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MILANO | Prometeo Gallery | 30 gennaio – 7 marzo 2014

di GINEVRA BRIA

Il percorso espositivo e la performance (della durata di circa trenta minuti) alla Prometeogallery di Milano, dal titolo Agent/Enconding/Flow, tolgono una dimensione ai corpi reali, rendendo magica, quasi virtuale, la loro presenza, coreografata da una precisione minuziosa. Una dichiarazione dedita a ritrovare nel sogno di comprensione dell’Uomo la programmatica gestualità del rito totale. Nello specifico, la performance della colombiana Maria José Arjona (1973, Bogotà. Vive e lavora tra Miami e Bogotà) rappresenta l’estasi composta di un problema reale, chiuso nella sua forma immanente, ed è ciò che aggiunge all’incanto spirituale dell’illusione, della mistificazione dei sensi, falsando il reale per prenderlo alla lettera.

Maria José Arjona, Agent_Encoding_Flow, 2014. Photograph, glossy print on forex, cm 120x140.
La spogliazione di elementi della realtà, intervallati da codice Morse e Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo, conferisce forza all’assenza, alla legge sottratta che in occidente abbiamo disimparato a ripetere, tra l’abbandono della modernità e la presentificazione della contemporaneità. Mentre artisti della medesima generazione della Arjona, performer, continuano ad accumulare segni, ad aggiungere, a rincarare la dose simbolica dell’esperienza fisica, l’artista colombiana affina il potere spiazzante dell’assenza, dimenticando l’illusione contraria, quella disincantata della profusione, l’illusione moderna della proliferazione degli schemi e delle immagini.

Agent/Encoding/Flow, performance by Maria Jose Arjona. Photo Lisa Palomino

La performance messa in scena con la ballerina colombiana Marvel Benavides traslittera la Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo in codice Morse, incarnando ogni parola con la danza. Performer e ballerina, vestite di una sola camicia bianca e di pantaloni neri, proiettano le loro figure in movimento, come ombre sullo sfondo, che accoglie (e amplifica) in sovraimpressione la Dichiarazione dei Diritti. La Arjona e la Benavides, tra movenze lente e più concitate, tra avvicinamenti sinuosi e allontanamenti ritmici, si dividono gli spazi e la colonna sonora dall’estremità al centro della galleria di via Ventura, rendendo qualsiasi progetto di corrispondenza simultanea un centro gravitazionale, che esclude quasi interamente il pubblico.

Agent/Encoding/Flow, performance by Maria Jose Arjona. Photo Lisa Palomino
Alle pareti, una volta ultimato l’atto fisico, tecnicamente ineccepibile delle due performer, e una volta spento il buio della proiezione, restano le ricerche critiche e iconografiche che hanno preceduto Agent/Enconding/Flow. Tre video, in una piccola dark room, infatti, rappresentano diversi modi in cui il corpo deve muoversi per programmare la propria uscita dagli schemi, in vista di una resa pubblica della propria moralità, mentre fotografie delle due artiste si alternano a studi del codice Morse.

Maria José Arjona. Agent/Enconding/Flow
a cura di Eugenio Viola

30 Gennaio – 7 Marzo 2014

Prometeogallery di Ida Pisani
Via G. Ventura 3, Milano

Info: +39 02 2692 4450
www.prometeogallery.com

 

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