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LUGANO (SVIZZERA) | MASI Lugano | 12 febbraio – 28 maggio 2017

di MATTEO GALBIATI

La mostra che il Museo d’arte della Svizzera Italiana di Lugano dedica a Meret Oppenheim (1913-1985) vuole porsi l’importante scopo di rivalutare, percorrendone tutta la storia artistica (anche nelle fasi meno conosciute), la figura e il ruolo di una delle maggiori interpreti dell’arte del secolo scorso che, nonostante la presenza nei principali musei internazionali e nelle più prestigiose collezioni, ancor oggi non ha la giusta considerazione e conoscenza da parte di un pubblico ampio e diffuso.

Meret Oppenheim, Bon Appetit, Marcel (La regina bianca), 1966, materiali vari, 32x32x10 cm, Collezione privata

Meret Oppenheim, Bon Appetit, Marcel (La regina bianca), 1966, materiali vari, 32x32x10 cm, Collezione privata

Se è nota soprattutto per essere stata musa e modella per molti artisti – specialmente per i grandi nomi del Dada e del Surrealismo – della sua generazione, rimane vero che questo ruolo ha spesso adombrato la peculiarità del suo stesso lavoro di ricerca che, per visionarietà, desiderio di emancipazione e intuizioni ha costituito una delle pagine più interessanti dell’arte contemporanea del secolo scorso; un’arte la sua capace di influenzare non solo i suoi compagni di strada, ma anche molto dell’immaginario delle generazioni a loro successive.
Il percorso che il museo ticinese ha predisposto segue un ordine cronologico, documentando ogni registro espressivo, ogni variazione poetica, ogni inflessione creativa di Oppenheim a descriverne con misura attitudini, inclinazioni e riflessioni nello spettro ampio della sua variegata e diversissima visione.

Meret Oppenheim, Tisch mit Vogelfüssen (Tavolo con zampe d‘uccello), 1939/1982, piano: legno intagliato e dorato; piedi: bronzo, 62.5x67.3x52.5 cm, Collezione privata

Meret Oppenheim, Tisch mit Vogelfüssen (Tavolo con zampe
d‘uccello), 1939/1982, piano: legno intagliato e dorato; piedi: bronzo, 62.5×67.3×52.5 cm, Collezione privata

Presente e attiva sulla scena artistica fin dai primi Anni ’30, la sua vena espressiva ha attraversato i diversi decenni del Novecento riuscendo a codificarsi per una sua identità esclusiva e indipendente e, sebbene, come detto, fosse vicina ad altri artisti delle Avanguardie, ha saputo mantenere indipendente il suo sguardo, evitando di chiudersi in etichette definite ed esclusive.
Se in lei si leggono comunque temi ricorrenti e frequenti, la produzione dell’affascinate artista, che con la sua bellezza misteriosa ed androgina, fuori da convenzionalità, sedusse l’ispirazione di personalità come Man Ray, resta legata al suo carattere esuberante e deciso: Man Ray stesso, ma anche Marcel Duchamp, Max Ernst, Alberto Giacometti, René Magritte e molti altri, sono i contrappunti di un dialogo che nelle diverse sale facilita la lettura di legami radicati e mai casuali.

Meret Oppenheim, Porträt mit Tätowierung (Ritratto con tatuaggio), 1980, fotografia con intervento a pochoir, 29.5x21 cm, Collezione privata

Meret Oppenheim, Porträt mit Tätowierung (Ritratto con tatuaggio), 1980, fotografia con intervento a pochoir, 29.5×21 cm, Collezione privata

Il centinaio di opere che compongono l’esposizione del MASI identificano proprio questi rapporti fitti e intrecciati tra la Oppenheim e i suoi “colleghi” e, nel percorso tematico in cui si collocano, avvicinano le sue trasfigurazioni, estreme e stupefacenti, dense di interrogativi e vivaci per la loro immediatezza, alle latenze delle istanze che la storia artistica imponeva alla sua epoca.
La verità che emerge traccia un profilo ricco e poliedrico di un donna che ha saputo affermasi con forza, sempre sottolineando la propria indipendenza, attraverso una presenza estroversa ed estrosa, rintracciabile in ogni frangente del proprio processo creativo. Ritrovano, nella sua lettura del mondo, un fare che trasfigura la natura, la terra, il cosmo… e, manipolandone l’essenza, sa restituire realtà inattese che diventano affermazioni tangibili e credibili.

Meret Oppenheim. Opere in dialogo da Max Ernst a Mona Hatoum
a cura di Guido Comis
in collaborazione con Maria Giuseppina Di Monte
partner Credit Suisse
sponsor tecnico Magazzini Generali con Punto Franco SA
catalogo Skira bilingue italiano-inglese con testi di Guido Comis , Martina Corgnati, Bice Curiger, Maria Giuseppina Di Monte, Heike Eipeldauer, Josef Helfenstein, Daniel Spanke

12 febbraio – 28 maggio 2017

LAC Lugano Arte e Cultura
MASI Lugano
Piazza Bernardino Luini 6, Lugano (Svizzera) 

Orari: da martedì a domenica 10.00-18.00; giovedì 10.00-20.00; chiuso il lunedì
Ingresso intero CHFr15.00; ridotto AVS/AI, over 65 anni, gruppi, studenti 17-25 anni CHFr.10.00; ingresso gratuito under 16 anni e la prima domenica del mese; biglietto combinato con Palazzo Reali intero CHFr18.00; ridotto AVS/AI, over 65 anni, gruppi, studenti 17-25 anni CHFr12.00; collezione permanente gratuito 

Info: +41 (0)58 866 4230
info@masilugano.ch
www.masilugano.ch

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