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Castello di Susan – Majano (UD), Palazzo Elti – Gemona (UD) e Galleria Loggia – Capodistria (SLO) |  1 – 30 novembre 2014, 30 novembre 2014 – 1 febbraio 2015 e 16 gennaio – 14 marzo 2015

Intervista a SABRINA ZANNIER di Livia Savorelli

Maravee ovvero la rassegna camaleontica che ogni anno indossa una nuova pelle ed esplora – attraverso i linguaggi creativi più disparati – una tematica, un universo di significati, seguendo un ideale filo conduttore che lega ogni edizione. Così come nelle due precedenti rassegne, il tema prescelto e scandagliato era la spiritualità tesa tra sacro e profano (Maravee Anima del 2013) e l’eros concepito come tensione carnale, intellettuale e sensoriale (Maravee Eros del 2012), in questa edizione si esplora il concetto di Corpo inteso come luogo di mutazione identitaria. Dialogando con Sabrina Zannier, anima del progetto Maravee, entriamo nel pieno di Maravee Corpus…

Drusilla Foer. Ph. Lorena Matic
Maravee
giunge quest’anno alla 13. Edizione. Parliamo di MARAVEE CORPUS e della sua idea di corpo sociale…

Ogni edizione di questa rassegna si pone come proseguimento e sviluppo tematico della precedente. Maravee Corpus si propone quindi come estensione del concetto di Anima (edizione 2013), come misura del mondo, come indagine profonda del sé. Tenendo presente il principio di relazione che da sempre contrassegna il paradigma sociologico di Maravee, ho individuato proprio nel tema del Corpo la sua massima espressione, sollevando la complessa questione della moltiplicazione identitaria che abita ognuno di noi e che nella relazione con l’altro alimenta il desiderio di versarsi in più ruoli, quindi in molteplici profili identitari. Mediante la ritualità del travestimento, del trucco, del tatuaggio, della performance e della creazione ambientale che sottende il principio della maschera, le mostre e le performance mettono in scena la creazione di personaggi diversi che abitano lo stesso individuo. Parlo di un “corpo sociale” perché in questa direzione un unico individuo diviene contenitore di altre personalità; Daniele Indrigo, La fede (l'ascesa)ma anche perché dal corpo individuale quale luogo simbolico e intimo degli anni ’60, siamo passati alla sua estensione socializzata, ad una sorta di corpo plurale che si eleva a sistema sociale. Un corpo polimorfo e in divenire, che ripudia ferite e lacerazioni, martiri e sofferenze (rispetto ad allora), se non di piccola entità, finalizzate all’incisione di un segno identitario (tatuaggi), di un trasformismo in atto (vestizione, trucco, postura…), in cui la valenza estetica diviene tramite per l’altro da sé, costrutto di un personaggio.

Quali le declinazioni che ha assunto?
Con le mostre e le performance al Castello di Susans questo tema è stato declinato in più linguaggi creativi: fotografia, pittura, disegno, video, installazione, tatuaggi, costumi e maschere teatrali, azioni e performance che dal mondo del teatro e della danza confluiscono nella forma più secca e minimale della performance d’arte visiva. Ma anche in più poetiche, con artisti che affrontano il tema del trasformismo usando esclusivamente il proprio corpo per costruirci attorno personaggi diversi; altri che scelgono attori, performer, amici o conoscenti come modelli per le proprie opere e, altri, ancora, che fanno slittare la costruzione del personaggio dal proprio corpo a quello altrui. In ogni caso costruendo scenari, utilizzando abiti, costumi e situazioni entro un complesso percorso di ricerca e messa in scena dell’identità multipla complessivamente radicata in questioni di ordine antropologico, sociologico e psicologico.
Il tutto con il forte sapore di un vero e proprio elogio del corpo, che iperbolizza l’individuo in una dimensione dialogica, dove il principio di alterità e intersoggettività (comprensione dell’altro) si sviluppa nella riabilitazione attualizzata del rito di passaggio delle società tribali. Per una “festa del corpo” in cui la collettività, attraverso il principio della maschera, prende coscienza della propria immortalità storica. Perché le relazioni occultamento/svelamento, volto/maschera, scomparsa/rinascita mettono in scena il ciclo morte/rigenerazione.

Nicolai Lilin, Solide fondamenta, disegno a matita su carta, cm 32,50x24Trattando il corpo come mutazione identitaria, non si poteva esimere dal considerare anche il tatuaggio sia per il suo valore indubbiamente artistico sia per quello sociale…
E non poteva che esserci, a rappresentarlo, l’universo di Nicolai Lilin, artista poliedrico che ha saputo slittare la scrittura sul fronte del cinema, declinare il disegno dalla carta alla pelle, fino ai capi vestimentari. Rispettando sempre il valore antropologico del tatuaggio siberiano e dei suoi codici segreti, prima con il romanzo Educazione siberiana e con l’omonimo film diretto da Salvatores, sempre continuando la sua attività di tatuatore, ampliata anche con l’apertura a Solesino (PD) del laboratorio di disegno e tatuaggio, poi ancora collaborando con l’azienda di moda Happiness e con le Coltellerie Maserin di Maniago (PN). Tutto ciò è rappresentato a Maravee Corpus nella sua mostra personale, intitolata Scritto sulla pelle, che occupa l’intero piano terra del castello. Una mostra che coglie la poliedricità di Lilin nell’allestimento ideato e curato da Belinda De Vito, che ha trasformato le magliette di Happiness in “pelli stese”, per mettere in scena il disegno come un segno identitario, per l’appunto, scritto sulla pelle; che ha chiuso in bacheche i coltelli progettati da Nicolai per sottolineare il valore di un segno che sfocia nel design, portandosi dietro il principio del valore d’uso legato all’esistenza quotidiana.

