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In occasione della mostra personale, che comprende sculture e rilievi ambientali di grandi dimensioni il cui progetto è pensato appositamente per gli spazi della galleria A arte Studio Invernizzi, abbiamo posto alcune domande all’autore, l’artista Nicola Carrino…

Matteo Galbiati: Come vengono concepite le affascinanti forme delle sue opere?

Nicola Carrino: Ogni forma è un atto unico e imprescindibile, determinato dalla cultura intercorsa e dalla creatività immediata in ragione dell’occasione di intervento e del momento storico di attraversamento.

Allude al valore vitale della forma nell’attimo in cui si produce ed è producente, cosa intende?
Mi riferisco alla carica espressiva come possibilità comunicativa del prodotto realizzabile.

Anche in occasione di questa sua significativa mostra personale ha lavorato pensando ad un intervento specifico, come è nato questo progetto?
Indubbiamente da diversi fattori, dall’incontro e dalla richiesta espressami, dalle ragioni della forma preminente nei miei interessi di ricerca, come dalla specificità del luogo di intervento e dalla necessità di rendere a sua volta necessitante il prodotto artistico.

Cosa sono i Ricostruttivi e come si pongono all’interno della sua poetica?

I Ricostruttivi sono il prodotto che invera il pensiero di esprimere criticamente la realtà, determinandosi come scultura operativa, strumento agibile, trasformabile e trasformatore. Il senso del ricostruire pone oggi emergente l’attenzione alla possibilità della forma naturale e primaria.

Il suo intervento, abbiamo detto, ha sempre uno stretto rapporto significante e relazionale con lo spazio-ambiente in cui si colloca, perché questa volontà specifica?
È considerare l’uomo come determinante nel contesto di appartenenza, che non è solo spazio fisico dell’essere quanto della cultura interrelata e comunitaria.

Un aspetto particolare è anche quello che richiama il territorio e l’urbanistica come indagine conoscitiva…
L’approfondimento della ricerca nel caso particolare, non può che estendersi al territorio, nel cui ambito si connettono le emergenze urbane. L’urbanistica è scienza e condizione di vita al contempo, ragione dell’architettura e dell’arte come dell’espressione umana e consorziale.

Cosa lega scultura e luogo?

La possibilità dell’arte di essere conseguente alle condizioni sia naturali che idealmente artificiali dell’uomo in quanto inserito o creatore del contesto.

In questo caso ha parlato di atto del ricostruire per il quale è necessario tornare al semplice, a cosa si riferisce?
Ogni fenomeno è di natura complessa, ovviamente quello dell’arte e delle sue relazioni. Esprimersi nelle ragioni originarie delle cose può rendere più plausibili e immediate le possibilità di analisi e di mezzi comunicativi. Per semplice non può intendersi la banalizzazione del possibile linguaggio, quanto la resa di maggiore complessità del suo manifestarsi nella semplicità acquisita.

La sua scultura si costituisce per blocchi plastici modificabili e aperti, a cosa rimanda questa peculiare modificabilità e alterabilità?
La realtà è in continuo divenire. La trasformabilità rende possibile il rinnovamento attivo. La mia scultura attua il rigenerarsi, se vogliamo, per modificazione o alterabilità, o proprio in evidente deroga, per quanto previsto nel progetto Invernizzi, con definitiva compattazione, variante totalizzante delle sue possibilità.

In questo senso che importanza riveste la modularità?
La modularità non è solo principio generatore dei singoli elementi quanto senso della misura in ordine alle regole generali dei sistemi.

Quali nuovi progetti la stanno impegnando? A cosa sta lavorando?
I miei progetti tendono a superare le specificità settoriali delle discipline dell’arte, per manifestarsi come azioni sinestetiche interessanti la forma urbana, nella ulteriore possibilità di innesto del contemporaneo ai contesti storici. Ricerca dalla particolare angolazione che per convenzione si definisce della scultura.

La mostra in breve:
Nicola Carrino. Ricostruttivi Progetto Invernizzi 2009.2010
A Arte Studio Invernizzi
Via D. Scarlatti 12, Milano
Info: 02 29402855
www.aarteinvernizzi.it
20 maggio – 16 luglio 2010
Inaugurazione giovedì 20 maggio 2010 ore 18.30

In alto, da sinistra:
Ricostruttivo 2/10, 2010, acciaio inox molato, cm 300x225x300.
Ricostruttivo 1/10, 2010, acciaio corten, cm 75x375x487,5.
Vedute parziali dell’esposizione, A arte Studio Invernizzi, Milano. Courtesy A arte Studio Invernizzi, Milano. Foto Bruno Bani, Milano

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