vascellari, l’artista con cui Officina ha esordito nel febbraio di quest’anno, Lin Yan che ha lavorato “vestendo” letteralmente gli spazi. Ci racconta le caratteristiche di entrambi i progetti?
Officina, Nico Vascellari, AutoritrattoEsporre in una casa privata costituisce per l’artista una sfida ma anche un’opportunità. Vascellari e Yan hanno raccolto la sfida e hanno sfruttato in pieno l’occasione di confrontarsi con uno spazio non neutro, non regolare e già caratterizzato dagli elementi del nostro vivere quotidiano.
Vascellari ha installato uno “show” molto poliedrico e sorprendente, conformemente al suo carattere: colpiva il visitatore sin dall’ingresso con un gigantesco e bellissimo “Nido”, proseguiva con un paio di collages scuri e densi di carica drammatica (Bus de la Lum), spiazzava, al primo piano, con dei grandi collages composti di figure di animaletti ritagliate dai prodotti venduti nei supermercati, proseguiva su un pianerottolo con un’installazione straziante che serviva da chiave di lettura per i collages, un cagnolino che, strattonato in continuazione, guaiva fino alla morte, e si chiudeva in alto, al terzo piano, con un secondo “Nido”, riportando tutta l’esposizione al rapporto tra l’uomo e la natura. Il tutto con un bellissimo filo conduttore, un’installazione con un cavo elettrico nero e delle lampadine che oscillavano periodicamente nel vano scale, creando un suggestivo gioco di luci ed ombre. 

Lin Yan ha risieduto da noi per un mese e mezzo ed ha quindi pienamente vissuto la casa e il quartiere, pur portando con sé la sua filosofia ed il suo approccio di stampo taoista. Lin Yan ha deciso nel 2005 di utilizzare nel suo lavoro solo carta xuan (la carta della calligrafia), una carta molto elastica, malleabile e resistente, e inchiostro di china. Ma la carta per Lin Yan non è superficie su cui scrivere o disegnare, la carta è materia, la carta è l’oggetto della sua opera, direi quasi il soggetto. Sicché la carta ha invaso la casa, in maniera progressiva. Nel caso di Lin Yan, nell’ingresso c’è una delicata e raffinata introduzione al suo mondo, alla sua complessa personalità di persona che vive tra due continenti, due culture e che, invece di scegliere, oscilla permanentemente tra le due, rimpiangendo Pechino quando è a New York e New York quando è a Pechino. A volte la fusione si opera magicamente. Nell’ingresso e in alcune opere sulle scale, la carta viene incollata, sovrapposta, sgualcita, a volte strappata o cosparsa di chiodi, ma sempre in opere a parete.
Officina, Lin Yan, Between Inhale and Exhale, Between Day and Night #2, photo by Tim Van de Velde -® OfficinaPoi, improvvisamente, al primo piano, nel salone e nella sala da pranzo, la carta si fa scultura, installazione di grandi dimensioni, modificando i nostri spazi, impedendoci di vivere normalmente. Così un meteorite scuro (l’inchiostro ha imbevuto in modo diseguale la carta lasciando intravedere in alcuni punti un po’ di luce della lampada di casa) incombe minaccioso sul nostro tavolo da pranzo, fermandosi a qualche centimetro dal ripiano sicché ci impedisce di prendere i nostri pasti. Un corpo altrettanto oscuro ma tondeggiante (la parte notte di Between day and night) fuoriesce dall’oblò nella stessa sala, creando un gioco di prospettive interessantissimo benché volutamente inquietante. Passando al salone, di colpo il visitatore tira un sospiro di sollievo, scoprendo un’installazione molto più rassicurante, di pagine bianche che dal soffitto arrivano al pavimento, fluttuando agli spostamenti d’aria e riflettendo la luce. Solo dopo ci si accorge che anche le pagine bianche sono invadenti, e creano una barriera insormontabile tra noi e la nostra libreria, il nostro impianto HiFi, modificando anche loro la nostra vita. Potenza del foglio bianco, e desiderio di distacco da tutti i condizionamenti e bisogni inutili per raggiungere la serenità della spirito. E così di seguito fino all’ultimo piano, fino al lucernario, sotto il quale Lin Yan ha installato una figura, albero o essere umano, che sembra sposare la forma della volta con la sua chioma bianca (la saggezza) ma offre alla vista un corpo tormentato e rugoso, come corteccia d’albero. In conclusione direi che Lin Yan ha dialogato con l’architettura della casa, ne ha tratto profitto, ha giocato a mettere in luce elementi ed angoli meno esposti e a nascondere ed oscurare gli elementi più palesi, ma ha anche espresso in modo chiaro la sua volontà di scalfire questa casa bianca, pulita e ordinata, introducendovi il mostro nero dell’inquinamento, il nero della notte, il dubbio su quanto non è necessario, la necessità di elevare la mente. 

