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INTERVISTA DI ELENA BALDELLI

Mattia Ruggeri presenta da mc2 gallery I colori del cosmo, serie fotografica nata dagli esperimenti di luce effettuati dall’artista, in un ambiguo circolo che percorre il visibile e l’invisibile.  Abbiamo intervistato Mattia Ruggeri per farci spiegare i meccanismi della magia creatrice del suo cosmo…

Elena Baldelli: Osservando alcuni dei tuoi lavori, personalmente, mi pare di intravedere nei cieli stellati una funzione scenografica; come se fossero luoghi (o non-luoghi) nei quali debba avvenire qualcosa. La scenografia è sempre la stessa, cambiano gli avvenimenti e i soggetti: il cosmo come contenitore. Quello che ti chiedo è… contenitore di cosa?
Mattia Ruggeri:
Il cosmo è il contenitore del non finito, come si può dire di un buon disegno preparatorio coi suoi abissi. E’ mio desiderio che le opere d’arte non siano mai finite, per contro accade sovente al principiante di finire troppo l’opera. Lo spettatore stesso davanti al non finito entra in difficoltà come non sono a proprio agio lo spazio e il tempo in un cosmo.

Il colore assume un ruolo importante tanto da essere inserito nel periodo che introduce la personale da mc2gallery… “I Colori del Cosmo”. Potresti parlarmi dell’utilizzo, sia tecnico che concettuale, che fai del colore?
Diciamo i “Colori nel Cosmo”? Non sono in grado di parlare del colore ma della loro temperatura che posso scaldare o raffreddare con ciò che trovo già, aiutandolo: un rosso sul rosso o un verde sul muschio giò verde che incontro in corso d’opera nell’illuminare una corteccia. Questo aumenta la separazione tra i colori, caratteristico dell’astronomia. L’universo è uno spazio non continuo, la continuità è propria solo delle realtà particolari come sulla superficie dei pianeti dove i colori s’impastano all’interno delle loro atmosfere. Nella mia opera si respira una realtà cromatica non continua, come in assenza di atmosfera.

Credo di aver capito che ogni tuo lavoro fotografico nasca essenzialmente grazie all’utilizzo “controllato” della luce… Quindi cosa c’è e cosa non c’è aldilà dello scatto? Cos’è fisicamente presente e cosa decidi di rendere visibile solo sulla pellicola?
Fotografare ossia foto-grafire, disegnare con la luce sarebbe come indica l’etimo la vera occasione di questa tecnica artistica; una via mediana: non si mette come in pittura, non si toglie come in scultura ma si cavano fotoni all’invisibile, nel vuoto apparente. A dire che ciò che rende importante una qualsiasi fotografia è la quantità di invisibile che essa trasporta; un alimento col tempo in aumento fino a creare una vera e propria sete nell’occhio. Immaginiamo di poter avere un’istantanea, anche mal fatta all’epoca di Atlantide, quanto invisibile porterebbe con sé.



Quali “attrezzi” contribuiscono alla realizzazione dell’opera. Cosa utilizzi e come lo utilizzi?
Nulla avviene prima che l’otturatore sia aperto, solo fasi di studio, molto studio, giorni di preparazione; a volte posso fare prima alcuni segni per orientarmi nell’oscurità. La differenza è che fotografo davanti alla macchina non dietro come accade di solito, e sempre dentro all’immagine non illuminato, invisibile. In mano tengo le stelle (torce), piccole, ma fonti di luce che avvicinate ad un oggetto lo riportano in sospensione, in volo.

Lavori sia con la fotografia che con la scultura. Quali sono gli aspetti che accomunano questi due mezzi e in cosa si contraddistinguono (sempre parlando del tuo modo di lavorare e della poetica che sta dietro ad ogni lavoro)?
Le accomuna il muovere con le mani nelle tre dimensioni, che sia argilla, legno o luce. Le mani sembrano le orecchie dell’anima se mosse con cautela, ma il risultato nell’opera quando riesce possono essere ben che vada delle ombre che partono dal campo dell’arte: quelle mosse che non paiono né scultura né pittura ma sono cariche della profondità dei primitivi.

Hai già in programma progetti futuri?
Figli e mezzi figli. Le opere sono mezzi figli.

La mostra in breve:
Mattia Ruggeri
I colori del cosmo

a cura di Claudio Composti
mc2gallery
Viale Col di Lana 8 (4°cortile), Milano
Info: +39 02 87280910
www.mc2gallery.com

Inaugurazione martedì 28 giugno 2011, dalle
18.00 alle 21.00
28 giugno – 29 luglio 2011

In alto:
Albero Cosmico, 2009, fotografia manuale a lunga esposizione, stampa inkjet, cm 140×194. Pezzo unico.
In basso, da sinistra:
Trono, 2008, fotografia manuale a lunga esposizione, stampa inkjet, cm 156×123. Pezzo unico
Stufa, 2009, fotografia manuale a lunga esposizione, stampa inkjet, cm 150×110. Pezzo unico

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