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Voglio soltanto essere amato
38 artisti, 31 scrittori, 38 tra curatori intellettuali mettono a confronto sensibilità e competenze

FIRENZE | EX3 | 18 febbraio – 8 aprile 2012

Intervista a MAP Multimedia Art Platform di FRANCESCA DI GIORGIO

Da una piattaforma web (map-project.com) – dove il dialogo è aperto a tutti ai più svariati dibattiti – alla “prassi” di un ciclo di mostre/progetto che focalizzano l’attenzione su tematiche declinate da voci e sguardi differenti…
Dopo Natura e Destino, il tema sviscerato nella prima tappa espositiva da Riccardo Crespi a Milano, Voglio Soltanto Essere Amato è la nuova materia di discussione sulla “piazza” online di MAP e che ha visto negli scorsi mesi farsi mostra-evento al MAGA di Gallarate (26 novembre 2011 – 29 gennaio 2012) e, in questi giorni, da Ex3 a Firenze.
Risponde per noi a nome collettivo Riccardo Crespi, Presidente di MAP Project…

Francesca Di Giorgio: Seguite un iter di elaborazione e sperimentazione piuttosto disciplinato pur coordinando un flusso libero di profili e argomentazioni… Quando avete iniziato a pensare a MAP e chi sono stati i primi ad aderire al progetto?
Riccardo Crespi:
La prima tappa Natura e Destino era un ibrido tra una collettiva in galleria e quello che poi è diventato MAP.
MAP nasce dalla convinzione che sia interessante far interagire il mondo dell’arte contemporanea con l’esterno poiché se da un lato resta l’ultima roccaforte della critica, dall’altro, pecca spesso di eccessiva autorefenzialità, con un appiattimento generale anche a discapito della qualità.
Proprio per la spontaneità con cui è nato, direi che hanno aderito tutti senza troppo pensarci: i primi sono stati le persone che mi sono da sempre più vicine, per amicizia e rapporti lavorativi, ma non ricordo e non credo nemmeno costruttivo dare un ordine di arrivo in un progetto che ha come filosofia proprio l’idea di gruppo allargato e dello scambio di opinioni e competenze.

Voglio soltanto essere amato come a dire: trovare uno spazio in questo mondo, nutrire un senso di appartenenza reale a cose, fatti e persone, avere cura per l’altro, riconoscersi e scegliersi a vicenda come esseri umani prima ancora che amanti e ancora… rifiutare un modello imposto e allontanare un senso di fastidio per quella che sembra essere una lamentosa pretesa… Come siete arrivati a scegliere un tema così intenso?
MAP è un progetto piuttosto articolato una sorta di salotto intellettuale stile nuovo millennio in cui chiediamo vari contributi a tutti i “membri”, prima di tutto quello di suggerire un tema e poi di votare tra i temi proposti, in modo da scegliere insieme un argomento che sia il più possibile interessante per tutti.
Per questa edizione, Voglio soltanto essere amato è stato il tema che ha ricevuto più voti tra gli argomenti proposti.
L’intero processo è visibile sul sito e vorremmo che la prossima edizione coinvolgesse di più le università con gruppi di studio che propongano un tema accompagnato da un breve testo. MAP è un progetto in costante evoluzione che vorremmo aprire il più possibile a tutte le forme della cultura.

Come pensate di far rientrare nella vostra rete il mondo aziendale in relazione all’arte?
MAP non ha come obiettivo far rientrare il mondo aziendale nell’arte, ma, benché goda di contributi gratuiti, per sopravvivere ed ampliarsi necessita di finanziamenti. Penso poi che il mondo aziendale abbia un grande interesse verso l’arte ma che ancora non riesca a relazionarsi in modo costruttivo, MAP è nuovo e ritengo possa essere un’interfaccia molto produttiva per un’azienda che voglia comunicare con l’arte.

Si può leggere tra le righe anche un certo umore critico nei confronti di una sorta di pigrizia diffusa nel mondo dell’arte? Vedete MAP come modello di sperimentazione curatoriale?
Più che manifestare un malumore, che è in qualche modo intrinseco a chi fa critica, MAP vuole contribuire a rendere più vivace e interessante il mondo dell’arte e della cultura contemporanea. MAP è un modello si sperimentazione curatoriale e, come dicevo, è un progetto in continua evoluzione con contenuti e modalità sperimentali in vari aspetti; dai molteplici ambiti del sapere coinvolti alla prassi organizzativa e di realizzazione del progetto.
Il partire da un tema discusso da un gruppo di intellettuali, la realizzazione di un tabloid, la centralità del sito, il portare la letteratura nei musei e magari in futuro anche altre forme espressive sono tutti processi inediti e per il momento, mi sembra, anche molto apprezzati.

Artisti coinvolti:
Einat Amir, Letizia Cariello, Valerio Carrubba, Daniela Comani, Keren Cytter, Ra di Martino, Tim Etchells, Iaia Filiberti e Debora Hirsch, Stefania Galegati, Alexandros Georgiou, Paolo Gonzato, Meri Gorni, Francesca Grilli, Uri Katzentein, Efrat Kedem, Ragnar Kjartansson, Annika Larsson, Sanna Marander, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Paola Monasterolo, Angelo Mosca, Benny Nemerofsky Ramsay, Valerio Rocco Orlando, Adrian Paci, Robert Pettena, Alessandro Piangiamore, Angelo Plessas, Luca Pucci, Doron Rabina, Ishmael Randall Weeks, Marco Raparelli, Maria Domenica Rapicavoli, Letizia Renzini, Roee Rosen, Michele Tocca, Marcella Vanzo.

Scrittori coinvolti:
Enrico Audenino, Alessandro Avanteo, Riccardo Benassi, Emanuele Coco, Lorena Costanzo, Alice Cozzo, Chia de Fernex, Pamela Dell’Orto, Gabriele Di Fronzo, Emanuele Fant, Davide Ferraro, Giuseppe Franco, Paola Friggè, Luca Fumagalli, Daiana Galigani, Francesco Gavatorta, Alessandro Giuffrida, Gonzalo Hernández Baptista, Sara Loffredi, Giorgio Maestroni, Andrea Mattaccheo, Lorenzo Mattozzi, Alberto Milesi, Alessia Petitto, Gaia Rayneri, Margherita Restelli, Roee Rosen, Francesca Scotto Lavina, Laura Tinti, Maria Novella Viganò, Stefano Zangrando.

Voglio soltanto essere amato
Progetto a cura di MAP – Multimedia Art Platform
Sviluppo curatoriale di Gabi Scardi e Ruth Cats
EX3 – Centro per l’Arte Contemporanea

Viale Giannotti 81/83/85, Firenze
Info: +39  055 6287091
www.ex3.it
MAP
– Multimedia Art Platform

via Mellerio 1, Milano
Info: +39 02 89093859
www.map-project.com

18 febbraio – 8 aprile 2012

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