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VALENZA (AL) | Galleria Lara&Rino Costa | 18 marzo – 30 aprile 2017

Mediante un percorso di opere ed installazioni scultoree, Beatrice Gallori è in mostra alla galleria di Lara&Rino Costa di Valenza mettendo lo spettatore a contatto con M(OTHERS): una nuova percettibilità che porta alla visione di sé e contemporaneamente degli altri. In primo piano le diverse unioni cellulari che divengono “mothers” con gli individui che le ospitano “others”…

Beatrice Gallori, particolare, installazione tic tan andis life tecnica mista su tela, tic tac, vetro, gel 100x150x20, 2017

Beatrice Gallori, particolare, installazione tic tan andis life tecnica mista su tela, tic tac, vetro, gel 100x150x20, 2017

Alessandra Frosini in Indistinti confini, il testo critico che accompagna la mostra, esprime tutti gli elementi costitutivi della poetica di Beatrice Gallori:

«Il mondo è fatto di poche piccole cose, di eventi che investono la realtà, di rapporti e movimenti sottili, tesi fra desideri grandi e minuscoli.
Le opere di Beatrice Gallori sono l’espressione di un accadimento, che include il tempo come persistenza e che mostra una sola dinamica che lo può generare: il contatto.
In M(OTHERS) la Gallori analizza i modi in cui il contatto modifica le cose, definisce nuove forme e identità, opera metamorfosi, attraverso l’idea di una “cellula madre” che contiene in sé il legame indissolubile di elementi diversi: io e l’altro. Lo fa cercando di capire, in ogni fenomeno o evento, cosa in esso muti contraendosi o, al contrario, dilatandosi, riflettendo in termini di flessibilità o rigidità, accoglienza o repulsione, confronto o scontro. Lo fa nella convinzione che materia ed esseri viventi possono reagire al contatto con l’altro in un’infinità di modi diversi, ma non possono evitarlo.

Beatrice Gallori, particolare MINDbacteriattery tecnica mista su polimero e plexiglas, 110x100x46, 2017

Beatrice Gallori, particolare MINDbacteriattery tecnica mista su polimero e plexiglas, 110x100x46, 2017

Il movimento cellulare viene catturato per ingrandimento e dilatazione e la superficie dell’opera viene ampliata da volumi elastici fatti di forme organiche che fuoriescono, traboccano, che si compongono in ritmi sincopati, creati dal succedersi delle superfici scultoree di resina monocroma lucida o opaca o dalle trasparenze di lastre in cui si materializza il segno grafico. Cellule e batteri vengono intesi come minime unità d’analisi, che attraverso l’autofagia o la replicazione ridisegnano i propri confini e il proprio mondo, rinnovandone i legami sottesi.
Il ritmo si crea sul contrasto degli opposti, sui concetti di naturale e artificiale, di presenza e assenza, attuato con un uso quasi esclusivo del bianco e del nero, cadenzato dalla luce di alcuni monocromi in oro, in argento e in un rosso inquieto ed energico. Il ritmo si colma e l’opera s’inserisce nella realtà, facendo rimbalzare la nostra mente tra dato reale e astratto, figurazione e trasfigurazione: la realtà è quella che immaginiamo e lo spazio effettivo occupato dall’opera d’arte non è quello fisico, ma quello invisibile e immateriale […]».

Beatrice Gallori
testo critico di Alessandra Frosini

18 marzo – 30 aprile 2017
Inaugurazione sabato 18 marzo ore 18.00

Galleria Lara&Rino Costa
Via Ariosto n. 6 15048 Valenza (AL)

Info: + 39 0131 950777
info@galleriarinocosta.it
www.galleriarinocosta.it

 

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