Laboratorio tatuaggi durante Maravee Corpus
Il tema del tatuaggio è stato affrontato dal punto di vista del valore antropologico che la simbologia segnica assume…
Dopo l’inaugurazione ufficiale Nicolai Lilin è rimasto per due giorni in Friuli e, insieme agli artisti tatuatori del Marchiaturificio di Solesino e gli amici della crew Tattoo Agio di Milano, ha allestito uno spazio temporaneo per avvicinarsi allo studio del simbolo e permettere al pubblico di farsi tatuare nella suggestiva cornice del castello di Susans. Con due modalità diverse: una prevedeva la scelta del disegno da uno speciale SketchBook ad opera di Lilin; l’altra, invece, più complessa e fortemente radicata nella filosofia esistenziale del tatuaggio siberiano, prevedeva un incontro con l’artista, al quale la persona doveva confidare un aspetto della propria vita per poi lasciare a Nicolai la scelta del disegno, sempre rigorosamente segreto in merito al significato della simbologia. È stato un vero successo, con molte persone arrivate un’ora prima dell’apertura e con i laboratori protrattisi oltre l’orario di chiusura. Un vero e proprio incontro, in cui si respirava il sapore della valenza antropologica e sociale sottesa al tatuaggio, troppo spesso, invece, concepito come mero evento modaiolo svuotato del proprio senso esistenziale e identitario.

Maravee è anche moda, performance, fotografia e food design, per un’offerta a 360 gradi…
Nel 2002 ho ideato questa rassegna con il preciso intento di portare l’arte visiva contemporanea a un pubblico ampio e diversificato, facendo proprio leva sulla trasversalità dei linguaggi, quindi andando alla ricerca di artisti che per propria natura muovono le loro ricerche sui labili confini tra una disciplina creativa e l’altra. Alla fotografia, alla pittura, alla scultura, al video e alla performance si affiancano così anche il teatro, la danza, il design, la moda, il cinema e il food design. Chiamando in causa artisti che spesso si muovono su più fronti o che in ogni caso sono capaci di dialogare con autori appartenenti a territori differenti, è nata una rassegna che si prefigge di proporre, di anno in anno, un tema che, declinato su diversi fronti, affiora in una trasversale coralità di voci.

Body sushi. Ph. Lorena Matic
A tutto ciò si aggiungono anche i laboratori fatti per gli studenti…
I primi anni di Maravee avevamo attivato dei veri e propri laboratori creativi, grazie alla professionale e splendida collaborazione di Damatrà, che coinvolgevano ad ogni edizione circa 300 bambini, addirittura delle scuole dell’infanzia. Dai laboratori nascevano installazioni inserite nel parco di Villa Ottelio Savorgnan ad Ariis di Rivignano (UD), prima sede della rassegna. Poi, il cambio di location, con le relative modifiche della logistica espositiva, e l’incalzante crescita della progettualità con gli artisti, ci ha portati a rivolgerci ad una fascia più alta d’età. È così nata la straordinaria collaborazione con il Liceo artistico Giovanni Sello di Udine, assolutamente all’avanguardia in fatto d’ideazione, progettazione e realizzazione, con studenti, sempre del quinto anno, curiosi e aperti alla sperimentazione, seguiti da docenti, che spesso sono anche artisti, capaci di raccogliere le sfide di Maravee e di produrre lavori con tempistiche e qualità incredibilmente professionali. Questa collaborazione può certo essere intesa sotto il profilo del “laboratorio”, per gli studenti. Un laboratorio, però, che sforna opere, come i video realizzati quest’anno, ottenuti elaborando immagini di scena degli artisti performer intervenuti negli eventi inaugurali, che nel videomapping sulla facciata del castello e nei monitor in mostra, sono stati enfatizzati e ri-creati nella loro suggestiva essenza di creatori d’identità multipla.

Videomapping Liceo Sello. Ph. Renato Patat

Maravee Corpus. L’elogio del corpo come sistema sociale: l’identità plurale in fotografie, video, costumi, performance e tatuaggi
a cura di Sabrina Zannier

Artisti: Carolina Amoretti, CianoghaphicSisters (Emanuela Biancuzzi+ Debora Vrizzi), Karin Andersen, Matteo Basilé, Vania Comoretti, Claudia Contin Arlecchino, Marta Dell’Angelo, Michael Fliri, Zoè Gruni, Daniele Indrigo, Roberto Kusterle, David LaChapelle, Lorena Matic, Giuseppina Maurizzi, Eva Petrič, Alberto Quoco, Mustafa Sabbagh, Cindy Sherman, Debora Vrizzi: con performance di Claudia Contin Arlecchino, Drusilla Foer, Lorenza Franzoni, Rita Maffei, Eva Marangone, Erica Modotti, Martina Tavano e animazioni video degli studenti del Liceo Artistico Sello di Udine.

Castello di Susan – Majano (Ud)
1 – 30 novembre 2014

Palazzo Elti – Gemona (UD)
30 novembre 2014 – 1 febbraio 2015
Inaugurazione sabato 29 novembre 2014, ore 18.00

Galleria Loggia – Capodistria (SLO)
16 gennaio – 14 marzo 2015
Inaugurazione venerdì 16 gennaio 2015, ore 18.00

Tutte le mostre sono a ingresso gratuito

Info: www.progettomaravee.com

 

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