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Intervista a My Cat Is An Alien di Corinna Conci

Bendata, perdo il senso dell’orientamento nel viaggio che mi porta allo studio dei My Cat Is An Alien. In auto verso una meta sconosciuta e poi mani che mi accompagnano a scendere, per entrare in un luogo fresco e dal quale provengono suoni che sembrano voci di sirene: stringo gli occhi quando il foulard mi viene tolto dal viso e il blu, l’indaco, il viola delle grandi tele mi arrivano addosso. Un rapimento alieno. A tutti gli effetti. Ci sono quarzi ialini di diverse dimensioni, rocce sedimentarie, sassi fossili, che segnano dei percorsi di energia e costituiscono installazioni collegate alle vibrazioni della terra. Ci sono occhi che ti osservano e che ti proteggono, ci sono grandi scatole contenenti armi giocattolo degli anni ’50. Originali. Funzionanti. E poi c’è lui, il gatto alieno, nato da più di 200 metri di filo di ferro e presente accanto ai fratelli Roberto e Maurizio Opalio per il loro debutto nel 1998 sul palco dei Sonic Youth. Ora capisco perché Thurston Moore dice: “My Cat Is An Alien is My Cat is An Alien”. Questa è un’altra realtà.

Veduta interna dell’Alien Studio dei My Cat Is An Alien, Torino
Foto Courtesy MCIAA Archives

Veduta interna dell’Alien Studio dei My Cat Is An Alien, Torino. 
Foto Courtesy MCIAA Archives

Inizialmente Roberto aveva risposto alla mia proposta di intervista con l’idea del silenzio: immaginava pagine senza parole, lunghe circa nove anni, un tributo a John Cage e alla sua opera 4’33”. Quando poi ci accordiamo per incontrarci e organizziamo un rapimento consenziente per raggiungere lo studio, tornata a casa la sera mi accorgo che la registrazione delle domande+risposte non c’è più. Sparite le voci e spariti i suoni dal registratore rimasto acceso per ore. Come desiderava Roberto Opalio: un’intervista in silenzio che si manifesta come uno stato di puro onirismo. La mia memoria va alla terza traccia del doppio LP “The Dance Of Oneirism” (2015) firmato dai My Cat Is An Alien, colonna sonora nell’esperienza psichica della mia visita al loro studio.

My Cat Is An Alien, autoritratto nell’Alien Studio di Torino; da sinistra Roberto Opalio, Maurizio Opalio
. Foto Courtesy MCIAA Archives

My Cat Is An Alien, autoritratto nell’Alien Studio di Torino; da sinistra Roberto Opalio, Maurizio Opalio
. Foto Courtesy MCIAA Archives

La musica è il nucleo centrale del vostro lavoro, caratterizzato da una cifra intermediale e fluida che utilizza i linguaggi della fotografia e del video, della pittura e della scultura.
My Cat Is An Alien: Concepiamo la musica come il fil rouge che lega qualunque altro lavoro e media artistico che utilizziamo. Data la nostra natura di outsiders, la musica di MCIAA non ha referente alcuno se non gli stessi MCIAA. Dall’inizio della nostra carriera abbiamo pubblicato più di 200 album con le etichette del settore più rilevanti a livello internazionale, curandone ogni artwork. Per esempio il progetto “From the earth to the Spheres” (2004-2006) era volto a mettere in discussione la relazione tra arte visiva e sonora, creando un caso senza precedenti: una serie di collaborazioni su vinile la cui “copertina” era un originale dipinto mixed media creato da Roberto in 100 esemplari. Un oggetto da Museo o Galleria che forniva, nell’era imperante del CD, la possibilità di superare il confine tra arte alta e cultura pop. Aprivano e chiudevano la serie Thurston Moore e Christian Marclay. L’obiettivo era chiaro: “Music beyond Art / Art beyond Music”.

My Cat Is An Alien / Christian Marclay, From the earth to the Spheres, Vol.7, split ART LP (2006)
FOTO: Courtesy MCIAA Archives

My Cat Is An Alien / Christian Marclay, From the earth to the Spheres, Vol.7, split ART LP (2006)
. Foto: Courtesy MCIAA Archives

La vostra arte e il materiale con il quale la costituite comunicano un contatto tra voi e lo spazio, inteso come territorio ma anche come sistema solare e oltre, l’ “outer space” come lo definite voi.
Maurizio Opalio
Tutto ciò che proviene dal cosmo e che ha originato questo pianeta prima o poi torna in superficie. Quando mi trovo su vette di oltre 3.000 metri, raccolgo frammenti di roccia che attirano la mia attenzione: andranno a costituire installazioni di mio fratello e mie, sulle quali dipingo a inchiostro un alfabeto quasi medianico che chiamo “scrittura cosmogonica”.

Il vuoto è un concetto che riecheggia spesso nella vostra poetica, a partire dal titolo del doppio LP del 2006 “Greetings from the Great Void” per arrivare allo scritto firmato da Roberto, contenuto nel cofanetto triplo CD “What Space Is Made For” (2011).
Roberto OpalioIl “Grande Vuoto” è l’area più estrema e non-finita di spazio che racchiude e permea tutto l’esistente. Rappresenta anche la dimensione di assoluta incolmabilità psico-esistenziale. È il senso stesso della nostra arte e musica. No-Mind. Total Freedom. La natura ontologica delle nostre creazioni. Nella nostra musica i ruoli miei e di mio fratello sono, allo stesso tempo, totalmente antitetici e complementari: tramite simpatetici canali invisibili di interconnessione e decostruzione forgiamo estensioni poetiche che collassano e riaffiorano dallo strapiombo del Grande Vuoto. Il nostro lavoro è un ponte tra arte primordiale e ciò che si spinge oltre il futuro. Pur vivendo totalmente il presente, qui e ora.

