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BERGAMO | BACO Arte Contemporanea | 24 settembre – 25 ottobre 2015

di ROSANGELA COTI

Sacchetti, etichette e fili colorati condensati in secchi di cemento armato; cellophane e carta da imballaggio raccolti in un armadio: l’autunno bergamasco si apre con la personale raccolta di May Hands, giovanissima artista inglese invitata da Baco Arte, in collaborazione con Gamec, a raccontare la propria “dipendenza”.
I have an addiction esplora la predilezione dell’artista per l’appropriazione di oggetti comuni, trovati, raccolti e adottati.
Il secondo piano della Domus Magna, già sede della MIA-Congregazione della Misericordia Maggiore, ospita il frutto della residenza di Hands in città e di un percorso che si è snodato tra Londra, Napoli e Roma, in cui è in corso “Freschissimi”, l’altra personale italiana allestita alla galleria T293.

May Hands, I have an addiction, Baco Arte Contemporanea, Bergamo. Foto: R. Coti

Nelle sale dedicate troviamo le opere realizzate con i materiali incontrati e adoperati dall’artista, testimonianze di un’esplorazione urbana e di un rapporto con l’oggetto e con il territorio; documenti di un tempo e di uno spazio attraversato e indagato, diario in forma scultorea di un viaggio e di una scoperta. È un’indagine ambientale che non indugia in segni lasciati nello spazio, ma che ne raccoglie le tracce, cristallizzate dall’artista nei suoi lavori.

May Hands, I have an addiction, Baco Arte Contemporanea, Bergamo. Foto: R. Coti

Nei primi due ambienti, fogli, stoffe e nastri di nylon per impacchettare sono impastati al cemento o sono legati insieme gli uni agli altri a formare trecce appese o adagiate sul pavimento; nella terza sala, nell’armadio straripante di plastica riconosciamo veline colorate, che ci parlano di un frutto e di un luogo. Contenitori utilizzati per raccogliere e conservare, sono riservati ora a materiali condannati a diventare spazzatura, scelti come pezzi di reimpiego e catapultati dentro un’opera d’arte che ne rivaluta destino e valore. Viene sa chiedersi se un oggetto diventi spazzatura solo quando lo gettiamo. E se lo raccogliamo?

May Hands, I have an addiction, Baco Arte Contemporanea, Bergamo. Foto: R. Coti

È un progetto che guarda alla cultura dei consumi, non già ai prodotti, ma a quello che ne resta, ai packaging abbandonati più pop del pop, che regala al trash un’allure leggera e nostalgica e che evidenzia un’indissolubile e ricercata relazione tra scarto e bellezza: dalla selezione dei materiali al posizionamento nel contesto settecentesco l’artista ci parla dell’effimero, sull’orlo tra incanto e immondizia.

È forse una mostra un po’ nascosta, ma che vale una visita e che in forma delicata e personale ci racconta una storia attraverso gli oggetti scelti, nella qualità e nell’ordine che vengono riassegnati loro.

May Hands. I have an addiction
a cura di Valentina Gervasoni, Stefano Raimondi, Mauro Zanchi
con la collaborazione di Elsa Barbieri e Andrea Natali

24 settembre – 25 ottobre 2015

BACO Base Arte Contemporanea
Via Arena 9, Città Alta, Bergamo

Orari: sabato – domenica: 10.30 – 12.30 | 15.00 – 18.00
Altri giorni solo su appuntamento

Info: info@bacoartecontemporanea.it
http://bacoartecontemporanea.it/


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