Annalisa Giannella (a destra)_Lin Yan (a sinistra), Officina, Bruxelles
Che tipo di dialogo volete instaurare con gli artisti con cui collaborate?

Poiché l’artista è chiamato ad esporre ed eventualmente a risiedere in quella che è la nostra casa quando siamo a Bruxelles, è chiaro che noi facciamo questa proposta solo ad artisti dei quali non solo apprezziamo il lavoro, ma con i quali si stabilisce una certa intesa “umana”.
Poi, l’artista è libero di concepire la mostra come intende, senza condizionamento alcuno da parte nostra. Noi mettiamo a disposizione non solo la casa, ma anche le nostre conoscenze a Bruxelles, la nostra disponibilità ad aprire casa al pubblico, il contatto che abbiamo creato con il Centro d’arte contemporanea WIELS. Ci piacerebbe anche continuare a coltivare il rapporto con gli artisti che hanno esposto da noi. Ogni mostra costituisce un nuovo modo di vedere la nostra casa, e ogni artista che è stato da noi entra a far parte della nostra vita.

Officina, Lin Yan, Blank Pages, Forgotten Dreams, photo by Tim Van de Velde ® Officina

Officina ha una doppia anima, italiana ed internazionale. Questa caratteristica coinvolgerà anche i rapporti tra realtà ed istituzioni italiane e belghe?
Come ho già detto, Officina ha stabilito un ottimo rapporto col WIELS ed ha iniziato un dialogo con il Centre Flagey. Per ora la nostra attività espositiva si è svolta a Bruxelles, ma sicuramente l’intenzione è quella di lavorare anche in Italia e, forse, in altri paesi. Progressivamente la mia speranza è di sviluppare dei rapporti di cooperazione con istituzioni italiane e non è escluso che determinati progetti possano vedere il coinvolgimento di istituzioni di più paesi. La natura “senza frontiere” è iscritta nello statuto di Officina.

Lin Yan, Both sides of the story, 2014, xuan paper, wax and nails on linen, 41 x 41 x 5 cm, © Officina Lin Yan 2014

Progetti in cantiere per il 2015?
Abbiamo vari progetti in cantiere: alcuni secondo la formula adottata sinora; un altro, di diversa natura, che implica un lavoro di gruppo con altre realtà attive nel mondo dell’arte. Una delle lezioni imparate in questo primo anno di attività è per l’appunto l’opportunità di lavorare in cooperazione con altri. Ma, in questo momento, non vorrei dire di più, in quanto le decisioni non dipendono solo da Officina ma da un certo numero di altri fattori. Tutto comunque dovrebbe chiarirsi in gennaio.

OFFICINA
Avenue du Général de Gaulle, 45, Bruxelles

Mostra in corso:
LIN YAN. Beyond Xuan
14 novembre – 14 dicembre 2014

Orari: mercoledì – sabato  14.30-18.00; domenica 12.00-17.00
ingresso libero

Info: +32 (0)476 575749
info@officinart.com
www.officinart.com

 

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