Intervista a Marco Pierini di Antonio D’Amico

La Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia custodisce un gran numero di capolavori che rappresentano l’identità e la storia di un territorio ricco di spiritualità e creatività sin dal Medioevo.
Nel turnover di nomine, a Marco Pierini è toccato il compito di occuparsi di questo tesoro italiano poco conosciuto e quindi di far sì che non solo la Galleria riesca ad avere una riconoscibilità sul piano internazionale ma anche una nuova e più “moderna” immagine. Del resto, se i capolavori che custodisce – basti pensare allo straordinario polittico di Beato Angelico, a Perugino e a Pinturicchio, solo per citarne alcuni – trovassero un “contenitore” più dinamico, più armonioso nella presentazione e negli allestimenti, forse Perugia con la sua Galleria tornerebbe a risplendere come nel Rinascimento.

Marco Pierini

Marco Pierini

Ma qualcosa è cambiato da quando il nuovo direttore si è insediato? Glielo chiediamo in questa intervista…
Rispetto ad altre situazioni italiane ho avuto la fortuna di non essere troppo sguarnito di personale, per cui ho trovato un museo in funzione e in discrete condizioni complessive, anche se forse un po’ seduto su se stesso. La prima cosa che, tutti assieme, abbiamo fatto è stata quella di cominciare a pensare al futuro prossimo: progettare i nuovi impianti della Galleria, ricostituire il team della comunicazione e quello della didattica, programmare le mostre e le attività collaterali, stipulare convenzioni con università e realtà culturali sul territorio come Umbria Jazz e Trasimeno Music Festival.

Attività dunque consuete per un museo, ma qual è la criticità maggiore alla quale sta cercando di far fronte?
Gli impianti: condizionamento, rete informatica, illuminazione. Tutto ha bisogno di una radicale ristrutturazione o, almeno, di una rinfrescata.

Il suo dunque è un intervento che parte dal basso e forse ci vorrà del tempo per arrivare a occuparsi di temi quali il marketing e la comunicazione. Ad esempio, i musei del resto del mondo hanno siti internet dinamici, dove chiunque può trovare di tutto. Quando sarà pronto il vostro?
Partiamo da una posizione di grande arretratezza, per cui siamo ancora in fase di studio e di progettazione. Per il momento stiamo lavorando sulla struttura del sito dal punto di vista dei contenuti e della funzionalità, poi procederemo ad appaltarne la realizzazione tecnica.

Veduta della Galleria Nazionale dell’Umbria

Veduta della Galleria Nazionale dell’Umbria

I musei esteri scommettono molto su una comunicazione “giovane”, su come portare dentro ai musei i giovani e le loro idee innovative. Un museo come quello che dirige, con opere che sono figlie della storia dell’arte antica, in che modo pensa possa essere avvicinato dalle nuove generazioni? In che modo pensa sia possibile dare una veste dinamica al museo? Ci sta pensando?
Da una parte credo si dovranno intensificare le relazioni con altre discipline (penso alla musica, alla letteratura, al teatro), favorendo sempre più – quando possibile – la loro presenza nelle sale del museo. In secondo luogo, si dovranno elaborare strategie di comunicazione diverse, non solo dal punto di vista delle tecnologie impiegate, ma proprio delle forme di trasmissione dei contenuti. Credo che la lunga esperienza maturata nel mondo dell’arte contemporanea potrà facilitare l’analisi del problema e l’individuazione delle possibili soluzioni.

Arriva da un’esperienza in cui si è occupato di arte contemporanea. Le mostre che la Galleria Nazionale dell’Umbria ha programmato in passato hanno avuto a che fare con i maestri dell’arte antica, proprio per dare maggior peso all’identità umbra e, in tal senso, ricordo le tre straordinarie mostre dedicate a Perugino, Pinturicchio e a Luca Signorelli. Ha in programma altre grandi esposizioni? Pensa di portare in Galleria anche qualche progetto o esposizione d’arte contemporanea?
Mostre se ne faranno e, naturalmente, perlopiù legate alla storia dell’arte nel territorio umbro, non saranno però “grandi mostre” ma proposte più misurate ai tempi e alle risorse dei nostri giorni. La prima, a fine ottobre, sarà dedicata alla croce dipinta tra la fine del Duecento e il primo Trecento. Quanto all’arte contemporanea avrà spazio ma solo se storicizzata, per rispettare la vocazione del museo e non intromettersi con il lavoro dei centri d’arte contemporanea che hanno il compito di mostrarci ciò che avviene nel presente.

Veduta della Galleria Nazionale dell’Umbria

Veduta della Galleria Nazionale dell’Umbria

Al momento l’autonomia è parziale ma si auspica quella totale anche sul piano economico. Pensa che la Galleria Nazionale dell’Umbria sia pronta a un passo del genere? La riforma Franceschini, così com’è attuata, è capace di fornire questi strumenti per un’autonomia duratura?
In realtà l’autonomia, proprio dal punto di vista gestionale, è divenuta molto ampia grazie alla riforma. Ovviamente per autonomia non deve intendersi l’autosussistenza. Nessun museo al mondo produce introiti tali da coprire i costi di gestione, tra i quali dobbiamo considerare non solo i costi vivi “dell’apertura” ma anche quelli per la ricerca, la didattica, la conservazione, insomma la produzione di contenuti culturali che è il primo dovere di un museo e che, notoriamente, rende molto in termini sociali e nulla in termini economici.

Cosa si augura per la Galleria Nazionale dell’Umbria?
Di rafforzare il suo ruolo centrale nel sistema museale regionale e di divenire sempre più un museo vissuto, sentito, partecipato dagli umbri. Così sarà ancora più facile farlo conoscere e apprezzare da tutti gli altri.

Intervista tratta dallo “Speciale BENI CULTURALI: i nuovi direttori della riforma Franceschini. vol. 2″ uscito su Espoarte #93.

Marco Pierini è storico dell’arte e filosofo. Nato a Siena, ha compiuto i propri studi universitari a Siena, dove si è laureato in Estetica, ha conseguito il diploma di specializzazione in Archeologia e Storia dell’arte e poi anche il dottorato di ricerca in Estetica. Dal 2010 al 2014 ha diretto la Galleria Civica di Modena. Dal 2002 al 2010 è stato direttore del Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse di Siena, divenuto – in seguito al trasferimento presso il complesso museale di Santa Maria della Scala, il 1 giugno 2008 – SMS Contemporanea. Dal 1998 al 2007 è stato direttore del Museo Diocesano di Pienza. Dal 2010 insegna Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Giornalista, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Galleria Nazionale dell’Umbria
Palazzo dei Priori
Corso Vannucci 19, Perugia
www.artiumbria.beniculturali.it

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