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CASERTA | Galleria Nicola Pedana | 20 novembre 2017 30 gennaio 2018

Intervista a MATTEO MONTANI di Matteo Galbiati

Abbiamo intervistato Matteo Montani (1972), la cui pittura da sempre ci appassiona per l’intensità della sua misura lirica tesa tra apparizione e dissolvimento, in occasione della sua personale intitolata Unfolding alla Galleria Nicola Pedana di Caserta per la quale l’artista ha presentato, da poco, anche una scultura alla Reggia di Caserta.
Montani rivela in queste nuove opere la forza dello svelarsi lento dei valori trasformativi e rigenerativi della sua pittura che, coerentemente con i lavori precedenti, sanno trasferire l’essenza della visione nei diversi gradi delle suggestioni percettive che si distillano guardandole.
In attesa della presentazione della pubblicazione dedicata al progetto presso il museo MADRE di Napoli, l’artista ci ha gentilmente concesso, nonostante fosse nel pieno della realizzazione del suo walldrawing, il tempo per questa breve ma intensa conversazione:

Matteo Montani. Unfolding, work in progress del wall painting, Galleria Nicola Pedana, Caserta

Matteo Montani. Unfolding, work in progress del wall painting, Galleria Nicola Pedana, Caserta

Su quali contenuti si basa questa mostra? Quali opere presenti?
Il contenuto principale di questo progetto è la latenza, che si manifesta nelle condizioni di apparizione e soprattutto di scomparsa. L’apertura è verso l’occhio, il nostro occhio, che, come nel mito di Core, vedendosi riflesso nella pupilla di Ade fa esperienza della sua mortalità. Core coglieva un Narciso mentre dall’invisibile regno sotterraneo Ade apparve. Il narciso potrebbe essere interpretato, nel nostro caso, come l’opera d’arte….

Stai lavorando anche ad un grande intervento site-specific che ti sta molto a cuore, ci sveli di cosa si tratta?
È un’opera difficile e piuttosto ambiziosa, che ho in mente da anni (e anni). Si tratta di un wall painting, in realtà un “wall scrapig off” dal momento che le figure sono ottenute mediante abrasione sulla parete precedentemente preparata a strati di diversi toni di blu. Una volta tirate fuori le figure – che dunque appartengono al muro – le ricopro con diverse mani di calce e latte cosi da farle scomparire… e solo bagnando la parete queste riaffioreranno, per poi scomparire ancora, una volta che il muro sarà completamente asciutto.

Matteo Montani, Unfolding, 2017, olio su carta abrasiva su tela, 200x140 cm

Matteo Montani, Unfolding, 2017, olio su carta abrasiva su tela, 200×140 cm

Come è cambiato nel tempo il rapporto con il colore?
Non molto: ho attraversato lunghe fasi monocrome per poi esplodere con gli ori e le policromie. Oggi forse posso dire che sto usando il colore ancora di più per lavorare sulla sua componente epifanica.

Ti sposti tra evanescenza, rarefazione e dissolvenza e concretezza disvelamento, apparizione: quali sono le coordinate di senso che toccano lo sguardo dell’osservatore?
Io credo che il senso più proprio a questo lavoro sia per l’appunto lo sguardo stesso. Per una volta l’occhio oltre a muoversi sulla superficie bidimensionale dell’opera, è anche chiamato ad un coinvolgimento dove entra in gioco il tempo e il mutamento della percezione. Devo dire che fui folgorato da Blue di Derek Jarman, quando a un certo punto mi accorsi che a forza di fissare quello schermo blu, l’occhio cominciava a vedere autonomamente macchie, figure, movimenti…

Matteo Montani. Unfolding, performance, Galleria Nicola Pedana, Caserta

Matteo Montani. Unfolding, performance, Galleria Nicola Pedana, Caserta

Cosa vuole, in definitiva, raccontarci la tua pittura?
In questa mostra la pittura ci racconta tante cose. Oltre a quello che abbiamo già detto, qui, sottraendosi ci parla anche della salvaguardia dell’immagine…

Ci sono modelli, maestri, ricerche che ti ispirano e guidano?
Oggi guardo con attenzione tutto ciò che è processuale ed esce un po’ fuori dagli schemi pur inserendosi in una tradizione. Non so farti dei nomi precisi, da Shitao nel 1600, passando per Munch e poi Eliasson, Turrel… ci sono artisti che usano l’attimo, la metamorfosi, l’accadimento…

Quali sono i tuoi desIderi da realizzare? Futuri progetti?
Mi piacerebbe far comparire un arcobaleno, con questa tecnica, su un muro di una città.

Matteo Montani. Unfolding
a cura di Alessandra Troncone

20 novembre 2017  30 gennaio 2018
Inaugurazione domenica 19 novembre ore 17.30
Presentazione della pubblicazione MADRE, Napoli, 20 dicembre 2017 ore 18.00

Galleria Nicola Pedana
Piazza Matteotti 60, Caserta

Orari: da martedì a sabato 10.00-13.00 e 16.30-20.00; venerdì 16.30-20.00

Info: +39 392 6793401
+39 0823 322638
gallerianicolapedana@gmail.com
www.nicolapedana.com

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