Roberto Opalio, Alien Guitar Case #18, dettaglio, 2010, mixed media in custodia di chitarra, cm 120x50x40
FOTO: Courtesy MCIAA Archives

Roberto Opalio, Alien Guitar Case #18, dettaglio, 2010, mixed media in custodia di chitarra, cm 120x50x40
. FOTO: Courtesy MCIAA Archives

Siete stati invitati ad attivare musicalmente il Padiglione Francia della 57. Biennale di Venezia durante i tre giorni di vernissage. Come è andata questa esperienza?
My Cat Is An Alien
Siamo stati chiamati da Xavier Veilhan, su suggerimento di Christian Marclay in veste di curatore, a inaugurare il Padiglione francese trasformato in un enorme studio di registrazione. Conosciamo Christian dal 2002, entusiasta dell’LP pubblicatoci da Thurston Moore, e considerando l’approccio performativo potente e radicale di MCIAA lo ha ritenuto adatto ad attivare Studio Venezia. Veilhan ci ha lasciato carta bianca e tutti i feedback di shock positivo nei nostri confronti hanno ripagato la sua fiducia. Dopo aver suonato due strutture sonore dei fratelli Baschet, il Direttore della Fondazione ci ha subito proposto una collaborazione in Francia, e la loro discendente si è commossa vedendo in noi lo stesso spirito di ricerca con cui i fratelli Bernard e François avevano creato questi strumenti negli anni ’50.
Siamo radicali compositori istantanei: la musica deve vivere l’istante, hic et nunc, senza che nulla sia stabilito, né concepito verbalmente o mentalmente. Perciò abbiamo vissuto l’esperienza di Studio Venezia come spazio di registrazione “totale”, in cui l’interazione con il pubblico doveva far parte integrante dell’atto creativo e delle registrazioni stesse.

My Cat Is An Alien, live performance a Studio Venezia (2017) di Xavier Veilhan, 57° Biennale Arte Venezia
FOTO: Studio Venezia (2017) by Xavier Veilhan
© Photo Diane Arques / Veilhan / ADAGP, Paris, 2017

My Cat Is An Alien, live performance a Studio Venezia (2017) di Xavier Veilhan, 57° Biennale Arte Venezia. 
FOTO: Studio Venezia (2017) by Xavier Veilhan
© Photo Diane Arques / Veilhan / ADAGP, Paris, 2017

Quali sono i vostri prossimi progetti?
My Cat Is An Alien: È appena uscita la prima monografia d’arte su MCIAA “the other sound of art” (Kappabit). La prossima mostra (“Oltre il libro d’artista”) sarà tesa a scardinare tutti i parametri precostituiti legati al concetto di private press artists’ books, dopo anni di art editions anche in ambito fonografico. Stiamo inoltre lavorando ad un ambizioso progetto discografico e museale riguardante le registrazioni di Studio Venezia, in cui le composizioni istantanee verranno ricontestualizzate trasformandone la propria natura ontologica.

My Cat Is An Alien (MCIAA). Progetto dei fratelli Maurizio e Roberto Opalio. Il duo si forma a Torino a fine 1997, prima di trasferirsi in una remota e segreta regione delle Alpi Occidentali. MCIAA è un’entità intermediale che ingloba musica sperimentale in forma di composizioni istantanee, sciamaniche live performance audiovisuali, film e video di “poesia cinematica”, pittura, installazione, fotografia, design, scrittura e poesia, edizioni fonografiche d’arte e libri d’artista. Considerati “outsider”, l’originalità e la mole del loro universo artistico gli valgono la copertina di The Wire. Contano oltre 200 dischi licenziati in tutto il mondo dalle più prestigiose etichette d’avanguardia. Sono ospiti dei maggiori festival musicali e mostre museali internazionali, tra cui Sonic Youth etc.: Sensational Fix (2008-2012). Hanno collaborato con artisti del calibro di Thurston Moore e Christian Marclay. Nel 2017 hanno inaugurato per Xavier Veilhan il Padiglione francese alla 57. Biennale d’arte di Venezia.
Info: www.mycatisanalien.com

Eventi futuri:
Performance intermediale: My Cat Is An Alien

Trafó House of Contemporary Arts, Budapest (HU)

Trafó Grand Hall, UH Fest 2017

7 ottobre 2017, ore 18.00

www.trafo.hu



Presentazione catalogo e live performance: “My Cat Is An Alien. The other sound of art”

Circolo della Stampa, Palazzo Ceriana Mayneri, Torino

15 novembre 2017, ore 21.00

www.palazzocerianamayneri.it



Personale: My Cat Is An Alien “Oltre il libro d’artista”
Galleria Libreria Antiquaria Freddi, Torino
16 – 30 novembre 2017
Inaugurazione giovedì 16 novembre ore 18.00

www.antiquafreddi.it

Galleria di riferimento:
CONTACT artecontemporanea, Roma
www.galleriacontact.it

 

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