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Poco più di una settimana ancora per poter visitare MAMA L’Africa di Giovanni Marrozzini nella splendida sede di Castello D’Albertis, Museo delle Culture del Mondo a Genova. Circa ottanta fotografie scattate in questi anni in Somalia, Etiopia, Zambia e Angola. La mostra si distende attraverso un percorso interiore dal quale l’Africa emerge in tutti i suoi aspetti più intimi e profondi. Questo soprattutto perché Giovanni Marrozzini e la fotografia sono inscindibili. Edito, in occasione della mostra – dalla genovese MIROR Edizioni – il catalogo a cura di Fabrizio Boggiano: 132 pagine accompagnate da un dvd.


“EVE”, Etiopia 2006, fotografia b/n, cm 40×30. Courtesy dell’artista. “Falene”, Etiopia 2006, fotografia b/n, cm 40×30. Courtesy dell’artista

Somalia. Etiopia. Zambia. Angola. Luoghi mediati per eccellenza, ma spesso poco tangibili nel correre in un paradosso. Quello di un’immagine di reportage dal tepore rassicurante perché sottesa da una distanza, non tanto geografica quanto emozionale. È invece su un orizzonte di condivisione e consonanza che si pone la ricerca di Giovanni Marrozzini. Freelance (Fermo, 1971) che ha collaborato con diverse Ong internazionali viaggiando attraverso l’Africa, l’Argentina, il Medio Oriente e oggi impegnato tra Bosnia e Albania. Fotografo, certo. Ma per un’immagine che esuli distanza e aneliti da inchiesta sociale, documentaria o antropologica. Gli ottanta scatti ordinati nell’ottica della sollecitazione polisensoriale – in un allestimento realizzato insieme all’istituto e alla cooperativa David Chiossone – nella sua mostra al Castello D’Albertis di Genova sono infatti vicini, anzi vicinissimi. Perché l’immagine non si sottrae al giudizio per essere rotta. Viatico, anche per l’incontro con quell’Africa più vicina ma altrettanto lontana che ha trovato casa nelle nostre città. Le immagini di Marrozzini sono un diario scandito da ascolto ed empatia. Non la ricerca del tipo, dello stereotipo o dell’aneddoto ma un percorso che ha nella fotografia il mezzo per avvicinarsi al vero. Questo si traduce in un bianco e nero capace di ascoltare il grigio. Le zone liminali, di mediazione, che sono quotidiano e accidente. Ed ecco il teatro di una vita che si fa e si consuma nei non vedenti di Soddo. Ora nell’istituto, dove la luce trasuda dalle finestre guardando loro e quei simboli di una cultura cristiana d’importazione che crea strani cortocircuiti, e non solo visivi. Adesso nella vicina fabbrica di mattoni dove ogni attività è condotta da loro, operai ciechi. E poi l’Etiopia nella sua terra più viva. Le donne. Volti mani braccia. Lavoro e preghiera. Figli e soprattutto figlie, che sanno quanto diventare donne sia sofferenza. L’acronimo tutto occidentale di MGF – mutilazioni genitali femminili – è allora tensione reticenza obbedienza. È una bambina vestita di bianco tenuta ferma quando a essere in primo piano è una lametta. Strumento anche “solo” implicito nell’aggrapparsi di una figlia alla madre, ma non per questo latente. Ma prima di qualsiasi pensiero, l’avvicinamento, che nella mostra si plasma in un percorso dove l’immagine abdica al suo senso principe e ritrova la sua alterità. Buio e luce. Dove il primo si fa terreno di omogeneità. Perché l’immagine può ancora essere direzione ma da seguire attraverso l’udito e il tatto: nell’esperire. Parole e voci da ascoltare, quelle di Marrozzini, di un non vedente e di donne africane che hanno trovato casa a Genova. Volti da accarezzare sostando prima su una camicia in cotone e prima di giungere a capelli in fibra. L’Africa è ora una distesa di diverse consistenze di cartavetro e la conoscenza si fa più lenta e incerta. Procede con il respiro mentre la sinestesia abbassa le riserve, e non solo di fruizione dell’opera. Africa: immagine, parola, oggetto da toccare. Ascolto e carezza, non solo vista. Forse perché è tempo di smettere di guardare per imparare a vedere oltre il corpo e il tranello dell’inconscio ottico. (Luisa Castellini)

La mostra in breve:
MAMA L’Africa di Giovanni Marrozzini
a cura di Fabrizio Boggiano
Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo
corso Dogali 18, Genova
Fino al 28 febbraio 2010

Catalogo:
MAMA L’Africa di Giovanni Marrozzini
a cura di Fabrizio Boggiano
testi di Marco Arscone, Fabrizio Boggiano, Denis Curti, Maria Camilla De Palma, Michela Fusaschi, Elena Moroni, Eugenio Saltarel
MIROR Edizioni, Genova, 2010
pagine con dvd

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