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BOLOGNA | Palazzo Bevilacqua Ariosti | 24 – 27 gennaio 2013

Quando una Maddalena si sorprende in una cappella moresca

Storie, destini e linguaggi si incrociano nelle tre installazioni di Navid Azimi Sajadi a Palazzo Bevilacqua Ariosti: un’opera unica tra medio-oriente e occidente

di Luisa Castellini

«In XX Crossing Over ho sviluppato alcune complesse installazioni caratterizzate da un linguaggio metaforico e da un’estetica simbolica. Attraverso l’unione/contrapposizione fra l’estetica orientale e quella occidentale ho voluto creare un’installazione poetica, una sorta di poesia visiva».

Così Navid Azimi Sajadi, artista iraniano (classe 1982) da 7 anni in Italia, inizia a raccontare la genesi ma soprattutto la visione che permea il suo intervento, altamente site specific, a Palazzo Bevilacqua Ariosti nei giorni della kermesse bolognese.

Tre installazioni che vanno a comporre l’atto di un’opera unica che ha proprio nel dualismo tra cultura orientale e occidentale il suo baricentro: «questo tipo di relazione che l’artista riesce sempre a mettere in scena nelle sue opere, siano queste pittoriche o fotografiche, risulta qui amplificato in virtù del contesto» spiega Olivia Spatola, che insieme ad Eli Sassoli de’ Bianchi cura l’evento. E come darle torto: l’inserimento di elementi della cultura medio-orientale in questo palazzo cinquecentesco denota, infatti, un fertile senso di estraniamento. «La diversità che rappresento, sia essa culturale o religiosa, di orientamento sessuale o socio-mitologico, è da me interpretata attraverso metafore visive, un linguaggio da decodificare ma con evidenti rimandi culturali» spiega l’artista.


Così ecco, intorno al pozzo del chiostro, ergersi una struttura a forma di stella a otto punte mentre in uno spazio ibrido, quale lo scalone di accesso, la Maddalena giacente da poco attribuita al Canova si sorprende protetta da una sorta di cappella moresca. Il suo legno disegna nell’aria forme geometriche ma evoca anche il farsi che rivela una certa, sinistra e voluta, somiglianza con il filo spinato.

La stessa che troviamo, declinata in una complessa trama simbolica che abbraccia in soluzione di continuità gli archetipi del giardino dell’Eden e dell’uovo cosmico, nell’installazione orchestrata all’interno del palazzo in un salone ove si tennero alcune sessioni preparatorie del Concilio di Trento. Queste visioni «che esplorano le tensioni, i traumi, le paure insite nella nostra società» si risolvono o dischiudono proprio qui, nel seno di un rimando all’elemento femminile, di primigenia pace e armonia. Che sia uno sguardo à rebours o un pensiero al domani a noi stabilirlo.

Navid Azimi Sajadi. XX Crossing Over
a cura di Eli Sassoli de’ Bianchi e Olivia Spatola

Palazzo Bevilacqua Ariosti
Via M. d’Azeglio 31, Bologna

Art City White Night 2013

24 – 27 gennaio 2013

Orari: giov. 24, ven. 25 e dom. 27 ore 10.00/23.00
sab. 26 ore 10.00/18.00 – 21.00/23.00

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