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MILANO | fieramilanocity | 31 marzo – 2 aprile 2017

Questa mattina la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione di miart. Il direttore artistico Alessandro Rabottini, nei giorni scorsi, ci ha esposto a chiare lettere il progetto di una fiera che negli ultimi anni ha decisamente cambiato volto… Le novità nel format e le nuove collaborazioni hanno portato ad un arricchimento dell’offerta proposta da miart, per l’edizione edizione, che apre al pubblico domani, suddivisa in 6 sezioni, con un allargamento del periodo di realizzazione delle opere proposte, che spaziano da tutto il XX secolo fino ai giorni nostri e includono anche il design a tiratura limitata…

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La crescita esponenziale delle fiere d’arte a livello internazionale negli ultimi dieci anni ha cambiato la sorte del mercato dell’arte, sempre più indirizzato a considerare la fiera come luogo imprescindibile per far conoscere gallerie ed artisti al mondo collezionistico e agli addetti ai lavori. Cosa differenzia MIART dalle altre fiere d’arte?
Miart è una fiera che privilegia la qualità sulla quantità, e la cui scala, che io definisco sempre “umana”, permette alle persone di guardare con attenzione, parlare, informarsi, conoscere. È una fiera dove scoprire tanto nuovi talenti quanto visioni inedite sull’arte del passato. Una fiera che ambisce a raccogliere in sé, dei molteplici settori che essa tocca, esempi di qualità.
Nello specifico, miart 2017 è pensata come una precisazione e un approfondimento della struttura che la fiera si è data dal 2013 a questa parte. Una fiera non è una mostra, e in questo senso bisogna lavorare sulla solidità dell’intera macchina, non bisogna pensare di poterla affrontare solo come un’impresa curatoriale. I nostri punti di forza, quindi, sono quelli che fino ad ora ci hanno distinto e che sono esclusivi di miart, almeno per quanto concerne la situazione italiana: innanzitutto la compresenza di arte contemporanea e arte moderna come le due anime che compongono la fiera e che dialogano costantemente. Quindi un lavoro sempre più preciso sull’arte storica, un’offerta cronologica che parte dei primi anni del secolo scorso e che arriva ad oggi, una selezione molto forte di gallerie attive nel contemporaneo e l’attenzione per il design d’autore e in edizione limitata nella sua valenza culturale e di collezionismo. A questo si aggiunge la nuova sezione “On Demand”, che porterà in fiera opere che non sempre vediamo negli stand, ovvero opere che per “vivere” hanno bisogno della partecipazione diretta di chi le possiede, un nuovo ciclo tematico di miartalks che confermerà l’assetto ormai istituzionale di questo appuntamento e nuovi premi che andranno ad arricchire il palinsesto dei riconoscimenti per gli artisti e gli espositori.

Shelagh WAKELY 
The Inside and Outside of a Bowl, c. 1979
Stone slab, unfired clay, plaster, blue and white pigment
20 x 10 cm each, approx. Courtesy Richard Saltoun

È il modo per attirare nuovi compratori e allargare il raggio d’azione?
Il collezionismo oggi è ampio, variegato e trasversale almeno quanto l’offerta espositiva. A questa ampiezza di interessi da parte del collezionismo miart cerca di rispondere attraverso un’altrettanto ampia selezione di gallerie, periodi storici e ambiti di interesse, spaziando dall’arte del secolo scorso fino alle sperimentazioni delle ultimissime generazioni, passando attraverso il design d’autore e in edizione limitata. Il collezionismo oggi è fatto di contaminazioni e di attraversamenti, ed è per questo che a miart abbiamo creato sezioni e percorsi che pongono in dialogo il passato col presente, e che guardano al futuro con un occhio alla storia. Il nostro, lo ribadisco, è un pubblico trasversale che spazia dai collezionisti di arte moderna ad appassionati di ultime tendenze, ed in entrambi i casi è un pubblico molto preparato e molto consapevole, per cui è il giudice più attento del nostro lavoro. Quello che cerchiamo di offrire loro è una moltitudine di percorsi interni alla fiera in cui sarà possibile vedere come opere, artisti, movimenti – se compresi all’interno di una molteplicità di prospettive – possono costruire insieme narrazioni coerenti e non episodi a sé stanti.

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Nello statement di quest’anno si legge che “l’obiettivo è quello di iniziare un percorso che porti miart ad essere attiva nella produzione moderna e contemporanea durante tutto l’anno e non solo nei tre giorni dell’evento fieristico”. In che modo l’attività avrà continuità durante l’anno? Intende coinvolgere la città e/o realtà economiche presenti a Milano?
Quello che mi auguro è di confermare, attraverso l’internazionalità sempre più forte di miart 2017, la centralità di Milano come capitale della cultura e della creatività in Italia, oltre che di offrire una fiera solida, ma in grado di avere uno sguardo fresco anche su quegli aspetti dell’arte che crediamo di conoscere. L’arte è sempre in movimento e così la nostra prospettiva su di essa, e su questo dinamismo miart 2017 cerca di costruire nuove strade che vadano oltre le quattro giornate dell’evento, ma che appunto consentano alla fiera di diventare uno dei player di settore in città, per 365 giorni all’anno.


miart 2017

31 marzo – 2 aprile 2107
anteprima stampa giovedì 30 marzo 2017, ore 11.00

fieramilanocity | gate 5, pad. 3
viale Scarampo, Milano

Info: +39 024997.1
miart@fieramilano.it
www.miart.it

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