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VICENZA | Yvonne Arte Contemporanea | 9 – 31 maggio 2013
MILANO | Nhow Hotel | 16 maggio – 13 ottobre 2013

Mario Sughi, artista italiano che da molti anni vive a Dublino disegna e dipinge tutto al computer facendo uso di una tavoletta digitale. L’utilizzo di una “macchina” per la realizzazione della sua “pittura” è assolutamente coerente con un raffreddamento del mezzo espressivo in grado di ridefinire un ordine di rapporto tra l’artista e i soggetti che rappresenta. Figure, per lo più femminili, perse nello spazio. Figure concentrate in sé in ogni azione che compiono.

Ama Francis Bacon e David Hockney e dunque da una parte riflette sulla solitudine, l’ossessione, il vuoto, dall’altra muove da una diretta critica alla società, alle sue convenzioni. L’artista però dialoga anche con alcuni altri artisti, e prima di tutto con Peter Blake del quale coglie l’impaginazione sensibile, la capacità di gestire i vuoti insieme con i pieni delle figure. In Mario Sughi c’è un segno tagliente, nuovo, ricondotto ai contorni, un’invenzione del colore di una tensione costante attraverso il quale l’artista crea gli spazi, i possibili movimenti, le profondità.
In Mario Sughi c’è un segno tagliente, nuovo, ricondotto ai contorni, un’invenzione del colore di una tensione costante attraverso il quale l’artista crea gli spazi, i possibili movimenti, le profondità.

“Credo, scrive Arturo Carlo Quintavalle, che nella dimensione del nuovo racconto figurativo dell’arte inglese, ma anche dell’arte italiana, la ricerca di Mario Sughi sia importante anche e proprio per la sua capacità di arricchire la vecchia lingua della pittura con le novità di linguaggi diversi, originali, inconfondibili, di grande qualità.” Infatti Mario Sughi apre un dialogo con la Pop Art inglese rifondandone alcuni statuti attraverso il ricorso alle strategie linguistiche del fumetto, dell’affiche e dell’illustrazione. Osserviamo composizioni semplici, pulite, con pochi elementi, spesso con un affascinante orizzonte nel background. In ogni opera si apre uno spazio che continua oltre il limite del quadro, è sempre uno spazio infinito da cui risalta ancora di più l’importanza della figura umana e del suo “smarrimento-ritrovamento”.

Il titolo, Il colore del tempo è suggestivo e apre al nostro pensiero innumerevoli possibilità di sviluppo. Il tempo nelle opere di Mario Sughi è anche dato dal colore, da sfumature e velature in eleganti e suggestivi accostamenti. A volte è un colore pastello, a volte è un colore più forte. È il colore del nostro tempo.

Mario Sughi, nato a Cesena nel 1961, vive e lavora a Dublino. Presentato in diverse gallerie di tutto il mondo: da Los Angeles a New York, da Roma a Milano, da Bruxelles a Berlino, i suoi lavori hanno disegnato le illustrazioni di innumerevoli riviste e siti web includendo Mario Sughi tra i 200 migliori illustratori mondiali. Nel 2011 è stato protagonista alla 54. Biennale di Venezia nel progetto “The Italian Pavilion in the Word” presso l’istituto italiano di Cultura a Dublino ed è stato selezionato in prestigiose rassegne internazionali tra cui l’”Annual American Illustrators”, l’“Aesthetica Magazine – Creative Works” di Londra e “200 Best Illustrators worldwide 2009/2010”

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Mario Sughi (aka nerosunero). Il colore del tempo

9 – 31 maggio 2013

Yvonne Arte Contemporanea
Contrada Porti 21, Vicenza

Orari: martedì – sabato 15.30 | 19.30 o su appuntamento

Info: +39 393 9060790
info@yvonneartecontemporanea.com
www.yvonneartecontemporanea.com


Reality Fluids
(collettiva)

16 maggio – 13 ottobre 2013

Nhow Hotel
via tortona 35, Milano

Info: www.nhow-hotels.com

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