MILANO | Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea | 18 febbraio – 31 marzo 2016 

di MATTEO GALBIATI

Ci sono mostre che, nella scelta antologica della proposta, si perdono nelle variegate sfumature e nelle numerose derivazioni che la ricerca di un artista, nel tempo sa toccare o conquistare, perdendo spesso di vista la coerenza evolutiva della storia artistica di cui vuole raccontare la testimonianza. Avviene, quindi, che le stesse opere scelte si disperdano in una narrazione confusa, rapida o lenta, senza dare merito dei contenuti specifici che le caratterizzano come linguaggio, come eventi, come poetiche.

Occhiomagico, John Heyduk, Domus Cover, stampa Cibacrome ed.5+1 pda vintage, copia unica Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

Occhiomagico, John Heyduk, Domus Cover, stampa Cibacrome ed.5+1 pda vintage, copia unica. Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

La mostra di Occhiomagico, pseudonimo dietro al quale, dal 1971 si firma Giancarlo Maiocchi (1949), in corso nelle sale di Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea, centra proprio, invece, l’obiettivo che una personale antologica dovrebbe avere: lo sguardo raccoglie in modo esaustivo la testimonianza della sperimentazione fotografica che l’artista va conducendo da oltre quarant’anni, rendendone efficacemente gli spunti, le idee e i contenuti.
Col Fiato Sospeso – titolo particolarmente significativo rispetto alla vertigine visiva che genera l’insieme delle opere – riassume l’essenza dello spirito che pervade l’espressione e l’esperienza visiva di Occhiomagico che, proprio dagli anni Settanta, introduce il suo singolare metodo espressivo: ogni intervento, ogni opera, nella coerente risoluzione della sua epoca, ci descrive un animo vivace e frizzante, attento a cogliere aspetti e sentori che dalla realtà sconfinano nella dimensione onirica quasi a voler ricercare la concretezza stessa dell’intuizione che genera un’elaborata istantanea, spontanea quanto precisamente controllata e definita, di quello che la mente sviluppa e “vede” nel territorio vasto del pensiero e dell’immaginazione.

Occhiomagico, Un pò di silenzio per piacere, 2006, light box led, 120x60x4 cm, ed.3 Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

Occhiomagico, Un po’ di silenzio per piacere, 2006, light box led, 120x60x4 cm, ed.3. Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

L’artista ci ha accompagnati nella lettura di queste opere che, passo dopo passo, segnano i decenni, descrivendone e indicandone il gusto, il clima culturale, i sentori, le mode, le frenesie e le manie. Gli anni Settanta, gli Ottanta, i Novanta, i Duemila… come in un album si inseguono alle pareti della galleria; gli ambienti si riempiono di lavori che, sfogliandosi quasi come le pagine di un volume illustrato, rendono conto dello spirito di epoche diverse senza perdere il filo rosso della maestria poetica del loro esecutore. Lui resta davvero il coerente interprete dei diversi periodi e delle diverse serie di lavori che parlano di una vicenda unica.
Occhiomagico diventa un menestrello lirico dell’immagine, un narratore addentro al suo tempo e per questo frizzante aruspice capace di vedere ben oltre le contingenze, anticipando lo sguardo, prevedendo i tempi. Come un rabdomante guida le sue immagini sentendo qualcosa, cogliendo un’idea che ci resta sconosciuta e, inseguendo l’estro del suo genio, la restituisce nella freschezza della sua fotografia, capace di cogliere l’invisibile delle emozioni.
Il percorso della mostra si fa davvero emotivo, ci proietta nell’espressione eterogenea e poliglotta di Occhiomagico che, sognatore, spezza la veridicità della fotografia e, prima ancora di photoshop, sulla scorta degli esempi di alcuni grandi maestri del Novecento, che lui ben ha presenti, scardina il codice precostituito di questo linguaggio. Fotografo? Forse non del tutto, o non completamente, dal momento che la tecnica fotografia (conosciuta in modo alchemico, quasi da antica bottega) in lui cede alla pittura, al disegno, alla scultura, all’installazione. Diventa ciascuna di queste cose contemporaneamente.

Occhiomagico, Bagnante, 1982, Domus Cover, stampa Cibacrome ed.5+1 pda vintage, copia unica Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

Occhiomagico, Bagnante, 1982, Domus Cover, stampa Cibacrome ed.5+1 pda vintage, copia unica. Courtesy Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea

La fotografia apre ad una lettura meta-linguistica la cui complessa verità sa trovare in questi lavori il vertice di una massima espressività. Unendo simbolismo, surrealismo, metafisica, pop e molto altro, Occhiomagico acquisisce lo strumento vero di quel suo linguaggio “multimediale” che definisce come “Nuova Fotografia”.
Il metodo compositivo, stratificante e contaminante, della sua fotografia, colma di rimandi e allusioni, che non chiudono mai una storia esaurendola in modo definitivo, spalanca all’orizzonte della visione nuove rotte e nuovi altri racconti che, nel percorso antologico qui raccolto, lo sguardo riesce a cogliere in modo circolare: laddove si incontra una fine si ha già il passo per un nuovo inizio.

Occhiomagico. Col Fiato Sospeso 

18 febbraio – 31 marzo 2016

Sabrina Raffaghello Arte Contemporanea
via Gorani 7, Milano 

Orari: tutti i giorni 11.00-19.00, il sabato su appuntamento

Info: +39 02 39831137
info@sabrinaraffaghello.com
www.sabrinaraffaghello.com

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