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di Elena Borneto e Francesca Di Giorgio

Vi proponiamo il terzo episodio sulle nuove strutture museali in Europa e nel resto del Mondo: nuove opere, ricostruzioni, ampliamenti e i progetti dei Musei che verranno.

Render del nuovo edificio del The Bass a Miami Beach di Arata Isozaki e David Gauld. © David Gauld Architect, 2016. Courtesy: The Bass, Miami Beach

Render del nuovo edificio del The Bass a Miami Beach di Arata Isozaki e David Gauld. © David Gauld Architect, 2016. Courtesy: The Bass, Miami Beach

The Bass, Miami

Nell’autunno di quest’anno riaprirà al pubblico il museo d’arte contemporanea The Bass di Miami, dopo una trasformazione che ha coinvolto sia l’identità visiva del museo (nome, logo, sito) sia gli spazi interni attraverso un ampliamento dell’edificio a cura dell’architetto David Gauld assieme ad Arata Isozaki, già architetto della precedente espansione nel 2001. La ristrutturazione ha incrementato di quasi il 50 per cento lo spazio museale con quattro nuove gallerie (per un totale di 12.600 mq tra esposizioni temporanee e collezione permanente), un negozio, una caffetteria e una struttura dedicata alla formazione.
Nel settembre 2016 The Bass ha presentato anche un piano decennale per l’acquisizione di nuove opere d’arte contemporanea internazionale all’interno della collezione permanente, partendo quest’anno da opere di Ugo Rondinone e Sylvie Fleury.

www.thebass.org

MET Breuer, New York. Foto: Ed Lederman

MET Breuer, New York. Foto: Ed Lederman

The MET Breuer, New York

Il MET – Metropolitan Museum of Art di New York ha raddoppiato inaugurando, nel marzo scorso, il MET Breuer, la nuova sede dedicata all’arte moderna e contemporanea nell’Upper East Side di Manhattan. La struttura ha una lunga storia alle spalle: è stato, infatti, per decenni la sede del Whitney Museum of American Art fino al 2015. Il suo nome richiama la firma dell’architetto di origine ungherese Marcel Breuer, ideatore dell’iconica forma simile ad una ziggurat rovesciata rivestita in pietra. L’intervento di restauro/rinnovamento, affidato allo studio Beyer Blinder Belle Architects, ha mantenuto l’estetica e i materiali originali (calcare, pietra blu, cemento a vista, bronzo e legno di quercia). Dietro all’operazione del Met Breuer anche Sotheby’s che ha deciso di sostenere la sfida di rinnovamento del museo almeno per altri sette anni.

www.metmuseum.org

Magazzino of Italian Art, New York, in costruzione. Foto: Marco Anelli

Magazzino of Italian Art, New York, in costruzione. Foto: Marco Anelli

Magazzino of Italian Art, New York

A New York, sulle rive del fiume Hudson, è prevista per il 28 giugno 2017 l’apertura di un nuovo spazio espositivo dedicato all’arte italiana del dopoguerra e contemporanea, con oltre 400 opere di artisti come Boetti, Kounellis, Penone. L’obiettivo è quello di creare un polo espositivo ed educativo sull’arte italiana nato da un’iniziativa privata e indipendente dei mecenati Nancy Olnick e Giorgio Spanu. Magazzino of Italian Art, progettato secondo i parametri dell’architettura razionalista dall’architetto spagnolo Miguel Quismondo, disporrà di uno spazio di 1.850 metri quadrati dove oltre a mostre temporanee, progetti di ricerca ed eventi culturali, saranno esposte una selezione di opere appartenenti alla Collezione Olnick Spanu. A dirigere lo spazio sarà Vittorio Calabrese.

www.magazzino.org

Render del progetto di wHY per ICA LA con il nuovo logo di Mark Bradford

Render del progetto di wHY per ICA LA con il nuovo logo di Mark Bradford

ICA LA, Los Angeles

Nel 2016 il Direttore Esecutivo Elsa Longhauser del Santa Monica Museum of Art (SMMoA) annunciava un cambio d’identità per il museo e una radicale trasformazione. Il museo aprirà infatti nel 2017 in una nuova sede di 12.700 mq nel cuore del distretto artistico di Los Angeles con il nome Institute of Contemporary Art (ICA LA). Il progetto del museo porterà la firma dello studio wHY guidato dal suo fondatore e direttore creativo Kulapat Yantrasast. La nuova comunicazione visiva è stata affidata invece all’artista Mark Bradford che ha realizzato anche il nuovo logo del museo.

www.theicala.org

SFMOMA, San Francisco, l’espansione realizzata da Snøhetta, 2016. Courtesy: SFMOMA. Foto: © Henrik Kam

SFMOMA, San Francisco, l’espansione realizzata da Snøhetta, 2016. Courtesy: SFMOMA. Foto: © Henrik Kam

SFMOMA, San Francisco

Dopo tre anni di chiusura ha riaperto, nell’aprile del 2016, il nuovo SFMOMA – San Francisco Museum of Modern Art, completamente trasformato, ingrandito e rinnovato. L’edificio originale, progettato da Mario Botta, si espande con una struttura adiacente alta dieci piani disegnata dal collettivo di architetti e designer Snøhetta di Oslo.
Diciannove le mostre d’apertura per uno spazio imponente che conta nel suo patrimonio di circa 33mila opere di Roy Lichtenstein, Andy Warhol, Sigmar Polke, Gerhard Richter, Alexander Calder, Tony Cragg e Richard Long, per citarne alcuni.

www.sfmoma.org

Zeitz MOCAA in costruzione, settembre 2016. Foto: Navigator Films

Zeitz MOCAA in costruzione, settembre 2016. Foto: Navigator Films

Zeitz MOCAA, Cape town

Il V&A Waterfront assieme a Jochen Zeitz si sono uniti in una partnership per creare una nuova istituzione culturale che si occuperà di collezionare, preservare, ricercare ed esibire arte contemporanea proveniente dall’Africa e dalla diaspora. Il museo si chiamerà Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz MOCAA) in onore del suo proprietario e della sua collezione privata, Zeitz Collection, “fondamenta” del museo, e inaugurerà ufficialmente il weekend dal 22 al 25 settembre 2017.
Zeitz MOCAA sarà un’istituzione non-profit e verrà ospitato nello storico Silo al V&A Waterfront, costruito nel 1921 e alto 57 metri, vera e propria icona dello skyline di Cape Town, ristrutturato per l’occasione dagli architetti dello Heatherwick Studio.
Lo Zeitz MOCAA, con i suoi 9 piani, comprenderà oltre 9.500 mq di spazi espositi e dedicati alla formazione collocandosi fra i principali musei di arte contemporanea in tutto il mondo.

www.zeitzmocaa.museum

Continua…

[da Espoarte #95]

Leggi la prima parte – Nuove Visioni #1 >>

Leggi la seconda parte – Nuove Visioni #2 >>

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