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Dal 12 al 18 aprile Milano si rianima, per l’appuntamento annuale con il superlativo Salone del Mobile che, partendo dalla sede istituzionale dei rinnovati spazi di Rho Fiera, si estende poi alla miriade di eventi Fuorisalone. Fra questi un evento particolare, visitabile tramite parola d’ordine, diffusa però il più possibile; un evento rigorosamente fuori dai percorsi consigliati dalla rivista Interni, che coinvolge il poliedrico Massimo Giacon sia come artista-designer, sia come musicista, godibile presso Studio Alienatio, in Ripa di Porta Ticinese 33. Realizzato in collaborazione con Superego, brand di ceramiche ultramoderne, mostrerà vecchie e nuove creazioni, in una veste inedita, corredate dai video di Fabio Bozzetto e Diego Zucchi (Studio Alienatio). Abbiamo fatto due chiacchiere con Massimo Giacon, per capire meglio contenuti e dinamiche.

Viviana Siviero: «Per il Salone del Mobile perché non fare qualcosa di diverso?» recita il comunicato stampa. Diverso da cosa e da chi? Quando si parla di diverso, alienato, originale e dinamico c’è sempre di mezzo l’esuberanza dell’arte di Massimo Giacon, l’inquieto istrione che salta da un ambito all’altro come una cavalletta impazzita: di cosa si tratta questa volta?
Massimo Giacon: Molto banalmente di una mostra di ceramiche, molte della quali non hanno nessuna funzione, sono delle piccole, ma neanche troppo (sono alte 80 cm.) sculture in ceramica con una tiratura di 50 copie ciascuna. È la risposta Giacon alle ceramiche policrome di quella vecchia ciabatta di Ontani.

Anche lo spazio, a partire dal suo nome, promette bene: Studio Alienatio, in Ripa di Porta Ticinese 33. Ci racconti di che tipo di realtà si tratta e che tipo di collaborazione avete avviato? Nemmeno dovrei chiedertelo: presumi di divertirti?
Con lo Studio Alienatio collaboro da un bel po’, si tratta di un micro studio video, formato da Fabio Bozzetto e Diego Zucchi, che tra l’altro sono anche i The Blass, duo musicale con cui ora, quando posso, faccio anche concerti. Di solito mi diverto al momento dell’evento, ma prima sono solo giorni di angoscia con le consuete domande: verrà abbastanza gente? Ne verrà troppa? Si ubriacheranno e distruggeranno le ceramiche? I vicini di casa chiameranno i carabinieri?

Si tratta di un evento in collaborazione con Superego design, che finanzia l’operazione: ci puoi anticipare che cosa potremo ammirare questa volta? Ho sentito parlare di un piccolo viaggio, dedicato al visitatore come una sorta di tunnel dell’orrore proiettante nel mondo del micro design contemporaneo. Dobbiamo avere paura del Signor Coniglio mannaro o cosa?

Beh, non equivochiamo, non si tratta di un viaggio nel piccolo design contemporaneo in toto, ma di un piccolo viaggio tra le mie ceramiche, che ne rappresentano una tendenza. Da temere c’è più che altro il soffitto basso della nostra cripta, che ha già mietuto diverse vittime.

«Le ceramiche di Giacon sono un utile antidoto sia alle convenzioni del design minimalista che alla ripetitività della low brow art, con i suoi personaggi soavemente diabolici e maledettamente dolenti». Con questa frase lapidaria che campeggia nel comunicato sembrate affermare molto: dove ti collochi in tutto questo o meglio dove si colloca in tutto questo la tua fantasia? Ovviamente non siamo interessati a definizioni ma a contenuti simbolici… Dove sta la tua poetica?
Sta nel progetto in sé, ovvero cos’è The Pop Will Eat Himself? A parte bisognerebbe fare un lungo discorso sulla genesi del titolo, che come tutti i buoni titoli dovrebbe contenere anche il senso del lavoro. Un tempo esisteva un gruppo musicale che si chiamava The Pop Will Eat Itself e faceva crossover tra elettronica, hip pop, rock e metal, ed aveva questo nome bellissimo Il pop si mangerà da solo, che mi sembra estremamente calzante per quel che stiamo vivendo oggi, con un pop che non ha altro riferimento se non sé stesso e che a forza di auto-citarsi non ha più ormai nulla da dire, si è scarnificato all’osso. Aver modificato “it” con “him” non è un errore grammaticale, ma una variazione voluta, in quanto il Pop non lo vedo più come un’entità astratta, ma come qualcosa fatto di carne e personalità (a volte maligna).

Ci hai promesso di suonare, sia che sprizzi gioia sia che il tuo umore sia oscuro: come non parlare di musica con te? Cosa ci dobbiamo aspettare dai The Blass in questa inaugurazione che hai affermato essere rigorosamente al di fuori dai percorsi consigliati da Interni…
Non c’è nessuna polemica, è solo che eravamo in ritardo per comparire sulla guida di Interni… E poi tutto sommato mi piaceva l’idea che questa fosse una specie di festino nascosto; fra l’altro il posto è così piccolo che in fondo meno gente viene, più sono contento.

Per entrare all’evento una scelta molto ecologica: nessun invito ma parola d’ordine come per l’orgia di Eyes wide shut! Possiamo renderla pubblica o dobbiamo tentare con Fidelio?
Tenetela nascosta. Potete però provare ad indovinare: non è vivo e fa rima con Top. Dai, non ci sono segreti, la parola d’ordine è nel comunicato stampa!!!

Ok: quindi la risposta giusta dovrebbe essere: Pop is dead… Giacon a cosa stai lavorando adesso ci puoi anticipare qualcosa a livello di progetti e produzione?
Un libro a fumetti con Daniele Luttazzi, nuovi oggetti per Alessi, un disco in vinile a tiratura extralimitata, concerti per l’estate, tatuaggi per i miei fan, una mia linea di magliette… per il resto vedremo!

Il progetto in breve:
Massimo Giacon. The Pop Will Heat Himself part Two
Studio Alienatio in collaborazione con Superego design
Studio Alienatio
Ripa di Porta Ticinese 33, Milano
Info: +39 02 89454954
www.alienatio.it
Sabato 17 e domenica 18 aprile 2010, dalle 18.00 alle 24.00
Concerto di Giacon e The Blass, a partire dalle 20.00

In alto da sinistra:
Crudista, ceramica Superego 2009
Fine della storia, ceramica Superego 2009
So Cute, ceramica Superego 2009

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