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ROVERETO (TN) | POLIART CONTEMPORARY

Intervista a CLAUDIO TOVAZZI di Gabriele Salvaterra

All’inizio dell’estate ha aperto a Rovereto in Trentino una nuova sede della galleria PoliArt Contemporary di Milano. Siamo andati a visitare il nuovo spazio espositivo per parlare con Claudio Tovazzi, direttore della sede, dei progetti futuri e della storia che ha portato a questa nuova inaugurazione.

Come e quando nasce la Galleria PoliArt di Milano? Qual è il contesto e le esigenze che portano alla sua fondazione?
La PoliArt Contemporary nasce a Bologna nel 1997 con l’intento di creare una connessione tra il mondo della produzione industriale e l’arte contemporanea. L’obiettivo era di fare entrare le opere d’arte all’interno delle aziende, mettendole a contatto con i lavoratori. Leonardo Conti, fondatore della PoliArt Contemporary, era convinto della possibilità di travasare indirettamente, attraverso il veicolo degli oggetti utili, quella sensibilità “rara” che caratterizza l’opera d’arte, oltre a mettere in contatto diretto le opere con le persone, nelle lunghe giornate di lavoro. Nel 2003 la PoliArt si è spostata a Milano, da un lato continuando la sua attività con le aziende e dall’altro cercando di rivalutare poetiche e artisti tralasciati dalle distrazioni della storia e sostenendo giovani artisti emergenti.

Quali sono i vostri obiettivi? Come avete costruito la vostra storia in questi anni?
Nei propositi di Leonardo Conti, si potrebbe dire che la finalità sia sempre stata quella di costruire un’attività curatoriale autofinanziata e indipendente: contro l’ipocrisia dei curatori raccomandati, contro la trasformazione delle opere in titoli di borsa, contro l’ambizione degli artisti e dei critici, contro le riviste e i giornali che scrivono dei potenti o di chi paga, contro il “quanto ha fatto?” delle case d’asta che soffocano gli artisti giovani. Per fare questo abbiamo dovuto storicizzarci, per acquisire l’autorevolezza necessaria. La PoliArt Contemporary cerca di avviarsi e di avviare alla pratica dell’arte: non si pone limiti formali (pittura, scultura, oggetto, video, fotografia, installazioni) e cerca di affondare il suo sguardo in quei luoghi in cui le opere d’arte divengono concetti visibili, per costruire modelli di esistenza.

Stringiamo il campo sulla nuova sede di Rovereto, cosa vi ha portato a intraprendere questa avventura?
Questa avventura nasce in primo luogo dall’amicizia e dalla stima che ormai da anni mi lega a Leonardo Conti. Penso che sia un gallerista e uno studioso d’arte come se ne trovano pochi di questi tempi, capace di scovare i veri artisti e farli crescere, lasciandosi coinvolgere da un punto di vista critico ben oltre qualsiasi interesse commerciale.

La galleria si trova in un luogo molto suggestivo…
Lo spazio è un ex opificio industriale restaurato mantenendo visibili i segni del suo precedente uso. Abbiamo imbiancato soltanto tre pareti per esigenze espositive mentre il soffitto, le colonne e la parete di fondo mantengono il loro aspetto grezzo di archeologia industriale.

Fino a metà settembre è visitabile la mostra inaugurale, ce ne parla?
All’inizio avevamo pensato assieme a Leonardo di cominciare l’attività di Rovereto con una mostra dedicata a uno o due artisti. In seguito abbiamo pensato che fosse più giusto allargare il campo e approfittarne per fare il punto sull’attività di PoliArt. Così abbiamo presentato una collettiva di tutti gli artisti che in questi ultimi dieci anni hanno contribuito a costruire la storia della galleria: Arcangelo, Agostino Bonalumi, Roberto Floreani, Riccardo Licata, Alberto Mariani, Julio Le Parc, Fernando Picenni, Alberto Biasi, Matteo Gironi, Marcello De Angelis, Paolo Conti, Luigi di Tullio, Alberto Mariani, Giovanni Lombardini, Gigi Guadagnucci, Ben Ormenese, Marco Casentini, Fausto de Nisco, Matteo Attruia, Sandi Renko e Jorrit Tornquist. Cerchiamo un equilibrio tra maestri storicizzati e giovani emergenti.

L’astrazione pittorica sembra essere al centro dei vostri interessi, è proprio così?
In realtà non c’è alcuna preclusione disciplinare. La galleria ha lavorato con artisti impegnati anche nella ricerca oggettuale, cinetica e nella fotografia. Cerchiamo sempre di accostare anche altre espressioni all’arte visiva in modo da creare nuove corrispondenze.

Che progetti ci sono per i prossimi mesi?
Ad ottobre
ci sarà una personale di Giovanni Lombardini, mentre a dicembre aprirà una mostra itinerante su Sandi Renko, per il quale abbiamo realizzato un’importante monografia e che arriverà a Rovereto dopo essere stata a Milano, in Slovenia e in Austria. Apriremo poi il 2014 con un’ampia retrospettiva dedicata a Matteo Attruia, certamente uno tra gli emergenti più interessanti nel panorama nazionale. L’idea è quella di focalizzare e approfondire, dopo questa mostra inaugurale, sui singoli artisti con cui collaboriamo.

NUOVA SEDE

GALLERIA PoliArt Contemporary
 c/o Opificio delle Idee
Località Sega, Trambileno (TN)
www.galleriapoliart.com

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